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Amore Quotes

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Amore Quotes

“Non allontanò le labbra dalla bocca di lei. «Accetto anche l'inferno – disse piano con voce rotta – sono disposto a qualsiasi sacrificio pur di averti ancora nella mia vita». Sapeva che la stava perdendo, lei era troppo corretta e onesta per vivere nell'inganno o nella menzogna, ma James non era più in grado di controllare i propri sentimenti ed era in balia di quel dolore che lo stava dilaniando. Affondò il viso nel collo di lei lasciandosi avvolgere dal suo profumo, dal calore di quel corpo disperatamente desiderato. «Ci faremmo solamente del male – disse Theresa sofferente – è troppo tardi per noi». «Sposami Theresa» disse James pianissimo in un ultimo disperato tentativo. «Non posso» sussurrò lei con voce impercettibile mentre scivolava fuori dal suo abbraccio. James percepì un freddo intenso fuori dalle sue braccia, il freddo di un addio.”

“Mi ero sempre chiesta che cos’è l’amore, ma mai che cos’è la vita. Veniamo al mondo e siamo l’inno stesso della precarietà. Basta un virus appena un po’ arrogante, un colpo leggero sulla nuca per farci scivolare subito dall’altra parte. Siamo un inno alla precarietà e un invito al male, a compierlo vicendevolmente gli uni sugli altri. Un invito che abbiamo accolto dal primo giorno in cui il mondo è stato creato. L’abbiamo accolto per obbedienza, per passione, per pigrizia, per distrazione. Ti uccido per vivere. Ti uccido per possedere. Ti uccido per liberarmi di te. Ti uccido perché amo il potere. Ti uccido perché non vali niente. Ti uccido perché voglio vendicarmi. Ti uccido perché uccidere mi dà piacere. Ti uccido perché mi dai fastidio. Ti uccido perché mi ricordi che anch’io posso essere ucciso. Ogni cosa nel mondo ha il suo opposto. Il nord e il sud. L’alto e il basso. Il freddo e il caldo. Il maschio e la femmina. La luce e il buio. Il bene e il male. Ma allora, se davvero è così, perché è possibile dire: «Ti uccido» e non è possibile dire: «Ti restituisco la vita?». La vita è nata prima dell’uomo e nessun uomo è in grado, con la sua sola volontà, di creare la vita. «Muori!» possiamo gridare, ma non «Vivi!». Perché? Cosa si nasconde dietro questo mistero?”

“In questi anni ho continuato a pensarlo, a rievocarlo, a chiedermi di lui, a immaginarlo lontano con uno zaino in spalla e il mare greco all'orizzonte, a pensarlo infelice con le ginocchia raccolte al petto e gli occhi socchiusi, a chiedermi se di tanto in tanto anche lui, anche per un solo istante, si stesse chiedendo sotto quale cielo trascinavo i miei piedi. Tutto questo soltanto per conservare quel rudere maestoso: nessuno ha mai pensato di abbattere il Colosseo per rendere più facile la circolazione.”

“Ho perso il conto di tutte le poesie che intanto scrivevo a Julie. Alcune divertenti per farla ridere, altre più malinconiche per farla tornare. Lei ogni tanto metteva in ridicolo la letteratura stessa dicendo che avevo del talento e che ero un poeta. Ma io ridevo, ridevo a crepapelle e le dicevo di non chiamarmi più così. I veri poeti erano quelli che non avevano la più pallida idea di cosa fosse la poesia, mentre io ero fin troppo consapevole che la poesia era lei. Ma era così dolce che non le dissi mai nulla.”

“«Comunque non dovresti più pensarci. Basta Albatro, storia chiusa capo. Capitolo finito. Prenditi un bel libro. Scopa. Esci. Divertiti. Però non rinunciare mai a tutto per una persona che rinuncerebbe a te per tutto. Capito?» «La fai semplice. poi io non la voglio pensare ma vedi, ogni tanto quando cammino, mi compare all'improvviso. Nella mia mente, ovvio, ma quando succede, sento di non voler più camminare. Mi diventa così ridicolo camminare. Vorrei che il tempo si fermasse di colpo per darmi la possibilità di riprendermi e invece quello continua a scorrere e se ne frega se tu resti indietro»”

“Dio sono donne distrutte che non fanno altro che distruggersi per paura che le distrugga tu! Non puoi innamorarti di una cosi lo capisci? Lo vuoi capire? Non puoi cercare di sistemare ogni figa notturna a tuo piacimento. La gente che al meno una volta è cambiata per amore e ne ha pagato le conseguenze, per il resto della propria vita non lo farà mai più, capito?”

