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A Quotes

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“Avevamo quarantadue anni quando rapimmo la luna. Ed era notte, certo, perché son bravi tutti a rapire la luna di giorno quando dorme o è distratta; o quando è mattina. Guardi il cielo, non la vedi, e puoi raccontare a chiunque la bugia di essertela messa in tasca. No, non è così che si rapisce la luna. Si fa di notte, si fa al buio, si fa per un motivo. E poi si fa davvero. Altrimenti non funziona. Avevamo quarantadue anni quando rapimmo la luna, ma a essere precisi, quarantadue anni, li avevamo in tre: quattordici io, quattordici Ismaele e quattordici Sofia. Eravamo adulti un terzo a testa: ecco perché ci siamo riusciti, perché non era ancora troppo tardi.”

“Avevano deciso di vedersi direttamente davanti Di Martino 3. “Tre” perché il locale, storico ritrovo palermitano della periferia triste dell’era del sacco della città, era stato incendiato e ricostruito tre volte, fino ad adesso. Le motivazioni intuibili. Il posto, in questa sua terza versione anni duemiladieci, non era altro che un locale ampio, mal illuminato, con una cucina al coperto e tanti tavolini con la tovaglia di carta sotto un gazebo di plastica, riparo per la pioggia e per il sole, a seconda della stagione. Nonostante l’aspetto sempre più trasandato, quello di come se i proprietari si fossero ormai rotti i coglioni di mettere dell’impegno in una cosa che tanto fra un po’ verrà distrutta, il cibo da Di Martino è sempre una garanzia, sin dalla prima apertura. Panini giganteschi, grondanti ogni ben di Dio, frittura asciutta e sporca, come ogni palermitano la gradisce. Proprio quello di cui ha voglia, tanto non gli fa male mettere un po’ di carne sulle ossa.”

“Avevano ragione i Napoletani, che dai Greci antichi discendevano, quando, di fronte alla sventura, al dolore, borbottavano rassegnati: «Accossì adda ì», ben sapendo che nessuno, nulla modificano il corso delle cose. E che però niente al mondo dura un'eternità. Ogni fenomeno deve per forza generarne un altro, che gli somiglia perché è figlio, ma è pure diversissimo. Così dopo la pioggia viene il sereno, dopo il brutto il bello. Se non ci fossero dolore, brutto, pioggia, come gusteresti il contrario? Tu aspetta e ciò che deve avvenire avverrà. Se agisci per cambiarlo o evitarlo, vuol dire che doveva andare in questa "nuova" direzione. Il destino non puoi mai farlo fesso.”

“Avevi capito che solo lui poteva comprendere e amare il tuo demone violento. Per questo ti gettasti tra le sue braccia. E lui, senza saperlo, accolse quel demone per alimentare il suo, anche se lo rivestì di una patina d'amore sincero [...] Ma che fine avrebbe fatto la tua luce, così intensa da far esplodere il bulbo di vetro in cui cercavi di contenerla, sotto forma di parole, di poesia? In fondo tu volevi fare lo stesso con Ted, nutrirti del suo demone, accoglierlo per accogliere te stessa: possono forse amarsi due specchi? O se li metti uno di fronte all'altro producono un gioco infinito e vertiginoso di falsi rimandi?”

“Avevo chiesto di parlare con quei tre uomini, detenuti per gravi reati di sangue, perchè mi interessava capire che cosa avesse mosso il loro cambiamento. Tutti e tre, con parole diverse, mi hanno raccontato di aver provato la disperazione nera e feroce e la sensazione di non avere una via d'uscita. Ascoltando le loro parole ho provato una grande vergogna: avevo creduto che Dio fosse venuto da me perchè ero una povera vedova, una vittima. E invece era andato anche da loro, gli assassini, i carnefici. Mi hanno parlato poi del perdono che si stavano preparando a chiedere alle famiglie delle vittime dei loro crimini. Quell'incontro mi ha fatto capire che tra il mio perdono e il loro non c'è nessuna differenza, perchè il perdono è come un ponte, c'è chi lo percorre partendo da una parte e chi dall'altra, ma a metà strada ci si incontra e ci si riconosce.”

“Avevo l'impressione che, se avessi trovato il giusto sentiero, mi avrebbe portato direttamente dai miei genitori. Il pensiero che i miei genitori mi stessero aspettando mi protesse per tutta la guerra. (...) Sulle strade che mi condussero al campo di concentramento, e ai tempi del campo, avevo visto molti cadaveri distesi. Per qualche ragione mi rifiutavo di vedere la mia morte simile alla loro morte. Di solito la fantasia tende al sentimentale, abbellisce. Il lieto fine non è solo un'invenzione artistica, a quanto pare è radicato nell'animo umano.”

“Avevo sentito parlare delle iridescenze stupende dell'aurora sul Mare Jonio, quando la si contempla dalla vetta dell'Etna. Stabilii di intraprendere l'ascensione di quella montagna; passammo dalla regione delle vigne a quella della lava, poi della neve. Il fanciullo dalle gambe di danzatore correva su quelle ripide chine; i sapienti che mi accompagnavano salirono a dorso di muli. Sulla cima, era stato costruito un rifugio ove poter attendere l'alba. Questa alfine spuntò: un'immensa sciarpa d'Iride si distese da un orizzonte all'altro; strani fuochi brillarono sui ghiacci della vetta; la vastità terrestre e marina si dischiuse al nostro sguardo sino all'Africa, visibile, e alla Grecia che s'indovinava. Fu uno dei momenti supremi della mia vita.”

