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Amore Quotes

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Amore Quotes

“E in quel momento le loro mani s'incontrarono e si strinsero, ma essi non lo sapevano. E continuavano ad attendere qualcosa. Poi a un tratto parve loro che sopra le creste dei monti lontani s'innalzasse un'altra imponente montagna di tenebre, giganteggiando come un'ombra che volesse inondare il mondo, puntellata di bagliori; poi un tremito percorse la terra e le mura della Città vibrarono. Un rumore simile a un sospiro si levò dalle campagne circostanti, e i loro cuori ricominciarono improvvisamente a battere. "Mi ricorda Númenor", disse Faramir, e si stupì di udirsi parlare. "Númenor?", ripeté Éowyn. "Sì", disse Faramir, "la terra dell'Ovesturia che s'inabissò, e la grande ombra oscura che sommerse tutte le terre verdi e le colline e che avanzava, oscurità inesorabile. La sogno sovente". "Allora credi che l'Oscurità stia arrivando?", disse Éowyn. "L'Oscurità Inesorabile?". E improvvisamente si strinse a lui. "No", disse Faramir guardandola in viso. "Era soltanto un'immagine. Non so che cosa stia accadendo. Ragionando a mente lucida direi che una grande catastrofe è avvenuta, e che ci troviamo alla fine dei giorni. Ma il cuore mi smentisce, e le mie membra sono leggere, e sono invaso da una speranza e da una gioia che la ragione non può negare. Éowyn, Éowyn, Bianca Dama di Rohan, in questa ora io non credo che alcuna oscurità possa durare!". E, chinatosi, le baciò la fronte. E rimasero così sulle mura di Gondor, mentre un grande vento si levava e soffiava fra i loro capelli, biondi e corvini, mescolandoli nell'aria. E l'Ombra scomparve, e il Sole fu svelato, e la luce crebbe; e le acque dell'Anduin brillarono come argento, e in tutte le case della Città gli uomini cantavano, spinti da una gioia inspiegabile che traboccava dai loro cuori.”

“Poi... sei arrivata tu. Ho dovuto credere che tu mi amassi, che amassi veramente me, non i milioni di mio padre. Non c'era altro motivo per cui avresti voluto sposare un diavolo senza un penny e con i miei ipotetici precedenti. E io provavo pena per te. Oh, sì, non nego di averti sposata perché provavo pena per te. E poi... ho scoperto che eri la migliore, la più allegra e la più cara compagna che avessi mai avuto. Spiritosa, leale, dolce. Mi hai costretto a credere nuovamente nella vera amicizia e nel vero amore. Il mondo sembrava di nuovo bello perché c'eri tu, tesoro mio. Desideravo che continuasse così per sempre tra di noi. L'ho capito la notte in cui sono tornato a casa e ho visto per la prima volta la luce della mia casa che risplendeva sull'isola. E sapevo che tu eri lì ad aspettarmi. Dopo essere stato senza una casa per tutta la vita, era bello averne una. Tornare affamato a notte inoltrata e sapere che c'era un buon pasto e un fuoco accogliente - e che c'eri tu.”

“Anche amare è bene: poiché l’amore è difficile. Volersi bene, da uomo a uomo: è forse questo il nostro compito più arduo, l’estremo, l’ultima prova e verifica, il lavoro che ogni altro lavoro non fa che preparare. Per questo i giovani, che sono principianti in tutto, ancora non sanno l’amore; lo devono imparare. Con tutto l’essere, con tutte le energie, raccolte intorno al loro cuore solitario, ansioso, dal battito anelante, devono imparare ad amare. Ma il tempo dell’apprendistato è sempre un tempo lungo, chiuso al mondo, e così amare è a lungo, e fin nel pieno della vita, solitudine, intenso e approfondito isolamento per colui che ama. Amare non significa fin dall’inizio essere tutt’uno, donarsi e unirsi a un altro (poiché cosa sarebbe mai unire l’indistinto, il non finito, ancora senza ordine?); è una sublime occasione per il singolo di maturare, di diventare in sé qualcosa, di diventare mondo, diventare mondo per sé per amore di un altro, è una grande, immodesta pretesa a lui rivolta, qualcosa che lo presceglie e lo chiama a vasti uffici. Solo in questo senso, come compito di lavorare a sé (“di stare all’erta e martellare notte e dì”), i giovani potrebbero usare l’amore che viene loro dato. Essere tutt’uno e donarsi e ogni sorta di comunione non è per loro (che ancora a lungo devono risparmiare e radunare), è il compimento, è forse quello per cui oggi intere vite umane ancora non sono sufficienti. In questo però i giovani sbagliano così spesso e gravemente: che essi (nella cui natura è non avere pazienza) si gettano l’uno all’altro quando l’amore li assale, si spandono così come sono, in tutto il loro disordine, scompiglio e turbamento… Ma come fare allora? (…) Se resistiamo e prendiamo su di noi questo amore come fardello e tirocinio, invece di perderci in tutto quel gioco frivolo e lieve (…) allora forse un piccolo progresso e un certo sollievo saranno percettibili a coloro che verranno molto dopo di noi (…) E questo amore più umano (…) somiglierà a quello che noi lottando con fatica andiamo preparando, l’amore che consiste in questo: che due solitudini si proteggano, si limitino e si inchinino l’una innanzi all’altra.”