“Prendersi cura, all'interno di una relazione, non significa proteggersi. Perché in fondo fra due persone che si amano ferirsi è inevitabile, ma è anche un privilegio. Ogni ferita è una finestra che ci mostra la verità, l'irriducibile differenza fra due vite, E quella differenza e un peso difficilissimo da sostenere. Però quel peso e anche ciò che ti salva, che contiene tutto quel che ti serve per affrontare la salita, proprio come uno zaino per un alpinista. L'amore è piuttosto diventare un'occasione l'uno per l'altra. Quella di comprendere il diverso da noi, quel diverso che però ci portiamo anche dentro. E di riconoscerlo. E di accettarlo. E di impararne il significato, ogni giorno. Poi è difficile, si sa. Perché a volte è come se lei fosse un'austriaca e tu un giapponese pure un po' rincoglionito. Lei ti piace, tu le piaci, ma rimanete un'austriaca e un giapponese che non parlano le rispettive lingue, e corsi non ce n'é. Si può imparare solo con un'applicazione quotidiana. Tu le insegni le tue parole e lei insegna le sue. Certi giorni, non si capisce il perché, anche dopo anni, ti sembra di dover ricominciare tutto da capo. Il fatto è che ci hanno convinti che il senso dell'amore dovrebbe stare in quell'essere compresi subito, in un attimo, scarpe e tutto. Non è così. L'amore non è un'illuminazione, o lo è solo per un istante, per il resto è più una specie di viaggio a bordo di una tartaruga. Ognuno è libero di decidere quando scendere o se restare, per vedere insieme all'altro cosa c'è sulla sponda opposta del fiume. Richiede pazienza, come fare un puzzle senza sapere il disegno che verrà fuori, e la capacità di alimentare il fuoco di una concentrazione costante. Il problema è che le tartarughe vivono tantissimo e vanno pianissimo, mentre in giro è pieno di gente che ha fretta e sembra non avere più tempo per godersi il panorama. Che dal guscio di una tartaruga, è risaputo, soprattutto mentre incastri i pezzi di un puzzle, È davvero tutta un'altra cosa.”

“Pensavo che l'invisibilità fosse la condanna peggiore, invece lo era l'inconsistenza. La perdita di spessore delle promesse, della fede, dell'amore. È incredibile come un intero castello possa cadere in un giorno. Le fondamenta di tutto ciò in cui credevamo erano crollate nel fango, portandosi dietro una fiducia che consideravo immortale.”

“Quando due persone si amano, quando si amano davvero, tutto quello che succede tra loro ha qualcosa di rituale. Certe volte può sembrare che vengano separati uno dall’altro: non conosco nessun maggior tormento, nessun vuoto più fragoroso – Quando il tuo amante è andato via! Ma quella sera, con i nostri voti così misteriosamente minacciati ed entrambi, sia pure da angoli diversi, messi di fronte a questo fatto, eravamo più profondamente uniti di quanto fossimo mai stati.”

“Sartre è ideologicamente un creatore, io no; costretto da questo a delle scelte politiche, lui ne ha approfondito le cause piú di quanto a me non interessasse farlo: avrei tradito la mia libertà se avessi rifiutato di riconoscere questa sua superiorità; mi sarei ostinata nell’atteggiamento di sfida e di malafede frutto della lotta dei sessi, che è proprio il contrario dell’onestà intellettuale. Ho salvaguardato la mia indipendenza perché non ho mai scaricato su Sartre le mie responsabilità; non ho aderito a nessuna idea, non ho preso nessuna risoluzione senza averla prima criticata e fatta mia.”

“I libri si scelgono come si sceglie una moglie. I libri si sfogliano, si legge una pagina e ci si rende conto che quelle parole sono proprio quelle che avremmo voluto sentire in quel momento. I libri che leggi entrano nella tua vita e cambiano un pezzettino di quello che sei. Io ho solo libri usati. I libri già sfogliati sono più preziosi di quelli nuovi perché sono già entrati nella vita di qualcun altro.”

“Da quando lo aveva perso, Aurora non era più la stessa. Era diventata una maniaca dell'ordine, della pulizia. Come se mettere ordine in casa, fosse sintomo di ordine mentale, del cuore. Ma non lo era. In quel disordine, c'era tutto tranne che amore. Tutto tranne abbracci, strette di mano silenziose. Tutto tranne gambe incrociate, piumoni tirati da una parte del letto. Però aveva imparato. Aveva imparato a sentirsi comoda in un letto troppo grande per lei. Aveva imparato a comprarsi le rose. Quelle belle, strada vedi e te ne innamori. Tanto le hanno già tirate via, almeno ne approfittava per po' di bellezza. C'è bellezza in ogni cosa, quando ti hanno tolto tutto Solo che inizialmente non lo vedi. Inizialmente vedi Isolo un letto vuoto che ha bisogno di essere riempito. Vedi un appendiabiti con un giubbotto soltanto e pensi "Beh, il suo qui, ci starebbe proprio bene". Non te ne accorgi della bellezza, a volte addirittura, la calpesti, la scansi, la sorpassi. E non ti accorgi che il mondo va avanti lo stesso. Che non esistono graffi più profondi di quelli che possiamo provocare a noi stessi.”

“«Sono nata a Inverness», raccontai. Il morso di Sachi pulsava, così iniziai a medicarlo. «Poi c'è stato il trasferimento a Perth, e dopo ancora a Edimburgo, l'ultima casa in Scozia, prima di venire Londra». «Tua madre ama viaggiare, eh?». «Mia madre adora fuggire da mio padre», puntualizzai. «Hanno divorziato, ma alla fine non si sono mai separati. Lui torna sempre, e penso che lo faccia per abitudine, non perché ci creda davvero. Alcune persone non riescono a staccarsi, chiudono gli occhi anche quando fanno qualcosa, perché a occhi chiusi è più facile mentire».”

