N Quotes
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“Nominally, the currency of the Caspian Republic was the moneta, but in truth the coin of the nation was fear. Whoever could inspire fear was rich, whoever lived in fear was poor.”
Source: When the Sparrow Falls
“Nominando i nostri antenati, sogliamo dire, i buoni antichi, i nostri buoni antichi. Tutto il mondo ha opinione che gli antichi fossero migliori di noi, tanto i vecchi che perciò gli lodano, quanto i giovani che perciò li disprezzano. Il certo è che il mondo in questo non s'inganna: il certo è che, senza però pensarvi, egli riconosce e confessa tutto giorno il suo deterioramento. E ciò non solamente con questa frase, ma in cento altri modi; e tuttavia neppur gli viene in pensiero di tornare indietro, anzi non crede onorevole se non l'andare sempre più avanti, e per una delle solite contraddizioni, si persuade e tiene per indubitato, che avanzando migliorerà, e non potrà migliorare se non avanzando; e stimerebbe di esser perduto retrocedendo.”
Source: Zibaldone di pensieri
“NOMINATE, v. To designate for the heaviest political assessment. To put forward a suitable person to incur the mudgobbling and deadcatting of the opposition.”
Source: Delphi Complete Works of Ambrose Bierce (Illustrated)
“Nominations come and go. It is not going to happen to you every year, and I am very well aware of that”
“Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.
Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò nello specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo. Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide all'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
Adesso era finalmente ufficiale, non aveva più da consumarsi sui libri né da tremare alla voce del sergente, eppure tutto questo era passato. Tutti quei giorni, che gli erano sembrati odiosi, si erano oramai consumati per sempre, formando mesi ed anni che non si sarebbero ripetuti mai. Sì, adesso egli era ufficiale, avrebbe avuto soldi, le belle donne lo avrebbero forse guardato, ma in fondo - si accorse Giovanni Drogo - il tempo migliore, la prima giovinezza, era probabilmente finito. Così Drogo fissava lo specchio, vedeva uno stentato sorriso sul proprio volto, che invano aveva cercato di amare. Che cosa senza senso: perché non riusciva a sorridere con la doverosa spensieratezza mentre salutava la madre? Perché non badava neppure alle sue ultime raccomandazioni e arrivava soltanto a percepire il suono di quella voce, così familiare ed umano? Perché girava per la camera con inconcludente nervosismo, senza riuscire a trovare l'orologio, il frustino, il berretto, che pure si trovavano al loro giusto posto? Non partiva certo per la guerra! Decine di tenenti come lui, i suoi vecchi compagni, lasciavano a quella stessa ora la casa paterna fra allegre risate, come se andassero a una festa. Perché non gli uscivano dalla bocca, per la madre, che frasi generiche vuote di senso invece che affettuose e tranquillanti parole? L'amarezza di lasciare per la prima volta la vecchia casa, dove era nato alle speranze, i timori che porta con sé ogni mutamento, la commozione di salutare la mamma, gli riempivano sì l'animo, ma su tutto ciò gravava un insistente pensiero, che non gli riusciva di identificare, come un vago presentimento di cose fatali, quasi egli stesse per cominciare un viaggio senza ritorno.”
Source: The Tartar Steppe
“Nominee. A modest gentleman shrinking from the distinction of private life and diligently seeking the honorable obscurity of public office.”
Source: The Devil's Dictionary
“Nominees [to Supreme Court] shouldn't be expected to pre-commit to ruling on certain issues in a certain way. Nor should senators ask nominees to pledge to rule on issues in a particular way.”
“Nommer c'est montrer et [...] montrer c'est changer.”
Source: What is literature?
“Només desapareix la gent que té algun lloc on anar.”
Source: Marina
“Només vaig escriure poemes d'amor quan estimava. Com hauria pogut escriure cançons d'odi, sense odi? [...] Com hauria pogut jo, per a qui només tenen importància la cultura i la barbàrie, odiar una nació [la francesa] que figura entre les més cultes del món, i a la qual devia una part tan gran de la meva formació?”
Source: Conversations of Goethe
“Non -violence is infinitely superior to violence , forgiveness is more manly than punishment. Forgiveness is the ornament.”
“Non abbiamo bisogno di dogmi, ma di libera ricerca.”
“Non abbiamo tanto bisogno dell'aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto.”
“Non achievers justify why circumcisionmstances are not right. But this is pure recklessness, concealed and made to look like intelligent agreeableness, and amiability.”
