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Memoria Quotes

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Memoria Quotes

“Non so nemmeno se posso dire di aver superato il lutto, perché non c’è un limite massimo per farlo. Ognuno ha i suoi tempi, non è una gara a chi arriva primo. Non ascoltate chiunque voglia farvi credere qualcosa di diverso. Sfogate il dolore che provate, ascoltatelo e usatelo per superarlo. Secondo i vostri tempi, nel modo che preferite e con chi ve la sentite.”

“Esa es otra cosa que los humanos no comprenden, el recuerdo es inherente al tiempo. Haberla amado durará por siempre, al igual que sus caricias en tu piel y su cuerpo tembloroso debajo de ti. Nunca vas a poder olvidarla, su sonrisa nunca será arrebatada de ti, ni de nadie. Ni la felicidad que vivió a tu lado. O su cuerpo calcinándose en la brazas de la injusticia, Lucio. Las que son como ella, nunca mueren, son eternas.”

“Ma in nessuna delle sue fantasie avrebbe potuto immaginare di finire intrappolato in una realtà puramente mentale, con il mondo reale ridotto a una distesa di cenere e fumo sovrastata da nubi tossiche e gas. Uno sconfinato spazio di terra senza futuro, di acqua senza vita. Una silenziosa palla di roccia in orbita nel Sistema Solare, divenuta all'improvviso inospitale. La civiltà di Alex aveva percorso l'ultimo tratto del sentiero. Si era arresa alla Natura. Aveva obbedito impotente alle leggi del cosmo, spietate e uguali per tutti i possibili universi paralleli. Ma nelle pieghe dei ricordi, là dove tutto era già successo e il tempo non seguiva più un andamento lineare, continuava a echeggiare un rumore di fondo. Un flebile, piccolo e insignificante crepitio. L'eco lontana della speranza.”

“Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.”

“Seguramente, ésa es la gran victoria del campo sobre los prisioneros: unos están muertos y los que como yo consiguieron sobrevivir siempre guardarán un poso de suciedad en lo más profundo de sí mismos. Nunca podrán volver a mirar a los demás sin preguntarse si en el fondo de las miradas que cruzan no brilla el deseo de acosar, de torturar, de matar. Nos hemos convertido en eternas presas, en seres que, hagan lo que hagan, siempre verán el día que comienza como una larga prueba que hay que superar y la noche que cae con una curiosa sensación de alivio. Llevamos en nuestro interior el fermento de la decepción y la intranquilidad. Creo que nos hemos convertido, para el resto de nuestra vida, en la memoria de la humanidad destruida. Somos heridas que nunca se cerrarán.”

“Los siglos desfilaban en un torbellino y, no obstante, como los ojos del delirio son diferentes, yo veía todo lo que pasaba frente a mí —azotes y delicias—, desde esa cosa que se llama gloria hasta esa otra que se llama miseria, y veía al amor multiplicando la miseria, y veía a la miseria agravando la debilidad. Venían allí la codicia que devora, la cólera que inflama, la envidia que babea, y la azada y la pluma, empapadas en sudor, y la ambición, el hambre, la vanidad, la melancolía, la riqueza, el amor, y todos agitaban al hombre como a una sonaja hasta destruirlo como a un harapo. Eran las formas varias de un mal, que ora mordía las vísceras, ora mordía el pensamiento, y paseaba eternamente su traje de arlequín en torno a la especie humana. El dolor cedía a la indiferencia, que era un sueño sin sueños, o al placer, que era un dolor bastardo. Entonces el hombre, azotado y rebelde, corría ante la fatalidad de las cosas, en pos de una figura nebulosa y esquiva, hecha de retazos, un retazo de impalpable, otro de improbable, otro de invisible, cosidos todos con puntadas precarias por la aguja de la imaginación; y esa figura —que no era otra cosa sino la quimera de la felicidad— huía perpetuamente, o bien se dejaba asir por la túnica, y el hombre la estrechaba en sus brazos, y entonces ella reía, como un escarnio, y se sumía como una ilusión.”

“Sólo mediante la información que poseemos, incorporada a nuestro organismo, sean los esquemas innatos o los esquemas adquiridos, podemos acceder a otra información, y esto sitúa a la memoria en primera línea de nuestra actividad inteligente. El libre juego con lo que sabemos nos permite adentrarnos en lo desconocido para aprender cosas nuevas. Incluso el más arriesgado explorador lleva algún mapa en su equipaje. La índole de nuestra memoria personal va a definir nuestras posibilidades.”

“Ma ancora una volta si ripete che l'unico passato reale è quello che perdura nella memoria e che l'unica perdurabile memoria è la scrittura. [...] Forse la letteratura, forse la mia letteratura, rettifica, non svolge altra missione che quella di perfezionare il passato affinché l'avvenire si riprometta di non essere da meno (196).”