“Ci sono personalità in cui, se esse ci amano, siamo consapevoli di avere una sorta di battesimo e di consacrazione: esse ci vincolano alla rettitudine e alla purezza grazie alla loro pura fiducia in noi; e i nostri peccati divengono quel genere peggiore di sacrilegio che abbatte l'invisibile altare della fiducia. “Se tu non sei buono, non lo è nessuno” - queste brevi parole possono conferire un terribile significato alla responsabilità, possono contenere una forza corrosiva per il rimorso.”

“Quella notte, perduta tra tante e tante notti, la ragazza, di questo era certa, l'aveva trascorsa su quella nave e c'era quando ciò era successo, quando era esplosa la musica di Chopin sotto il cielo luminescente. Non c'era un alito di vento e la musica si era propagata per tutto il piroscafo buio, come un'ingiunzione del cielo, chi sa per che cosa, come un ordine divino dall'ignoto significato. E la ragazza si era alzata come per andare a uccidersi a sua volta, a buttarsi a sua volta in mare e poi aveva pianto, perché aveva pensato all'uomo di Cholen e tutto a un tratto non era più sicura di non averlo amato, solo che quell'amore non l'aveva visto perché si era perso nella storia come acqua nella sabbia e lei lo ritrovava soltanto ora, nell'istante della musica sul mare.”

“Era l'ora che turba il cuore; quell'ora in cui, mancando la luce, le cose e le anime si sentono libere, quasi, da una vigilanza fastidiosa; i monti paiono coricarsi a grande agio sul piano, le campagne dilagano sopra i villaggi e casali, le ombre pigliano corpo, i corpi sfumano in ombra, nel cuore umano affondano le impressioni, i pensieri del presente, e vien su un movimento confuso di ricordanze lontane, di fantasmi che inteneriscono e fanno sospirare in silenzio.”

“E per quanto dovremmo provarci ancora? Io e te, Frédéric, possiamo provare tutto quello che vogliamo. Possiamo amarci di notte e lasciarci di giorno, non sarebbe una tragedia. Ma il bambino non vuole un uomo che prova, vuole un padre. E non soltanto quando va bene, lo vuole sempre. E quel padre non sarai tu, Frédéric. Sarà un altro, qualcuno che ha pazienza, qualcuno che ci dà lo spazio che meritiamo nella sua vita. Qualcuno capace di amare non solo una persona, ma due, tre o anche di più.” “E per quanto ci sarà questo qualcuno, Marcia? Un anno, due? Giurerà di esserci per tutta la vita e poi vi lascerà, perché è così che vanno le cose. Ti prometto che ci proverò seriamente, che ci proverò con tutte le mie forze, perché sei tu. Ti prometto che vi darò tutto quello che ho, ma non ti prometterò quello che non esiste! E ‘per sempre’ non esiste!”

“Ma quello a cui non poté sottrarsi era l'attrazione che i suoi occhi esercitavano su di lui. Li aveva incrociati per un istante che gli parve eterno. Due meravigliosi laghi azzurri, dove si aveva l'impressione di annegare. Profondi come il mare e trasparenti come una cielo terso di primavera. Due occhi dai quali non sembrava in grado di staccarsi e non lo avrebbe fatto se non fosse stata lei a distogliere lo sguardo per prima. La vide concentrarsi su Eliza e Virginia per poter essere loro utile al meglio. Lui si sentì tagliato fuori da quello scampolo di esistenza. Anche se, per la prima volta nella sua vita, sarebbe stato disposto a sopportare stoicamente la tediosa procedura femminile della scelta dei modelli e dei tessuti per la realizzazione di un guardaroba se gli fosse stato possibile restare. Si riscosse e uscì dalla stanza.”