“Non affretta troppo quei gesti, ma sistema i fucili, si prende cura di quel corpo morto e dei suoi liquidi con pacata freddezza, la sua dote che preferisco, l’asetticità con cui reagisce al mondo e ai suoi affronti, se c’è da fare lui lo fa. Cristiano è compatto, certo, omogeneo, ha comprato con una piccola eredità della nonna una fattoria fuori dal paese e la sta sistemando, lavora tutto il giorno ad aggiustare le stalle, a tirare su le recinzioni, a stuccare i muri, lui è
nato in questi luoghi ed è questi luoghi, è la sua famiglia, è il lago, è come appare, trasparente, evidente.
Io sono la donna spezzata e opaca, quella che si rifrange sulle superfici e la vedi sempre a metà.”
Source: L'acqua del lago non è mai dolce
“Non allontanò le labbra dalla bocca di lei.
«Accetto anche l'inferno – disse piano con voce rotta – sono disposto a qualsiasi sacrificio pur di averti ancora nella mia vita».
Sapeva che la stava perdendo, lei era troppo corretta e onesta per vivere nell'inganno o nella menzogna, ma James non era più in grado di controllare i propri sentimenti ed era in balia di quel dolore che lo stava dilaniando.
Affondò il viso nel collo di lei lasciandosi avvolgere dal suo profumo, dal calore di quel corpo disperatamente desiderato.
«Ci faremmo solamente del male – disse Theresa sofferente – è troppo tardi per noi».
«Sposami Theresa» disse James pianissimo in un ultimo disperato tentativo.
«Non posso» sussurrò lei con voce impercettibile mentre scivolava fuori dal suo abbraccio.
James percepì un freddo intenso fuori dalle sue braccia, il freddo di un addio.”
Source: Fin de Siècle. Passione proibita
“Non appartengo a una nazione
ma a tutte le persone di tutte quelle nazioni”
Source: Inside The Outsider
“Non ascoltare le voci oscure della negatività che ti circondano, ascolta invece una voce saggia... la tua anima che ti dice di non arrenderti”
“Non aspetti il giovane a filosofare, né il vecchio di filosofare si stanchi: nessuno è troppo giovane o troppo vecchio per la salute dell’anima.”
Source: Lettere sulla fisica, sul cielo e sulla felicità
“Non-attachment grounded in faith allows good to return to you.”
Source: Spelling It Out for Your Man
“Non aveva bisogno di te come eri, ma di te come saresti potuta essere, oggetto d'arte più che d'amore, da sognare e prosciugare per la sua ispirazione. Sulla sua lapide volle queste parole: "Qui giace colui il cui nome fu scritto nell'acqua". Non si può amare un uomo che fugge ogni forma di solidificazione e gravità, per lui l'amore era solo la sua sete d'amore.”
Source: Ogni storia è una storia d'amore
“Non avevano mai molto, ma avevano sempre abbastanza.”
Source: A Man Called Ove
“Non avevo al mondo nessuno del mio sangue, potevo andare in qualunque posto, fare qualunque cosa. Provai una sorta di vertigine.
Stavo toccando con mano e vedendo con i miei occhi, per la prima volta, quanto fosse immenso il mondo e profonda l'oscurità e l'infinito fascino e solitudine di tutto ciò.”
Source: Kitchen
“Non avevo altare, ma non ne avevo bisogno: ogni luogo in cui mi trovavo era il mio tempio.”
“Non avevo la presunzione di diventare un punto di riferimento o un esempio. Però il portavoce di una rivoluzione positiva si.”
Source: Le coordinate della felicità
“Non avevo mai pianto tanto in tutta la mia vita. Prima di quel momento, non sapevo che cosa significasse davvero, piangere. Piangere a singhiozzi, senza riuscire a smettere, piangere in macchina, nel traffico, piangere in autobus, piangere mentre cammini tra la gente, con le cuffie nelle orecchie, piangere al lavoro, mentre tagli i pomodori, da solo nel letto fino a che il cuscino diventa una pozzanghera. Piangere sotto la doccia, nel mare, al bar, seduto al ristorante. Piangere, iniziare e non riuscire a smettere. Pensare: è impossibile che mi rimangano ancora lacrime, e continuare a piangere. Piangere era diventata un'abitudine, e potevo sempre dire alla gente: sono un tipo emotivo, il che era vero. Ma la gente sapeva che non piange così chi è emotivo, piange così chi soffre. E io soffrivo.”