“Las imágenes de la memoria, una vez fijadas por las palabras, se borran —dijo Polo—. Quizás tengo miedo de perder a Venecia toda de una vez, si hablo de ella. O quizás, hablando de otras ciudades, la he ido perdiendo poco a poco.”

“Non ho scritto questo libro per raccontare storie di ieri. È un discorso che faccio OGGI basandomi sul materiale dell’occupazione di Kiev, di cui casualmente sono stato testimone. Ma fenomeni analoghi accadono sulla Terra anche oggi, e non c’è nessunissima garanzia che non si ripresentino in forme ancor più sinistre domani. Non c’è la minima garanzia. Vogliamo contare quanta parte della popolazione della Terra vive oggi sotto sistemi basati sulla violenza? Il mondo non ha imparato niente. Il mondo è diventato più cupo. Si sta riempiendo di marionette ingannate, di automi programmati che con occhi estatici sono pronti a sparare contro qualsiasi bersaglio indichino i loro leader, a calpestare qualsiasi paese dove li mandino, ed è terrificante pensare alle armi che hanno in mano oggi. Se si grida loro in faccia: “Vi hanno ingannati, siete solo carne da macello e strumenti nelle mani di farabutti”, non sentono. Dicono: “Malevole calunnie”. Se si portano loro i fatti, semplicemente non ci credono. Dicono: “Non c’è mai stato nulla del genere”.”

“Sono da sempre convinta che la memoria abbia le gambe, che le persone che abbiamo amato e perduto possano continuare a vivere nei nostri cuori e nei nostri discorsi. Se Gigi fosse rimasto soltanto il padre ucciso, noi saremmo per sempre stati solo le vittime. La vedova, gli orfani. Invece volevo che io e i miei figli fossimo altro: persone che vanno avanti. (...) Una volta Giulio, avrà avuto 4 anni, ni ha detto: "Mi dispiace per i fratelli, ma se Gigi non fosse morto io non ci sarei. Se lui è morto è una cosa brutta, allora anche io sono una cosa brutta". Io l'ho stretto forte e gli ho detto che a volte dalle cose brutte nascono cose belle, come era successo a noi.”

“Di quei dieci comandamenti – volontà di tregua e pace perpetua – io non ne ho rispettato nessuno, ho avuto mesi e anni per mettermi in pari, recuperare gli errori commessi, ma ho procrastinato gli eventi, ogni giorno poteva essere quello dopo, ogni tramonto lo avremmo potuto guardare la sera seguente, ogni perdono poteva restare implicito, nessuno avrebbe prosciugato il lago o avrebbe sradicato il molo, e il coniglio era morto da tempo e tale sarebbe rimasto: morto e sepolto nel giardino sul retro, tra le lattughe e qualche melanzana. [...]non le ho narrato della mia scarsa autostima, la coriacea voglia di offendere e affondare, come se ognuno fosse un pesce e io la mano stretta intorno al suo corpo liscio dentro la grande fontana che è una vita qualunque. Lei ha sempre custodito, nella sua memoria emotiva, la me fantastica e valorosa, la me affabile e sorridente, la me che è vittima e non fa pezzi dei corpi altrui, quella che canta a gola aperta in macchina e legge i libri al fresco dell’ombra, una me fugace, durata il tempo di una stagione, una immagine evanescente, un viso sott’acqua durante una gara di apnee.”

“Quizas te sorprenda que me acuerde con tanto detalle de ese dia, de esas horas (...) A mi tambien me sorprende. Solo recordamos con tanta precision los dias marcados por algun acontecimiento historico del que hemos sido testigos, o por la muerte de algun familiar muy querido. Al hablar de un dia asi damos importancia capital a los detalles mas insignificantes; decimos: era martes, la una y media de la tarde, veintiocho de octubre; o bien: yo me encontraba en un rincon, alrededor de las dos y media llego el medico, unos minutos antes de las tres el enfermo pidio una limonada y, cuando murio, el reloj marcaba exactamente las tres y cuatro minutos. Los detalles no tienen ningun sentido en si, pero continuamos arrastrando su recuerdoa una escala exagerada. No hay otra forma de entender..., asi que nos agarramos a los desechos del mundo real, pues lo ocurrido es tan incomprensible que necesitamos algunos puntos de apoyo para no perder el equilibrio.”

“E mentre le lancette scattano, qualcuno ha gli occhi chiusi. Non è ancora il suo attimo, ma presto il momento verrà. Di luci abbaglianti si illuminerà nuovamente il ponte. Di note sognanti si riempirà il pentagramma. Dall'altra parte c'è ancora una strada. Un palcoscenico pronto, perché riprenda a suonare l'orchestra. Dall'altra parte splende il sole. Dall'altra parte. E' iniziata la traccia nascosta del disco. L'interminabile silenzio è finito.”