“Tutte le relazioni sono fatte di storie, non di verità. Da soli, come individui, abbiamo una nostra mitologia personale, le storie che ci raccontiamo per capire noi stessi. In generale questo funziona, a patto di restare sani di mente e single, ma nell'istante in cui stringiamo un rapporto intimo con un'altra persona scatta una dissonanza automatica tra la nostra storia su noi stessi E la storia dell'altro su di noi.”

“Mi viene in mente che spesso, all'ora del tramonto, mi siedo nello stesso punto e mi godo il volo rondini. Sono sempre tante in questa stagione. Sfrecciano veloci, a volte vicino alle mie finestre... S'incrociano si buttano in picchiata, risalgono. Ma mai una volta le ho viste scontrarsi. Perché noi esseri umani, che ci riteniamo tanto superiori, ci finiamo sempre addosso invece? Il guaio è che siamo capaci di farci anche del gran male.”

“[Coordinata No° 38] Bisogna dare indifferenza quando ricevi indifferenza, perché tu soffri, si, ma bisogna capire se l’altra parte soffre come te. Soffri…Principè. Stà a sent’ il maestrino tuo. Soffri ! ‘che dal tunnel, si esce sempre. Potrei dirti che mi faceva male, che soffrivo, e invece no, quando succedeva a me me rodeva er culo” (Regola sull’indifferenza e la speranza Stelvio Cipriani, a Veronica Vitale)”

“Mentre si infilava la giacca, lei stava mettendo i piatti nella lavastoviglie, un gesto banale quanto consueto e Andrea pensò a tutti i gesti insignificanti che accompagnano la vita, riti ripetitivi dei quali non ci rendiamo conto proprio perché li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e per questo li diamo per scontati. Troppo spesso ci rendiamo dell'importanza delle cose quando non ci sono più come gli era capitato con suo padre quando la morte se lo era portato via troppo presto. Sistemare la casa era un'azione comune da parte della moglie alla quale lui non dava il giusto peso mentre doveva essere felice di avere Patrizia accanto, nella gioia e nel dolore, forse banalità ma che, in ogni caso, non a tutti era concessa.”

“Ci sono corpi destinati ad incastrarsi. Non importa come, dove, perché. Non si spiega. Puoi far finta di niente, dire che non è vero. Ma sai di mentire. Sono corpi che si chiamano anche in mezzo ad un salone pieno di gente. Tu parli, conversi concentrata, ma senti le viscere pulsare. La chimica ti attira come una calamita. Il desiderio. E quando ci si incontra. Si sa già tutto I'uno dell'altro. L'odore, il sapore, dove è sensibile, dove vuole farsi toccare. Come baciarlo, quanto stringerlo. Due libri aperti che si sfogliano, per arrivare allo stesso finale.”

“Ho fissato il punto in cui è scomparsa la macchina di Markus per alcuni minuti, prima di trovare il coraggio di muovermi. Avevo l’impressione che, allontanandomi, tutto avrebbe assunto una sfumatura di ufficialità. Finché fossi restata lì, ferma, Markus sarebbe potuto tornare indietro. Chiedermi scusa. Baciarmi ancora. Poi il freddo mi ha obbligata ad arrendermi e mi sono rifugiata in casa, al sicuro. Ma si è davvero al sicuro quando ci si barrica nella propria stanza con il cuore che rimane fuori?”

“Non sono molto a modo. Non mi ci sono sentita elegante nemmeno il giorno del mio matrimonio; per ballare raccoglievo il mio abito da sposa, tra le braccia come un enorme lenzuolo che sta per essere messo in lavatrice. La verità, è che considero molto più aggraziato il rossore che esplode sul volto di una donna dai vestiti goffi, dopo un complimento. O quello simpatico, sulle gote di un vecchio lavoratore, al suo terzo bicchierozzo di vino, piuttosto di un fine tacco a spillo o una stilosa cravatta poggiata sul pancione di chi, il vino, finge di gustarlo. Il vino, si gusta davvero solo se si è sporchi! Sporchi di lavoro, di campagna, di matrimonio, di pic-nic con bambini, di risate tra amici, di sagra di paese, sporchi di pensieri e desideri, che tinti di rosso diventano perversioni e proibizioni. Sporchi di verità e semplicità, che l'alcool brucia solo a chi, queste, non le sa ingoiare o affrontare.”

“Ci sono vite che si tengono per mano. Vite, legate ad un elastico, che si avvicinano e si allontanano, si allontanano e si avvicinano. Vite incatenate cosi forte da mischiarsi la pelle! E poi... poi ci sono vite che unite da un filo sottilissimo, spezzato dagli errori e dal dolore, riannodato con pazienza in più punti. Vite speciali, le chiamo io, perché hanno unto quel filo dell'incertezza di speranza e dedizione. Perché non hanno avuto paura di perdersi ma hanno rispettato il modo difficile aversi. L'amore annoda e ripara.”