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N Quotes

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“Non c'è nulla della realtà che sia banale e fine a se stesso. Non siamo tornati nella nostra città per nostalgia; non erano suggerite da nostalgia le nostre ricerche, non erano inutili i piccoli episodi, le modeste immagini, i colori, le voci, i volti; t'assicuro Stefano, che ci son più legami tra le cose, sia pur quelle banali, domestiche e di tutti i giorni e quelle che riguardano il cielo e la terra, di quanti non ce ne siano tra il grano e il pane.”

“Non c’è più lo spazio che «contiene» il mondo e non c’è più il tempo «lungo il quale» avvengono gli eventi. Ci sono solo processi elementari dove quanti di spazio e materia interagiscono tra loro in continuazione. L’illusione dello spazio e del tempo continui attorno a noi è la visione sfocata di questo fitto pullulare di processi elementari.”

“Non c’è prova che i ricordi (la “coscienza”) di un essere umano possano essere estrapolati da tessuto cerebrale morto; tuttavia, come asserisce Ken Hayworth, presidente della Brain Preservation Foundation, non è dimostrabile neanche il contrario.”

“Non capii mai che cosa mi avesse lasciato quel contatto. A volte le persone riescono a toccarsi così tanto, a guardarsi dentro con delle lenti di ingrandimento che lasciano vedere tutto quello che accumulano, con la cura dei collezionisti e il fetore delle discariche, montagne di spazzatura e librerie piene di storie incredibili da raccontare.”

“Non cercare di riconoscere in che stazione siamo, in che città stiamo entrando o cosa ti ricorda quest'atmosfera. Spegni il vello e segui me, altrimenti rischi di perderti da queste parti. Rischi di perderti il meglio, il nuovo. So che non è facile. Non lo è per niente. Sfortunatamente, Pare che gli esseri umani siano programmati per analizzare tutto sulla base dell'esperienza. Ogni cosa che vediamo o che incontriamo o che ci ospita la scomponiamo in concetti più piccoli, più facilmente analizzabili, in modo da poter riconoscere qualcosa di già visto. Qualcosa di noto che ci faccia sentire a nostro agio. Pensa poi alle volte che hai detto ehi, in questo posto ci sono già stato e non me ne ricordavo, che sensazione è quella? Te lo dico io, è sollievo, è dire: ok sono salvo, so dove sono. Il problema, il nostro limite, è che affrontiamo ogni istante in questo fottuto modo, con un occhio costantemente rivolto al passato. Quindi è perfettamente normale che tu stia cercando i tuoi punti cardinali nell'immenso atrio di questa stazione o nelle mie parole. Però è perfettamente sbagliato. È come quando un tizio che conosci ti racconta una vicenda che gli è capitata e ti dice ad esempio, ah sai sabato sono andato a una festa, ho bevuto troppo e a ritorno una volante mi ha fermato: multa per guida in stato d'ebbrezza! Tu lo ascolti, io lo ascolto, ma il pensiero va alle feste che ho vissuto, alle volte che ho guidato ubriaco e alle mie multe e quindi risponderò, ma tu pensa che storia interessante, sai mi è successa la stessa cosa proprio un mese fa... NO! No. No. No. Qui è il problema. Non è vero. Non mi è successa la stessa cosa, perché sono due eventi unici, mentre il nostro cervello ci vuol far credere il contrario. Tutta colpa dell'esperienza. O di chi ci ha programmato per essere macchine che non sanno apprezzare le novità, costrette a interpretare il nuovo solo sulla base del passato. E se passasse un drago sopra le nostre teste proprio adesso, per non impazzire diremmo che è solo una lucertola con le ali. Quando penso che la meraviglia non esiste più, mi viene voglia di tornare bambino e toccare tutto per la prima volta. Il pavimento, il divano, i giocattoli, le mani rugose di mia nonna, la carta del primo libro illustrato, il profumo del caffè, quello dei capelli appena lavati di mia sorella, quello del mare...”

“Non ci so proprio fare con le promesse" si disse, pensando a tutte quelle che aveva fatto in passato, a se stessa, agli altri, a suo marito. Pensò a quanto si era sentita invincibile nei confronti della vita, quando le aveva pronunciate. Invece era stata la vita a essere invincibile e a ripresentare, ogni volta, i conti lasciati in sospeso. Con quanta umiltà andrebbero fatte le promesse, pensò, invece ne facciamo sempre tante e nel farle ci sopravvalutiamo. Pensiamo di essere pronti a tutto pur di mantenerle. Poi con il tempo, tra le promesse, compare la parola "tranne" ed è questa che cambia le cose. Sono pronta a tutto tranne a star male, tranne a rinunciare, tranne a calpestare una parte di me, tranne a fare a meno di qualcosa che amo. Tranne, tranne, tranne... finché la promessa diventa un souvenir impolverato del passato.”