Source: Dove si nascondono le lacrime
“Non avevo niente da offrire a nessuno tranne la mia confusione.”
Source: On the Road
“Non avevo voglia di aprirmi fino in fondo, gli avrei dovuto spiegare che di rassegnazione nelle mie parole non ce n’era, parlerei piú di accettazione, che significa prendere atto della realtà senza star lí a sprecare energie vitali. La distinzione è sottile, ma importante: la rassegnazione è una resa, l’accettazione è un punto di partenza. La prima ci obbliga a rinunciare a modificare le cose, a trasformare le situazioni, accettare invece ci dà la possibilità di spostare l’attenzione su altro, di restare vivi e ripartire, cercando di modellarci sul presente, di assecondare con i nostri movimenti gli attacchi della vita, come il judoka, che sa che contrastare aggredendo spesso porta solo a un dispendio di forze.
Io, caro padre, accetto, non mi rassegno. Accetto di non poter cambiare alcuni aspetti di me e della mia vita, o di poterli cambiare solo grazie a enormi sacrifici. Accetto di non poter contrastare fino in fondo le mie paure, le fobie, le debolezze. Accetto quei muri grigi e la porticina laterale. Accetto di essere ipocondriaco. Non mi rassegno a dover morire, questo no, ma accetto di non poter fare nulla per contrastare questo. In fondo si tratta di accogliere l’idea che dalle cellule alle stelle tutto muore, e che un domani anche la mia fine servirà, grazie alle morti di ciascuno di noi la vita avrà lo spazio per rigenerarsi, ed evolvere. La caduta dell’albero permette alla luce di raggiungere nuovamente il terreno sottostante, cosí da far nascere un nuovo tronco. Gli atomi di cui sono composto, che forse un tempo sono appartenuti a un dinosauro, a un faraone, a Buddha, chissà, questi stessi atomi che provengono da una stella esplosa lontano, in altre galassie, dopo la mia morte rimarranno qui e torneranno in circolo, finiranno in milioni di altri organismi, senza mai fine. Si tratta forse di curvare quella che crediamo essere una linea retta fino ad avere un cerchio: non nascita, vita, morte, ma nascita, vita,
morte, nascita, vita, morte, nascita, vita, morte… nascita.
«La vita è solo un breve periodo di tempo in cui sei vivo». Lo disse quel genio di Philip Roth. Solo un breve periodo di tempo in cui siamo vivi. È una parentesi, in fondo, la nostra vita, e dico questo non perché voglia fare il pesante, il pessimista e il menagramo, no. Ho scherzato fino a ora e continuerò a farlo, tenterò di tenere a bada l’ansia con l’ironia e quella leggerezza che ad alcuni dà fastidio e altri non riconoscono. Ma non voglio parlare di me, desidero disquisire di vita, e di come la spendiamo. Perciò cito le parole di Roth e parlo di piccola parentesi, perché credo che il primario compito di ognuno sia rendere degna la propria esistenza, combattere con tutte le forze affinché sia tale, per non sentire di avere sprecato l’unica grande occasione che ci è stata data. Abbiamo il dovere di riempire questa parentesi di piú cose possibili, di piú cose meravigliose possibili. Dobbiamo approfittare del tempo, anzi approfittare del fatto che il tempo è poco, per lasciare un segno del nostro passaggio terreno. Lo diceva il giovane Seneca a soli venti anni: «La vita che ci è data è lunga a sufficienza per compiere grandissime imprese, purché sia spesa bene». Lo cantava anche Omero
nell’Iliade: «Come stirpi di foglie, cosí le stirpi degli uomini; | le foglie, alcune ne getta il vento a terra, altre la selva | fiorente le nutre al tempo di primavera; | cosí le stirpi degli uomini: nasce una, l’altra dilegua». E chissà che un giorno non ci ritroveremo a volare liberi nell’aria per poi posarci sulla spalla di un nostro caro, come le farfalle monarca del Messico.
«Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla», è una meravigliosa frase taoista.
Ecco, questo paragrafo, questo piccolo pensiero, caro padre, è il mio atto di fede, il mio tentativo. Esisto, e un domani sarò esistito, come disse pure Margherita Hack.
«Qualcuno si ricorderà di me. E se cosí non fosse, non importa».”
