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N Quotes

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“Non-Latino Latino White 60.0% 12.1% Black 12.4% 0.4% East Asian 2.4% 0.0% South Asian 1.5% 0.0% Filipino/Pacific Islander 1.1% 0.0% Native American 0.7% 0.2% Southeast Asian 0.6% 0.0% Other Asian 0.1% 0.1% Other Single Race 0.3% 4.7% White & Black 0.7% 0.1% White & Native American 0.5% 0.1% White & Asian 0.5% 0.1% Other Combination 0.8% 0.6% TOTAL 81.6% 18.4%”

“Non mi piace fare troppe domande, ti fanno pensare al giorno del giudizio universale. Porre una domanda è come mettere in moto una pietra: te ne stai tranquillo e beato sulla sommità di un colle e la pietra comincia a rotolare trascinando con sé altri detriti, e tutto ad un tratto un buon vecchietto, l'ultima persona al mondo cui avresti pensato, si busca un colpo sulla zucca mentre vanga il suo orticello e così la sua famiglia è costretta a cambiar nome [...]”

“Non mi sembra troppo inverosimile che, tra cinque anni, i Marriott e gli Hilton del mondo inizieranno a costruire meta-versioni dei loro hotel in Horizon, consentendo agli avatar/ospiti di incontrarsi con i loro amici nella hall, o fare brainstorming nelle sale riunioni virtuali, ovviamente a pagamento.”

“Non, moi j'crois qu'il faut qu’vous arrêtiez d'essayer d'dire des trucs. Ça vous fatigue, déjà, et pour les autres, vous vous rendez pas compte de c'que c'est. Moi quand vous faites ça, ça me fout une angoisse... j'pourrais vous tuer, j'crois. De chagrin, hein ! J'vous jure c'est pas bien. Il faut plus que vous parliez avec des gens. (Arthur à Perceval)”

“Non muoio finché non sarai diventato un uomo". Quindi era questo che volevi dire? E' questo il passaggio? Rimani lo stesso in balia della tempesta. Come prima. Continui a prendere schiaffi e onde in faccia. A sputare acqua e ad asciugarti col vento. Ma a forza di acqua e di vento. A forza di erosione. Impari a percepirti anche tu in modo diverso. A pensare di poter essere non solo un abitante della vallata... Ma onda dopo onda... errore dopo errore... pure il monte di qualcun altro.”

“Non occorre davvero dilungarsi molto sull’argomento: la maggior parte degli uomini è oggi pienamente consapevole che la matematica è entrata come un demone in tutti i settori della vita. Forse non tutti credono alla storia del diavolo al quale si può vendere l’anima; ma coloro che dell’anima un po’ devono intendersene, perché in qualità di preti, storici e artisti ne ricavano buoni profitti, attestano che essa è stata mandata in rovina dalla matematica e che dalla matematica è scaturita un’intelligenza malvagia, grazie alla quale l’uomo è sì divenuto signore della terra, ma anche schiavo della macchina. L’aridità d’animo, l’orribile mescolanza di rigore nei dettagli e di indifferenza per l’insieme, la spaventosa solitudine dell’uomo in un deserto di particolari, la sua inquietudine, la malvagità, l’insensibilità, la sua sete di denaro, la freddezza e la violenza che caratterizzano il nostro tempo sarebbero da questo punto di vista solo e soltanto la conseguenza dei danni che un pensiero rigorosamente logico arreca all’anima. E così già allora, quando Ulrich divenne matematico, c’erano persone che pronosticavano il crollo della civiltà europea perché nell’uomo non albergavano più né la fede né l’amore, né l’innocenza né la bontà; e significativamente costoro, da ragazzi, quando andavano a scuola erano stati tutti piuttosto scadenti in matematica.”

“Non pensate che i tatuaggi restino inerti e immobili sulla superfice della vostra pelle dove li avete fatti incidere, e che, se pur considerati permanenti siano rimovibili in qualunque momento, perché essi, una volta entrati a far parte del vostro corpo, vivono e respirano come lui, e soprattutto gli elementi che compongono l'inchiostro si staccano ed emigrano, viaggiando in forma di micro e nanoparticelle fino ai linfonodi adiacenti. Non solo. Le cellule della pelle portatrici del pigmento, hanno un loro ciclo di vita, e quando muoiono passano il colore alle nuove cellule nate, rendendo appunto il vostro tattoo fisiologicamente eterno.”

