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L Quotes

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“La sa una cosa? Mi sono sempre chiesta cosa faremo tra mille, duemila, diecimila anni con tutte queste cianfrusaglie. Voglio dire, più passa il tempo e più riusciamo ad andare indietro, a ritrovare oggetti di un passato sempre più lontano cui far posto, e mentre troviamo quelli del passato, produciamo altre tonnellate di cose senza senso da trasformare in oggetti interessanti non appena sarà passato abbastanza tempo da quando sono stati prodotti. Che poi il tempo che deve passare per rendere interessante un oggetto banale oramai è sempre minore. Cento anni, cinquant’anni, vent’anni, un anno, due estati fa. Ora un disco dell’estate scorsa è già un cimelio, c’è già chi lo ha raccolto e chi sta progettando una mostra di dischi di un’estate fa. Ma perché poi? A un certo punto non ci sarà più spazio per il tempo! O no? Voglio dire, come faremo poi a decidere cosa tenere e cosa distruggere quando il nostro passato sarà così lungo e puzzolente da avere occupato ogni spazio possibile? Quando non ci sarà spazio per costruire nuove case perché tutte quelle che ci sono saranno diventate patrimonio dei Beni culturali e di loro non sarà rimasta che la facciata, quando saranno tarlate dalla modernità che scava dentro le case, che le riduce ad asfittici antri levigati che si aprono su balconcini dell’Ottocento, su cavedi ingrigiti dai cadaveri di piccioni? Non converrebbe buttare via tutto subito?”

“La salvación consiste, sencillamente, en tomar a diario la misma cruz de Cristo, en aceptar como voluntad de Dios lo que cada día trae consigo, en ofrecer a Dios cada mañana todas las alegrías, las obras y los sufrimientos de la jornada. Pero esto no son más que palabras. En la práctica, es el pobre cuerpo el que, como siempre y sin palabras, nos explica en qué consiste la salvación. Consiste en levantarse todas las mañanas y en acostarse agotado. Consiste en la rutina, no en el espectáculo. Puede consistir en un trabajo monótono, en un sufrimiento, en posponer los placeres, la felicidad o el amor que ansía el corazón humano para hacer lo que es preciso en ese momento.”

“La santé c'est un ensemble de sécurités et d'assurances, sécurités dans le présent et assurances pour l'avenir. La santé est un volant régulateur des possibilités de réaction. La vie est habituellement en deçà de ses possibilités, mais se montre au besoin supérieure à sa capacité escomptée. [...] S'il y a inflammation c'est parce que la défense anti-infectieuse est à la fois surprise et mobilisée. Être en bonne santé c'est pouvoir tomber malade et s'en relever, c'est un luxe biologique.”

“La satira ci rende fieri, come se ci riconoscesse uno stato civile artistico, un diploma che ci sollevi dalla mediocrità e dal grigiore delle parti secondarie. Questo spiega il piacere che prova un italiano nel raccontarvi le sue avventure, spesso atroci, e spesso immorali. Quel che importa non è la conclusione morale, o sentimentale o filosofica, ma il fatto: che sia avvenuto e che risulti divertente. L’inferno italiano è popolato di maldestri peccatori che al rifiuto del concetto di colpa e di peccato uniscono la capacità di ridere dei guai in cui si trovano. E poiché il Diavolo laggiù è il padrone, ne deriva la necessità di imbrogliarlo. La nostra commedia è tutta qui”

“La schiavitù era la radice di tutte le lotte. Infatti si diceva che le fabbriche rendessero schiave le mani dei bambini, e che la gravidanza rendesse schiavo il corpo delle donne, e che il rum rendesse schiava l'anima degli uomini. In quel momento capii, da quel turbinio di idee, che quella guerra segreta veniva condotta contro qualcosa di più dei Padroni della Virginia, che noi intendevamo non solo migliorare il mondo, ma rifarlo da capo.”

“La scienza vive di domande. Non ha risposte, se non perfettibili. Con un lavorio lento e paziente, allarga la chiazza di luce che è la conoscenza, alleviando le sofferenze materiali dell'umanità, rendendo le nostre vite più lunghe e confortevoli, le forme della vita associata più sofisticate ed efficaci. Ma non elimina l'oscurità. Più la chiazza di luce si allarga, più grande diventa, al contrario, il confine da cui ci si affaccia sul mistero. La scienza non è arrogante. Osserva e misura, azzarda spiegazioni e previsioni, fa errori e si corregge, ma abbraccia anche con lucidità limiti e incertezze. Rifiuta di accettare l'esistenza dell'inspiegabile, ma sa anche che la strada per la comprensione del tutto è forse così lunga che immaginarne la fine è un esercizio vano. Per chi sia tentato dalla presunzione di spiegare ogni cosa e dall'illusione di poter controllare la propria vita, il firmamento è un maestro che umilia e consola al tempo stesso. Forse come il rapporto con Dio per le persone religiose. Io non mi considero tale da molto tempo: la fede ricevuta in eredità non è sopravvissuta agli anni dell'adolescenza e oggi avrei difficoltà insormontabili a immaginare un Dio persona o una religione che non sia prodotto della storia umana. Non me ne rammarico. Ho fiducia nell'etica laica e nella vita ho visto virtù e meschinità distribuite grosso modo egualmente tra persone religiose o meno. Ma alle prime, questo si, invidio la facilità del contatto con il trascendente. Chi, come me, non frequenta chiese, sinagoghe, moschee o templi, dovrebbe se non altro frequentare con assiduità la volta celeste.”

“La scuola, per prima, dovrebbe creare dei veri comunicatori, cioè dei docenti che siano in grado di trasmettere nel migliore dei modi il sapere ai loro allievi. Non basta, infatti, essere laureati in Fisica per insegnare Fisica o essere laureati in Lettere per far amare gli autori classici, occorre anche preparazione pedagogica. Sono rimasto allibito quando una studentessa di Pedagogia mi ha detto che i suoi due esami principali (Pedagogia I e Pedagogia II), sui quali avrebbero dovuto basarsi le sue conoscenze pedagogiche, consistevano nella lettura di una quindicina di libri di D'Annunzio e di Nietzsche! La libertà di insegnare è una bella cosa, ma non "insegnare a insegnare" mi pare una follia senza giustificazioni! Anche perché i danni in questo modo si perpetuano, di generazione in generazione.”

“La scura stanza discreta, la loro solitudine, la musica che ancora vibrava nelle loro orecchie, li univa. Questa unione lo esaltava, gli smussava i profili affilati del suo carattere, eccitava la sua vita mentale. Qualche volta si sorprendeva ad ascoltare il suono della sua stessa voce. Lui non pensava che agli occhi di lei, aveva raggiunto una sfera angelica; e, mentre legava a sé sempre più strettamente, la fervida natura della sua compagna, sentiva la strana voce impersonale che riconosceva come sua, e che insisteva sull'incurabile solitudine dell'anima. Non possiamo darci agli altri, diceva; siamo solo nostri.”