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H Quotes

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“Ho sentito Guido Ceronetti (il suo cinismo e l'incantamento dei viaggiatori del Gran Tour li abbiamo evocati in egual misura lungo la strada) affermare che a fare la Storia sono "i piedi instancabili dell'Homo sapiens". Dio l'abbia in gloria per questa folgorante definizione. Quei piedi senza pace dicono che alla fine non vincerà il sedentario abbarbicato alle sue rendite, ma il suo antagonista di sempre: chi molla tutto chi supera il dolore del distacco e la paura del mare nero per cercare una vita migliore. Vince chi brucia le navi sulla battigia per non cadere nella tentazione del ritorno. Nulla però può fermare un ventenne che prende il mondo contromano, a stomaco vuoto e la testa piena di sogni. Mi avete insegnato che l'uomo ha piedi, non radici, e che da sempre la Storia "facit saltus" grazie a quelli che li usano, chiamateli viaggiatori o migranti, oppure trasmigratori, come li definiva l'uomo dalla mascella volitiva per nascondere la miseria dell'emigrazione. Mio nonno fu un migrante della fame, partì da solo a otto anni per l'Argentina. C'è di mezzo anche il mio vecchio in questo viaggio. È anche per causa sua se sento simpatia per gli esiliati. Come loro, sono conscio di aver esercitato un diritto millenario, primordiale. Anche a costo di bucare frontiere e aprire varchi nei reticolati con le cesoie.”

“Ho tirato fuori una cosa scritta a ventisette anni. Ero un ragazzo insofferente. Non mi stava bene nulla. Tutto era colpa delle vecchie generazioni. Li criticavo, li insultavo... Quando mi dicevano «Accetta le sfide e combatti con passione!», ribattevo forte e chiaro: «Ma voi l’avete costruito, un mondo che ripaga in base a quanto uno lavora con passione?». E ora la vecchia generazione sono io. Se dopo vent'anni il mondo fa schifo come prima, non ho più diritto di criticare gli altri. È colpa mia. Sono io che ho sbagliato. Se il mondo non è un bel posto, non ci sono altri responsabili se non me stesso.”

“Ho visto il sole tramontare in un mare di fuoco liquido e sorgere come una sfera di rame incandescente. Ho visto la luna far risplendere i veli del cielo notturno come fuochi fatui e rispecchiarsi nel lento respiro delle onde. Ho visto il mare così liscio e l'aria così trasparente che la volta stellata sembrava sdoppiarsi al punto che non si capiva più qual era il sotto e quale il sopra, e pareva di veleggiare dentro a un globo splendente di luci. Ho visto cieli e nubi che un artista avrebbe impiegato un'esistenza intera a cercare di riprodurre.”

“Ho visto qualcosa di diverso in te! Sei intrappolata in questa guerra che non ti appartiene, c'è un conflitto tra tua mente e il tuo cuore, una sfida tra bene e il male. La voce della tua natura ha un potere immenso sulla tua vita, e ti fa sentire completamente diversa dagli altri. Il tuo carattere ribelle,il tuo istinto,il tuo cuore, ti dicono di vivere per te stessa ed essere te stessa. Ti è stato insegnato a vivere una vita che non hai scelto!-Innocent Demons(Legami di Sangue#1) di B.Tiana Lorena”

“Ho voglia di lavorare. Ne ho bisogno. Come sempre il lavoro distrae, assorbe l'humus del cervello, prosciuga protegge da quelle divagazioni che iniziano in maniera innocente, quasi per gioco, poi lentamente si trasformano in un attacco demolitore che non si arresta davanti a nulla e la furia iconoclasta, convinta di ottemperare a un dovere morale inciso nel dna, distrugge tutto ciò che gli capita a portata di tiro: le cose che si sono dette e fatte, le amicizie e gli affetti e le chiacchiere da bar, le scelte che si sono portate avanti e quelle che si sono abbandonate, neppure i vestiti indossati in quella o quell'altra occasione vengono risparmiati, tutto ciò che abbiamo addosso, intorno, dietro alle spalle, nei cassetti, nelle zone meno accessibili del cervello, è uno sbaglio di cui vergognarsi e che reclama vendetta.”

“Ho, Ho, Sir Surgeon. You are too delicate to tell the man that he is ill. You hope to heal the sick without their knowing it. You therefore flatter them. And what happens? They laugh at you. They dance upon their own graves and at last they die. Your delicacy is cruelty, your flatteries are poisons you are a murderer. Shall we keep men in a fool's paradise? Shall we lull them into soft slumber from which they will awake in hell? Are we to become helpers of their damnation by our smooth speeches? In the name of God we will not.”

“Hoagland," Kingston said in a voice like expensive liquor on ice, "it's good to see you. Your son is better, I trust?" "You're very kind to ask, Your Grace. Yes, he's recovered fully from his tumble. The poor lad's grown so fast, he hasn't yet learned to manage those long arms and legs. A rackabones, my wife calls him." "My boy Ivo is the same. He's shot up like a weed of late." "Will he grow as tall as your other two sons, do you expect?" "By force of will, if necessary," the duke replied dryly. "Ivo has informed me he has no intention of being the youngest and the shortest.”

“Hoarded things might easily become a menace; a mere fire-and-theft risk; a breeding-ground for destructive insects; a source of worry. Men would have plenty of anxieties, but there was no sense in accumulating worries over THINGS! That kind of worry destroyed your character. Even an unused coat, hanging in your closet—it wasn't merely a useless thing that did nobody any good; it was an active agent of destruction to your life. And your LIFE must be saved, at all costs. What would it advantage a man—Jesus had demanded—if he were to gain the whole world, and lose his own life?”

“Hobbes: Jump! Jump! Jump! I win! Calvin: You win? Aaugghh! You won last time! I hate it when you win! Aarrggh! Mff! Gnnk! I hate this game! I hate the whole world! Aghhh! What a stupid game! You must have cheated! You must have used some sneaky, underhanded mindmeld to make me lose! I hate you! I didn't want to play this idiotic game in the first place! I knew you'd cheat! I knew you'd win! Oh! Oh! Aarg! [Calvin runs in circles around Hobbes screaming "Aaaaaaaaaaaa", then falls over.] Hobbes: Look, it's just a game. Calvin: I know! You should see me when I lose in real life!”

“Hobbes: What are you doing? Calvin: Being "cool." Hobbes: You look more like you're being bored. Calvin: The world bores you when you're cool. Hobbes: Look, I brought a sombrero! Now we can both be "cool." Calvin: A sombrero?! Are you crazy?! Cool people don't wear sombreros! Hobbes: What fun is it being cool if you can't wear a sombrero?”