“«Shawn non vede le cose che ho, vede le cose che sono,» riassunse Trevor. E per la prima volta, ascoltando la sua stessa voce, capì cosa doveva avere innescato in lui quell'amore. «Non sa che macchina possiedo, quale tipo di orologio, non gli interessa se indosso abiti firmati. Nemmeno me le chiede, ed è buffo perché mi viene in mente adesso che lo dico a voi. In questi mesi abbiamo parlato di tante cose, ma mai una volta di quelle materiali. Io provo qualcosa per lui. Qualcosa in confronto alla quale Jude e chiunque ci sia stato prima non erano che capricci.» (Trevor)”

“Fa parte della nostra natura biologica innamorarci, e di solito lo facciamo persino con la persona più improbabile o magari meno socialmente accettabile. La gente penserà magari che il nostro amato è pieno di difetti, ma a noi sembra perfetto. Questa sospensione del giudizio nelle faccende di cuore è comune al punto che non è irragionevole ipotizzare che abbia un solido fondamento neurobiologico. Sebbene l'amore appaia a volte nomade e irrazionale, ci sono validi e razionali fondamenti biologici di questa irrazionalità. […] Combattere contro l'amore vuol dire combattere contro la biologia, una battaglia da cui a lungo termine nessuno è uscito vincitore. Resistere all'amore è vano, come molti innamorati hanno scoperto. Le barriere che erigiamo contro di esso non hanno mai sradicato il sentimento, come hanno scoperto leader religiosi e famiglie ortodosse di ogni fede quando hanno voluto impedire ai figli di formare legami disapprovati.”

“Anna Sergeevna e lui si amavano come due esseri molto vicini, affini, come marito e moglie, come se il destino li avesse destinati l'uno all'altra e non capivano perché li aveva fatti sposare con altri; erano come due uccelli migratori, maschio e femmina, catturati insieme e messi in due gabbie separate.”

“LEI: Io mi alzo dopo di lui, lui va a letto prima di me. LUI: Lei va a letto dopo di me, io mi alzo prima di lei. LEI: Facciamo di tutto tranne l'amore. LUI: È sorprendentemente facile. LEI: Basta scordarti. LUI: Che hai quelle cosine lì. LEI: Per giocare a mamma e papà. LUI: Come Ken. LEI: Come Barbie. LUI: Anche se i nostri corpi non sono d'accordo. LEI: Anche se ci svegliano di notte. LUI: Anche se si cercano senza trovarsi, ciascuno girato dalla sua parte. LEI: Anche se ululano alla morte. LUI: O all'amore. LEI: O alla morte dell'amore. LUI: Qui giacciamo noi.”

“Si arrese, per l'ennesima volta nella sua vita, mentendo e dicendo che andava benissimo, che non sentiva dolore e che non era ferito. Si arrese sperando che Elena andasse via prima possibile. Prima che lui cominciasse a sperare nella possibilità di un ritorno. Perché nessuno ritorna, anche se lo promette. Soprattutto se lo promette.”

“Venerdì sera avete rubato la vita di una creatura eccezionale, l'amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio saperlo. Siete anima morte. Se quel Dio per quale uccidete ciecamente ci ha fatto a sua immagine, ogni proiettile nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita al cuore per lui.”

“«Cosa vorresti sapere su te stesso, di preciso?» mi chiese ad un certo punto. «Mi domando perché mi capitino di continuo queste improvvise, inspiegabili…cotte» gli risposi. «Oh, le cotte. Tra un po’ ne avrai molte di più, vedrai» disse Richard in tono incoraggiante. «Alla tua età le cotte sono assolutamente normali…perfino divertenti!» «A volte però le prendo per le persone sbagliate» provai a spiegargli. «Non esistono persone sbagliate per cui prendersi una cotta, Bill» mi rassicurò, «Non si può scegliere di innamorarsi di qualcuno piuttosto che di qualcun altro.» «Oh!» esclamai. A tredici anni, quell’informazione mi fece pensare che le cotte fossero più pericolose di quanto avessi creduto. È buffo che solo sei anni più tardi, durante quel viaggio in Europa con Tom, iniziato così male a Bruges, l’eventualità di potermi innamorare mi sembrasse improbabile, perfino impossibile. Quell’estate avevo solo diciannove anni, ma ero già deciso a non innamorarmi mai più.”

“Il paziente, intanto, fece un bel respiro tutto da solo. Poi un altro. E un altro ancora. Poi quegli inquietanti occhi di diamante si posarono su di lei, e Jane smise di divincolarsi come soggiogata dalla sua forza di volontà. Ci fu un attimo di silenzio. Poi, in tono aspro, l'uomo a cui lei aveva salvato la vita pronunciò quattro parole che cambiarono tutto, cambiarono la sua vita, cambiarono il suo destino: «Lei. Viene. Con. Me.»”

“Cristo, il fato ci sapeva fare quando doveva darti una lezione, anche se ti accorgevi sempre troppo tardi di averne bisogno: aveva passato decisamente troppo tempo ripiegato su se stesso, a rimuginare sul suo difetto fisico e sulla delusione che rappresentava per la sua famiglia e per la società. Per un sacco di tempo era stato un casino ambulante, un groviglio inestricabile, e Blay, che gli voleva bene, era stato risucchiato nel vortice.”