“Non posso non ricordare che nella speciale classifica di cui sopra un particolare posto è occupato dai suicidi. I dati in tal senso sono allucinanti: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ogni anno nel mondo si tolgono la vita 880 000 persone, un suicidio ogni quaranta secondi. In Italia sono 4000 all’anno, cifre incredibili. La fascia piú a rischio è rappresentata dagli uomini tra i 24 e i 65 anni, ma il gesto è in aumento, si dice, anche fra gli adolescenti, a causa delle condizioni economiche e della scarsa fiducia nel futuro. Tra i 15 e i 24 anni addirittura il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. I casi sono diversi, diverse sono le situazioni in cui ognuno cresce e si forma, le motivazioni che portano a un simile gesto possono essere molteplici, perciò diventa difficile trovare un nemico comune, dare un significato a queste statistiche, diventa difficile anche commentarle. La sola cosa che ho capito, io che amo indefessamente la vita ma che al contempo fatico terribilmente a vivere, è che siamo gli unici esseri ad ammazzarsi su questo pianeta. Sembrerebbero infatti leggende quelle che parlano di atti simili nel mondo animale, come il famoso caso del suicidio di massa dei lemming a causa della loro esplosione demografica; in realtà i piccoli roditori non fanno altro che buttarsi nell’oceano alla ricerca di nuove terre e cibo. E, comunque, se pure esistessero casi di suicidio animale, non potremmo parlare di atto cosciente: noi siamo gli unici a porre deliberatamente fine alle nostre vite. Per il male di vivere, per il comune sentire, per il nostro sapere. Gli unici a essere consapevoli di esistere. È lí l’inghippo.”

“Non posso più ascoltare in silenzio. Devo parlarle usando i mezzi a disposizione che ho in questo momento. Lei strazia la mia anima. Provo a un tempo agonia e speranza. Non mi dica che è troppo tardi, che quei preziosi sentimenti son per sempre svaniti. Mi offro nuovamente a lei col cuore che è suo ancor più di quando lo ha quasi spezzato otto anni e mezzo fa. Non osi più dire che gli uomini dimenticano prima delle donne, che l'amore di un uomo muore più rapidamente. Ho amato solo lei. Posso essere stato ingiusto, debole, schiavo di risentimenti, ma mai incostante. Lei sola mi ha indotto a venire a Bath. Penso solo a lei, per lei sola faccio progetti per l'avvenire. Non se n'è accorta? È possibile che non abbia compreso i miei desideri? Non avrei atteso neppure questi dieci giorni se solo avessi potuto leggere nei suoi sentimenti, come lei, penso abbia visto in fondo ai miei. Quasi non riesco a scrivere. Ogni istante sento qualcosa che mi soggioga. Lei abbassa la voce, ma io so distinguerne toni che altri non saprebbero cogliere. Creatura troppo buona, troppo eccelsa! Lei ci rende davvero giustizia. Lei crede veramente che gli uomini possano provare vero amore ed essere costanti. Mi creda, in me questi sentimenti sono i più fervidi, i più incrollabili.”

“Non poteva nemmeno affogare la delusione nel vino, come faceva l’allegra brigata dell’ispettore. Sì, perché lui era astemio. Non ci poteva fare proprio niente: il dolce succo di Bacco gli dava acidità, nel migliore dei casi, e nel peggiore gli regalava delle tremende fitte allo stomaco. Era così da sempre. La cosa gli aveva procurato non pochi problemi a livello d’integrazione. Se c’era un individuo da quelle parti di cui si diffidava, era proprio l’astemio. Estremamente raro, e per questo estremamente sospetto. Perché non era come tutti gli altri? Quando tutti gli altri facevano tintinnare i bicchieri, cosa ci faceva lui in disparte in un angolo? Osservava? Giudicava? Minacciava? E ancora: cosa ci faceva con tutta quell’acqua? Dava da bere alle piante? Riempiva gli umidificatori dei termosifoni?”

“Non poteva più credere in certi valori, da quando sapeva che si vive meglio ignorandoli. Il peccato non la spaventava più. Non è vero che l’anima pesa dopo il peccato: pesa nell’incertezza di compierlo; poi diviene consuetudine di vita. Certi princìpi resistono finché non comprendiamo che si può farne a meno. L’unico guaio quando ti giuochi la vita a va o spacca – è che, se va male, resti a sbrigartela sola.”