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N Quotes

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“Non-professionals can also misrepresent the personal characteristics, religious beliefs, and appearance, of these therapists, can name-call and otherwise mock them, and can attribute false agendas to them, such as assigning religious motives to secular therapists working with ritual abuse or mind control survivors. For example, there is little to prevent someone from claiming on his or her own website that a psychotherapist is a fundamentalist Christian zealot at war with Satan, when that therapist might be an atheist, Jew, Buddhist, etc., who places no stock in the existence of Satan. But such a claim, when spoken as if it is fact, accomplishes its intended purpose of maligning that therapist." - Common Forms of Misinformation and Tactics of Disinformation about Psychotherapy for Trauma Originating in Ritual Abuse and Mind Control (2012)”

“Non può essere. “Scusa la domanda, ma per caso tuo padre si chiama anche lui Davide?” Non può, vero? Non è possibile. Ha davvero incontrato il figlio del suo primo amore? E quel cretino ha davvero chiamato suo figlio con il suo stesso nome? È così ridicolo? A meno che… Cristo, e se quello fosse il nipote? Prova a fare un rapido calcolo mentale per capire se rientrerebbe nei tempi. Ha conosciuto Davide quando avevano entrambi ventitré anni. Il tempo per mettere incinta una ragazza, sposarsi – magari non in quest’ordine – e diventare nonno è un po’ tirato, questo ragazzo sarebbe un feto altrimenti. Cristo, no, non riesce nemmeno a immaginarselo Davide nonno. Chissà com’è adesso, a quarantacinque anni. Il Davide che ricorda è sempre un giovane uomo bellissimo, dai capelli rossissimi e il sorriso dolce, a volte timido, a volte sfacciato. Sono stati insieme tre giorni, eppure Davide si è piantato dentro Matteo con la forza dell’amore puro, dell’amore vero, quello che ti lascia disperato e orfano a sopravvivere a una vita ormai inutile. Non è mai riuscito a strapparselo dal cuore e forse… forse non ha mai voluto davvero. Perché con Davide ha scoperto chi è davvero. Il ragazzo inarca un sopracciglio. “No? Perché me lo chiedi?”

“Non regnavo più sul mondo; le facciate delle case, gli sguardi indifferenti dei passanti mi esiliavano. Fu per questa ragione che il mio amore per la campagna prese dei colori mistici. Arrivata a Meyrignac, i muri crollavano, l'orizzonte si allontanava. Mi perdevo nell'infinito pur restando me stessa. Sentivo sulle palpebre il calore del sole che brilla per tutti, ma che lì, in quell'istante, non accarezzava che me. Il vento volteggiava intorno ai pioppi: veniva da altri posti, da dovunque, scuoteva lo spazio, e io turbinavo immobile fino ai confini della terra. Quando nel cielo si levava la luna, io comunicavo con le lontane città, con i deserti, i mari, i villaggi che in quel momento si bagnavano nella sua luce. Non ero più una coscienza vacante, uno sguardo astratto, ma l'odore ondoso dei campi di grano, l'odore intimo delle brughiere, il calore spesso del mezzogiorno, o il fremito dei crepuscoli: avevo peso, e tuttavia evaporavo nell'azzurro, non avevo più confini.”

“Non rimpiangiamo questo mondo che finisce, non abbiamo alcuna nostalgia per l’idea dell’umano e del divino che le onde implacabili del tempo stanno cancellando come un volto di sabbia sul bagnasciuga della storia. Ma con altrettanta decisione rifiutiamo la nuda vita muta e senza volto e la religione della salute che i governi ci propongono. Non aspettiamo né un nuovo dio né un nuovo uomo – cerchiamo piuttosto qui e ora, fra le rovine che ci circondano, un’umile, più semplice forma di vita, che non è un miraggio, perché ne abbiamo memoria e esperienza, anche se, in noi e fuori di noi, avverse potenze la respingono ogni volta nella dimenticanza.”

“Non riuscivo a perdonarlo e neanche trovarlo simpatico, ma capii che dal suo punto di vista ciò che aveva fatto era pienamente giustificato. Era stato tutto molto sbadato e pasticciato. Erano gente sbadata, Tom e Daisy: sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro o nella loro ampia sbadataggine o in ciò che comunque li teneva uniti, e lasciavano che altri mettessero a posto il pasticcio che avevano fatto.”