“Avevo vissuto una vita cercando un miraggio, Eli, con un vuoto dentro, come una voragine. Affrontai l’onda più alta e non potei accettare di essere ancora vivo, eppure solo questo seppi fare, aprire gli occhi la mattina e richiuderli la sera, non sapevo perché fossi sopravvissuto, non sapevo perché a me fosse stata concessa un’altra possibilità. L’onda mi aveva portato talmente lontano dalla mia rotta che nulla valeva più la pena.”

“Avian Flu is on the rise both in Asia and Europe. Coincidence? I don't think so. I sent a message to the CDC in the US asking if there was any correlation between Covid-19 (Coronavirus) . This was back in August 2020. I never received a reply back. Now it is coming to fruition again. Some animals are more likely to get Covid-19 than others. So, we have to ask ourselves once more, "Is there any correlation between Covid-19 (coronavirus) and the reemergence of bird flu in so called, Covid hot spots?" I believe that there is.”

“Avice for a human. 87. Dark matter is needed to hold galaxies together. Your mind is a Galaxy. More dark than light. But the light makes it worthwhile. 88. Which is to say: don't kill yourself. Even when the darkness is total. Always know that life is not still. Time is space. You are moving through that galaxy. Wait for the stars.”

“Avignon was exactly as she remembered it, full of charm, discreet and refined. The papal palace, with its massive walls, continued to take her breath away with its grandeur, the towers with their pointed roofs, the battlements of the keep. Cail led Elena to the gardens. Flowers, plants and swans. An incredible number of swans floated placidly in the streams that crisscrossed the vegetation.”

“Avignone era esattamente come la ricordava, piena di fa-scino, discreta e raffinata. Il palazzo dei papi, dalle mura massicce, continuava a levarle il fiato per la sua imponenza, le torri dai tetti appuntiti, le merlature del mastio. Cail condusse Elena ai giardinı Fiori, piante e cigni. Un numero incredibile di cigni galleggiava placidamente nei corsi d'acqua che attraversavano la vegetazione.”

“Avignone era esattamente come la ricordava, piena di fascino, discreta e raffinata. Il palazzo dei papi, dalle mura massicce, continuava a levarle il fiato per la sua imponenza, le torri dai tetti appuntiti, le merlature del mastio. Cail condusse Elena ai giardinı Fiori, piante e cigni. Un numero incredibile di cigni galleggiava placidamente nei corsi d'acqua che attraversavano la vegetazione.”

“Avis named her business Paradise Pastry because she imagined cathedrals. She thought about the stonemasons, glassblowers, sculptors- who gave lifetimes to the creation of beauty. Every sugar crust she rolled, every simple 'tarte Tatin' was a bit of a church. She consecrated herself to it: later, it became her tribute to her daughter and the unknown into which she'd disappeared. She had her cathedral to enter, to console her. Her friend Jean-Francoise, chef at La Petit Choux, said that her pastries would be transcendent, if only she wasn't American.”

“Avis puts aside the 'Saint-Honore' and decides to embark on a new pastry. She's assembling ingredients when the phone rings in the next room. She ignores it as she arranges her new mise en place. This recipe is constructed on a foundation of hazelnuts- roasted, then roughed in a towel to help remove skins. These are ground into a gianduja paste with shaved chocolate, which she would normally prepare in her food processor, but today she would rather smash it together by hand, using a meat tenderizer on a chopping block. She pounds away and only stops when she hears something that turns out to be Nina's voice on the answering machine: "Ven, Avis, you ignoring me? Contesta el telefono! I know you're there. Ay, you know what- you're totally impossible to work for..." Avis starts pounding again. Her assistants never last more than a year or two before something like this happens. They go stale, she thinks: everything needs to be turned over. Composted. She feels invigorated, punitive and steely as she moves through the steps of the recipe. It was from one of her mother's relatives, perhaps even Avis's grandmother- black bittersweets- a kind of cookie requiring slow melting in a double boiler, then baking, layering, and torching, hours of work simply to result in nine dark squares of chocolate and gianduja tucked within pieces of 'pate sucree.' The chocolate is a hard, intense flavor against the rich hazelnut and the wisps of sweet crust- a startling cookie. Geraldine theorized that the cookie must have been invented to give to enemies: something exquisitely delicious with a tiny yield. The irony, from Avis's professional perspective was that while one might torment enemies with too little, it also exacted an enormous labor for such a small revenge.”

“AVISO PARA TODOS LOS QUE ENTREN AQUÍ: Si entras en esta habitación con lástima o para sentir lástima por mis heridas, vete a otra parte. Las heridas que sufrí las recibí haciendo un trabajo que adoro, para personas a las que quiero, defendiendo la libertad de un país por el que siento un amor profundo. Soy extraordinariamente duro y me recuperaré por completo. Eso era resiliencia. Era el reflejo de un espíritu de autosuficiencia y orgullo que había visto por todas partes en el ejército.”