“Non concedeva alla memoria il diritto di far rinascere il passato, si costruiva una nuova vita sul vuoto, senza sospettare che, così facendo, le fondamenta avrebbero finito per crollare su quel labirinto di fragili gallerie. Un giorno, mentre erano nella grotta sul lago e Tobia stava raccontando a Elisha di sognare una nuova vita, lei gli aveva detto: "Tu hai una vita sola, Tobia. E quella vita ti raggiungerà ovunque.”

“Non condividendo pregiudizi e parzialità tipiche degli umani, le macchine potrebbero prendere decisioni più eque e giuste rispetto a noi. Non solo le macchine sono migliori di noi nel ragionamento probabilistico o nello scovare pattern troppo sottili per essere individuati dagli umani, ma esse non hanno pregiudizi.”

“Non credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio. Essa tratta il sapere, che è un pro¬dotto del dubbio; e col procacciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. […] I moti dei corpi celesti ci sono divenuti più chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscruta-¬bili ai popoli. […] Finché l'umanità continuerà a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finché sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di svilup¬pare le energie della natura che le vengono svelate. […] Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si li¬mitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà fonte che di nuovi triboli per l'uomo. E quan¬do, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra voi e l'umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universa¬le... […] Se io avessi resistito, i naturalisti avrebbero po¬tuto sviluppare qualcosa di simile a ciò che per i medici è il giuramento d'Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell'umanità. Così stando le cose, il massimo in cui si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo. […] Per alcuni anni ebbi la forza di una pubblica autorità; e misi la mia sapienza a disposizione dei potenti perché la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini.. Ho tradito la mia professione; e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può es-sere tollerata nei ranghi della scienza”

“Non credo si debba lavorare con le istituzioni, ma sabotarle. La mia visione è cryptoanarchica. Non mi fido delle istituzioni, ma mi fido del consenso crittografico e della sua trasparenza. Quando realizzeranno il loro pieno potenziale, le DAO porteranno a un processo di decentralizzazione che ridurrà/annullerà il potere delle istituzioni. “Proprio come la tecnologia di stampa ha alterato e ridotto il potere delle corporazioni medievali e la struttura del potere sociale,” scriveva Timothy May già nell’88, “così i metodi crittografici altereranno la natura delle corporazioni e dell’interferenza del governo.”Bisognerebbe creare una specie di “Progetto Mayhem” in stile Fight Club.”

“Non-derivative and concrete individuals are always self-individuating individuals, and this activity of self-individuation (or self-relating negativity) is manifest immediately in the activity of form of living beings. Indeed, this is why Hegel begins the chapter on 'Life' with a discussion of 'the living individual.' Individuality is immediately manifest in the living being, or the living being immediately posits itself as an individual, dividing itself from what it is not, because it matters to the living being that it is itself and not something else: first, that it is itself and not a piece of inert, dead matter; second, that is it itself and not substitutable for another member of the same species; third, that it is itself and not a member of another species. Only beings that can be for themselves can point things out for them as an individual this, and so for Hegel, anything that is individual only on account of being pointed out by something outside itself is not an individual in the strict sense. Rocks, clouds, lumps of coal, and drops of water are thus mere particulars rather than individuals. In the context of the ontological proof, then, the being that is identical with the Concept is its own activity, and this activity posits itself as self-determining individuality.”

“Non devo rendere conto a nessuno. Faccio il mio mestiere di madre e moglie. Do sicurezza. Do tutta me stessa senza fare calcoli, da anni, do il mio tempo, le mie viscere, la mia pazienza, la mia costanza, la mia diplomazia, la mia energia. Senza risparmiarmi. Avrò pure diritto a un piccolo momento di libertàAvrò pure diritto a un piccolo momento di libertà, no? A cambiare aria, planare, sentirmi leggera, alzarmi in volo con un battito d'ali alzarmi in volo con un battito d'ali. A decidere dove posarmi. Giuro che poi torno e richiudo la gabbia. E addirittura cinguetto.”

“Non dobbiamo mai ridere della lotta degli altri, anche quando si tratta di qualcosa che per noi è facile o per cui non abbiamo lottato. Perché tutti noi abbiamo le nostre battaglie individuali su cui dobbiamo lavorare duramente. La lotta di un altro potrebbe esserti facile, ma smettila di pensare sempre a te stesso.La tua battaglia è facile? Lo è mai stata? No, non lo era e non lo è. Beh, non è facile nemmeno quella delle altre persone. E penso che già solo questo significhi che tutti noi ci dobbiamo reciprocamente un grande rispetto.”