“Non riuscivo a smettere di baciarla, maledizione! Lei si staccò da me di un centimetro. « E allora non farlo». Che sfacciata! Sapeva almeno a cosa ci avrebbe condotto quel bacio? Ovvio che no! « Sì che lo so. Smettila di pensare ». « Ho smesso di usare il cervello di sopra dalla prima volta che ti ho visto, Fenny ». « Il cervello di sopra? » « Già. Al momento il sangue circola tutto nei neuroni del cervello di sotto, alimentandone le fantasie ».”

“Non sapeva, lui che apriva il suo cuore all’aria aperta, che non rispettava altra legge al mondo se non la buona legge di natura, lui che lasciava scorrere le proprie passioni per i loro pendii, e in cui il lago delle grandi emozioni era sempre a secco, poiché vi apriva egli ogni mattina larghi e nuovi canali, non sapeva con quale furia questo mare di passioni umane fermenta e ribolle quando sia impedito a qualunque uscita, come si ammassa, come si gonfia, come deborda, come scava il cuore, come scoppia in singhiozzi interni e in sorde convulsioni fino a che non abbia rotto le dighe e aperto una crepa nel suo letto. L'involucro austero e glaciale di Claude Frollo, la sua fredda superficie di virtù impervia e inaccessibile aveva sempre ingannato Jehan. L'allegro scolaro non aveva mai pensato a quanta lava bollente, furiosa e profonda fosse sotto la fronte innevata dell'Etna.”

“Non saprei meglio terminare le nostre conversazioni che esprimendo il desiderio che possiate nella vostra esistenza meritare d'essere comparati ad una candela; che possiate com'essa brillare qual fiamma per coloro che vi circondano, che possiate in tutte le vostre azioni emulare la bellezza del lucignolo, adempiendo con onore ed efficacia i vostri doveri verso i vostri simili.”

“Non sarà facile per te vivere là fuori, sei lontano da quel mondo da troppo tempo.” Ripensò alle parole che suo nonno gli aveva detto il giorno in cui aveva deciso di lasciare la riserva e non poté far altro che darsi dello stupido per non averle ascoltate. “Qui a pochi importa che il tuo sangue sia mischiato a quello dei wasi’chu, ma laggiù nelle loro città non incapperai che nel disprezzo e non potrai far nulla per nascondere ciò che sei, perché da dove vieni sta scritto sulla tua faccia.”

“Non si cresce di colpo. Non ci si alza al mattino scoprendo di essere diventati adulti durante la notte. Si cambia poco alla volta, un passo dopo l’altro. Sbiadisce il ricordo delle cose che ci hanno fatto soffrire, giorno dopo giorno, una lacrima dopo l’altra. Un sorriso alla volta, svaniscono anche le cose che ci hanno fatto battere forte il cuore. Quell’attore per cui abbiamo passato notti insonni. Quella canzone che ascoltavamo tutto il giorno. Quel gioco che ci piaceva fare mentre fuori pioveva. Il primo ragazzo di cui ci siamo innamorate. L’amica del cuore. Quando passano gli anni si cresce. E crescere vuol dire cambiare, è un dato di fatto. Non si sfugge a questa legge: è come la rotazione terrestre, non si ferma e basta. Nasci, cresci, invecchi e credi di essere sempre te stesso anche se lungo la strada hai perso così tanti pezzi di te che, se fossi una macchina. dell'originale sarebbe rimasto solo il telaio.”

“Non si può, riconosco, richiamare in vita e penetrare un gesto scoccato da trecento anni: e figuriamoci un sentimento, e quel che allora fosse tristezza o letizia, improvviso rimorso e tormento, patto di bene e di male. Mi ravvedo; e dopo un anno che le rovine son rovine, né mostrano di poter essere di più o di meno di tante altre antiche, mi restringo alla mia memoria corta per condannare l'arbitrio presuntuoso di dividere con una morta di tre secoli i terrori del mio tempo.”