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N Quotes

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“Non siamo nati solo per mangiare, né per guadagnare denaro, né per starcene senza far nulla, né per lasciare eredi, né tantomeno per invecchiare. Non siamo invece venuti al mondo perché dentro di noi brucia la fiamma di una passione? Non siamo qui, adesso, per amare i nostri cari e creare tanti bei ricordi, e portarli con noi fino a quando moriremo, senza rimpianti?”

“Non siamo noi ad abbandonare i luoghi, sono loro che abbandonano noi. Nel senso che, appena pensiamo a malincuore di partire, non ci trattengono per le radici, ma ci lasciano andare altrove, spesso ci costringono. E quando ci accorgiamo dell'inganno è troppo tardi per ritornare sui nostri passi. Chi si illude del contrario non ha capito nulla dell'anima dei luoghi, che sa essere accogliente come il nido di un passero e subdola come la ginestra spinosa: cosa te ne fai del suo profumo se ti punge a sangue?”

“Non so che cosa mi aspettassi. Forse di vedere il confine ultimo del mondo, come una specie di gigantesco dirupo sospeso nello spazio? Quello che di sicuro non mi aspettavo era di scoprire di essere una persona che viveva in una casa che da quassù non si distingue neanche, che camminava su una strada tra centinaia, migliaia, di altre strade. Quello che non mi aspettavo era di sentirmi così piccola.”

“Non so cosa ci sia all'interno di questa scatoletta di plastica, e non so nemmeno se lo saprò mai. E il problema sta tutto lì. Potrei saperlo; avrei potuto aprirla nel giro di un'ora, avrei potuto esaminarne il contenuto e sapere una volta per tutte se c'è una speranza...o meno. Ma se lo faccio, e poi scopro che c'è speranza, cosa succede se c'è solo quella? Solo un briciolo di speranza? Cosa succede se scopro che era solo una bolla di sapone? Perché se c'è una cosa che odio della speranza è che la speranza improvvisa è la strada spianata verso l'improvvisa disperazione.”

“Non so dopo quanto accadde, ma a un certo punto sentii una sensazione fisica di immensa pace. Era come se qualcuno mi avesse preso in braccio, e io, abbandonata in quell'abbraccio, capii, seppi, senza ombra di dubbio, che ce l'avrei fatta, che la mia vita sarebbe stata sicuramente diversa, ma io e i bambini saremmo andati avanti, perchè non ero sola. Mi tremano le dita mentre lo scrivo, ma sono certa che su quel divano, nel momento più basso della mia vita, nella solitudine e nella disperazione, ho incontrato Dio. Forse si può pensare che questa sia la suggestione di una donna di fede, ma allora la mia fede era qualcosa di profondamente diverso da ciò che sarebbe diventata poi. Ero credente non per scelta ma perchè, per educazione, non avevo mai avuto alternative. Per tradizione, abitudine, per fare contenti i miei genitori. Qualche volta, confesso, mi costava anche fatica. Invece su quel divano è successo qualcosa che ha radicalmente cambiato tutto: Dio ha abbracciato me, e io lui. Non ho memoria di quanto durò, ma ogni cellula del mio corpo ricorda quella pace che ho ricercato, trovandola, ogni volta che la tempesta è tornata a scuotere la mia esistenza. Quando mi sono sentita di nuovo sola e smarrita, mi sono ricordata che Dio era venuto da me, e anche se non l'avesse fatto ancora, quello che importava è che l'aveva fatto quella volta. (...) Non ci conoscevamo personalmente, ma sapevano che vivevamo lì, avevano capito subito chi fosse quell'uomo. "Mia madre" disse la donna "ha urlato: vieni dobbiamo dire una preghiera per loro". Così avevano fatto. Sono convinta che quel giorno Dio sia venuto da me sul divano anche grazie a quella preghiera.”

“Non so. Io non capisco nulla di nulla della vita. E’ così strana…mi sento come se avessi passato tutta la mia esistenza in riva a uno stagno e d’un tratto vedessi il mare. E mi sento mancare il respiro, ma sono al tempo stesso piena di esaltazione. Io non voglio morire, voglio vivere. Comincio ad avere un nuovo coraggio…mi sembra di essere uno di quei vecchi marinai che salpavano un tempo per mari sconosciuti. Sì, la mia anima anela all’ignoto.”

“Non so nemmeno se posso dire di aver superato il lutto, perché non c’è un limite massimo per farlo. Ognuno ha i suoi tempi, non è una gara a chi arriva primo. Non ascoltate chiunque voglia farvi credere qualcosa di diverso. Sfogate il dolore che provate, ascoltatelo e usatelo per superarlo. Secondo i vostri tempi, nel modo che preferite e con chi ve la sentite.”