Source: Inventario di un cuore in allarme
“Non avrai le mie lacrime,
non avrai la mia rabbia,
non avrai neanche gocce d'oddio,
non avrai i miei rimorsi,
non avrai la mia porta aperta,
ma ho sempre aperto l'orizzonte verso la verità
e quella verità non c'è nelle tue mani,
quella verità è il tuo incubo,
quella verità è la tua tribolazione,
quella verità è il tuo fallimento,
quella verità è il tuo nemico,
quella verità è il tuo veleno,
quella verità è la tua fine."
~ Angelica Hopes, citazione dal primo libro dal Karmic Harvest Trilogy
Translation of my Italian verses:
You won't have my tears,
you won't have my rage,
you won't even have any drop of hatred,
you won't have my regrets,
you won't have my door open,
but I always opened the horizon towards the truth,
and that truth is not in your hands,
that truth is your nightmare,
that truth is your misery
that truth is your downfall,
that truth is your enemy,
that truth is your poison,
that truth is your end.
~ Ana Angelica Abaya van Doorn, Book 1, Introduction, Karmic Harvest Trilogy excerpt”
“Non-being, i.e., distance from society—social distance—is the very heritage of the oppressed. Which means to the oppressor, social distance is a humiliation. It is to be something less than free, or worse, someone less-than-white.
For what does the Karen carry but her dwindling power, dying & desperate? Dangerous & dangling like a gun hung from a tongue?”
Source: Call Us What We Carry
“Non-being, i.e., distance from society, social distance is the very heritage of the oppressed.
Which means to the oppressor that social distance is a humiliation.
It is to be something less than free, or worse, someone less than white.”
Source: Call Us What We Carry
“Non bisogna decidere in fretta: quando si prendono decisioni che coinvolgono interessi rilevanti, bisogna pensare lentamente. Bisogna verificare le informazioni; cioè non dare nulla per scontato.
Dare per scontate cose che non lo sono produce ragionamenti fallaci – cioè scorretti – per falsità delle premesse. Quando non si hanno gli strumenti sufficienti per valutare una specifica situazione bisogna consultare esperti disinteressati.
Bisogna osservare la situazione prendendo in esame i punti di vista di tutte le parti coinvolte. Se diamo ragione a qualcuno, a qualcun altro dovremo dare torto. Occorre dunque essere consapevoli del fatto che anche la migliore deliberazione verrà percepita in buona fede da qualcuno come ingiusta.
Bisogna considerare gli esiti possibili di una decisione soppesandone accuratamente i pro e i contro. Ciò vale soprattutto per le misure cautelari, che consistono sostanzialmente in un giudizio prognostico. L’articolo 274 lettera c del codice di rito attribuisce il potere di limitare la libertà personale sulla base di una prognosi, di un giudizio di tipo predittivo. Si arresta un indagato per gravi reati qualora si preveda che, se lasciato libero, commetterà ulteriori gravi reati. Inutile dire che si tratta di una norma necessaria, serve a evitare che soggetti pericolosi rimangano in libertà durante lo svolgimento del processo.
Ma in questo caso, come in altri, dobbiamo ricordarci che l’uomo è un animale non molto bravo a fare previsioni.
[...]
Ci sono situazioni in cui formulare delle previsioni è inevitabile. La consapevolezza di quale materiale scivoloso esse siano deve però indurci alla cautela (qualunque mestiere facciamo, perché in ogni mestiere prendiamo decisioni e scommettiamo, spesso inconsapevolmente, sul loro esito), per contrastare cosí il nemico numero uno delle buone deliberazioni: le fallacie, errori nella formulazione di un ragionamento che rendono le argomentazioni non valide o non corrette.
Spiegai che le fallacie impediscono a una discussione – sia pubblica sia privata – di progredire logicamente e che, di fatto, rendono inutili gli scambi di opinioni e invalide o scorrette le decisioni. Ne parlai piuttosto a lungo, e a un certo punto mi resi conto che dovevo stringere per mantenermi nei tempi.
[...]
In questa sede desidero prendere spunto dalla constatazione che spesso i nostri discorsi sono inficiati da errori procedurali del ragionamento sui fatti. Sono procedure scorrette in senso stretto quelle caratterizzate da violazioni delle norme sui termini, sulle decadenze, sulle motivazioni. Ma sono procedure scorrette (per violazione delle regole sui discorsi validi) anche quelle che portano ad argomentazioni fallaci, ne sia o meno consapevole l’autore.