“Non so sciare, non so giocare a tennis, nuoto così così, ma ho il "senso della frase". Il senso della frase è Privilegio poiché, se lo possiedi, permette a una tua bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perché non si lava con gli eufemismi, quella brutta perché non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un po' puttanesco eppure di classe di una bella menzogna. Il senso della frase è il sesso della frase, il suono della frase, il significato della frase. Il senso della frase battezza la frase, la estremizza e anche se la degrada col turpiloquio, la promuove comunque rendendola, alla fin fine, definitiva. Il senso della frase è il punto di arrivo del concetto espresso quando la frase è ancora nell'utero. È il punto di non ritorno. Un "punto e basta". Un punto esclamativo ma, soprattutto, 666 punti esclamativi. Diabolico senso della frase, io ti possiedo e ti amo. Fiato alle trombe di Eustachio, rimbombino le tube di Fallopio. Così è e così è stato. Non so se si nasca con il senso della frase. Di sicuro ci si muore.”

“Non sono i grandi piaceri quelli che contano di più nella vita. È il saper approfittare delle piccole cose. Io, Papà, ho scoperto il vero segreto della felicità, che consiste nel vivere l'adesso, nel non rimpiangere in continuazione il passato o nell'anticipare il futuro, ma nel trarre il massimo possibile proprio dall'istante che stiamo vivendo. È come lavorare la terra: puoi avere un tipo di coltura estensiva o intensiva; be', io preferisco avere un tipo di vita "intensiva". Voglio godermi ogni secondo e sapere per certo di goderlo esattamente nel momento in cui lo godo.”

“Non sono molto a modo. Non mi ci sono sentita elegante nemmeno il giorno del mio matrimonio; per ballare raccoglievo il mio abito da sposa, tra le braccia come un enorme lenzuolo che sta per essere messo in lavatrice. La verità, è che considero molto più aggraziato il rossore che esplode sul volto di una donna dai vestiti goffi, dopo un complimento. O quello simpatico, sulle gote di un vecchio lavoratore, al suo terzo bicchierozzo di vino, piuttosto di un fine tacco a spillo o una stilosa cravatta poggiata sul pancione di chi, il vino, finge di gustarlo. Il vino, si gusta davvero solo se si è sporchi! Sporchi di lavoro, di campagna, di matrimonio, di pic-nic con bambini, di risate tra amici, di sagra di paese, sporchi di pensieri e desideri, che tinti di rosso diventano perversioni e proibizioni. Sporchi di verità e semplicità, che l'alcool brucia solo a chi, queste, non le sa ingoiare o affrontare.”

“Non sono riuscito ad averti vicino ma questo non significa non averti dentro. Sai cosa sarò io per te? Sarò sempre quel piccolissimo particolare che ogni tanto scorgerai nell’aria, nelle cose che guardi, nella loro bellezza, quel dettaglio emotivo che ti viene incontro. L’attimo che ti innamora l’anima per l’inquadratura di un tramonto, unico, imprevisto, che torna in mente all’ improvviso. Il diversivo, il tempo di un sorriso quasi inatteso che ti confonde i respiri, il deja vu, la sponda di un sogno. Le storie finiscono mentre quel piccolo particolare, quel quasi niente, mi farà restare con te per sempre.”

“Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, entro l'ombra e l'anima. T'amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T'amo senza sapere come, né quando né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.”

“Non-thinking is an act of annihilation, a wish to negate existence, an attempt to wipe out reality. But existence exists; reality is not to be wiped out, it will merely wipe out the wiper. By refusing to say ‘It is,’ you are refusing to say ‘I am.’ By suspending your judgment, you are negating your person. When a man declares: ‘Who am I to know?’- he is declaring: ‘Who am I to live?”

“Non ti conosco e non so cosa è successo nella tua vita. Ma quello che voglio dirti è che vale la pena raccontare alcuni segreti. Altrimenti ti avvelenano come la chemioterapia... ti scavano dall'interno. Devi parlare, anche se solo con un cane che sai che non ti giudicherà. Ma hai molte persone amichevoli qui intorno - ognuna ha attraversato il suo personale inferno - neanche loro ti giudicheranno.”

“Non ti fidare mai di chi dice di servire Dio. Ti parleranno con serenità e buone parole, così colte che non riuscirai a capire. Cercheranno di convincerti con argomentazioni che solo loro sanno imbastire per catturare la tua ragione e la tua coscienza. Ti si presenteranno come uomini buoni e affermeranno di volerci salvare dal male e dalla tentazione, ma in realtà la loro opinione sul nostro conto è scritta e tutti loro, come i soldati di Cristo che sono, seguono fedelmente quanto trovano nei libri. Le loro parole sono scuse e le loro ragioni identiche a quelle che tu potresti dare a un moccioso.”