La funzione dell’avvocato è garantire che nessuno venga condannato in base a procedure scorrette, e la sintesi di questa funzione è in ciò che potremmo definire «l’atto del domandare dubitando». Porre domande, agli altri ma soprattutto a sé stessi, dubitando delle verità e delle regole all’apparenza consolidate. In ogni ambito – regole e fatti – come un esercizio dei nostri muscoli intellettuali ed etici. Non dando nulla per scontato.
[...]
Non ho risposte univoche e diffido di chi sostiene di averne. Molte domande che si presentano a chi fa i nostri mestieri – avvocato, pubblico ministero, giudice – non hanno una risposta univoca.”
Source: La misura del tempo
“Non bisogna facilitare il crimine semplicemente perché esisterà sempre.”
Source: Il messaggio della vita
“Non bisogna ragionare sulla natura per enunciati privi di riscontro oggettivo e formulazioni di principi teorici, ma in base a ciò che l’esperienza sensibile richiede.”
Source: Lettere sulla fisica, sul cielo e sulla felicità
“Non c'era alcun desiderio bruciante. Mi sentivo solo... attirato verso di lei. Come la gravità. Volevo orbitare intorno a lei, come la terra orbita intorno al sole.”
Source: Our Chemical Hearts
“Non c'era bisogno di chiedere perché fosse là. Lo sapeva così sicuramente come s'egli avesse detto che si trovava là perché voleva essere dov'era lei.”
Source: ANNA KARENINA
“Non c'era verso di tenergliela ferma quella mano - gli era presa proprio la frenesia - perché come dicono gli antichi, gli Dei rendono ciechi coloro che hanno già deciso di perdersi.”
Source: Canale Mussolini
“Non c'è alcuno così esasperatamente logico come un pazzo, di cui nessuno eguaglia la sottigliezza nel disquisire di cause ed effetti. È risaputo che i matti sono i più accaniti ragionatori e che in ciò va ricercata una delle radici della loro rovina: tutti i loro processi vitali vengono accatastati nella mente”
Source: The Denial of Death
“Non c'è amore sprecato.”
“Non c'è appagamento che non sia reso più dolce dal protrarsi del desiderio.”
Source: Kushiel's Dart
“Non c’è bisogno di inventare nulla. La vita è abbastanza straordinaria di per sé.”
Source: Manual para mujeres de la limpieza
“Non c'è fine alla crudeltà in questo mondo, e non importa quanto si precipiti in basso, non c'è mai fondo. Ma tu hai una cosa bella in te, Mose. Sei un sioux. Nelle tue vene scorre sangue buono e nobile. Non permettere a nessuno di dirti il contrario.”
Source: This Tender Land
“Non c'è in tutta l'Europa un popolo così orgoglioso e infelice come quello siciliano, che faccia tanto male a se stesso, ma non c'è nemmeno un popolo che abbia tanta devozione alla sua terra, e che abbia altrettanto coraggio di lottare per l'esistenza, e tanta violenza, tanto amore per la vita.”
Source: Processo alla Sicilia
“Non c’è nessun destino scritto nelle stelle. Nemmeno la salvezza. Possiamo sempre scegliere, tutti quanti.”
Source: La guerra
“Non c'è niente da capire, basta guardare.”
“Non c'è niente di inspiegabile in quello che sentiamo o facciamo, davvero; è solo che a volte le spiegazioni ci causano imbarazzo, e troviamo più conveniente non ricercarle con troppa insistenza.”
Source: Cuore primitivo
“Non c'è niente di peggio di un trilocale a Rozzano che sogna di essere Versailles, per stringere il cuore.”
Source: Di rabbia e di vento
“Non c’è niente di più disgustoso che di vedersi respinto un consiglio ch’è stato sinceramente studiato con uno sforzo che costò persino delle ore di sonno.”
Source: La coscienza di Zeno / Senilità
“Non c’è niente di più fuori posto di un milanese a Roma, del resto, e niente di più ridicolo di chi cala dalla capitale dei soldi a quella dei papi, e si sorprende di restare a bocca aperta a ogni angolo, anche attraversando distratto la strada, come fa ora Carlo.”
Source: Torto marcio
“Non c'è niente di più pericoloso [...] che sottovalutare il proprio avversario, ignorare la sua logica e, tanto per negargli ogni singola ragione, definirlo un «pazzo».”
Source: Lettere contro la guerra