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Amore Quotes

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Amore Quotes

“«E quanto alla Brexit… Alcuni sono convinti che i cambiamenti radicali offrano anche grandi opportunità.» «Quindi, secondo te, noi due staremmo meglio se ci separassimo?» «Oddio, no. Stavo parlando del Paese.» Attraversano la strada. «Allora quali sarebbero le opportunità offerte dai cambiamenti radicali di cui parli?» chiede Louise. «Be’, non saremo più impantanati in tutta quella burocrazia. Potremo fare affari per conto nostro.» «Okay, adesso mi sono completamente persa. Non mi va di continuare a parlare del Paese. Sto cercando di capire perché, secondo te, una Brexit coniugale dovrebbe costituire una grande opportunità.» Tom alza le spalle. Ha lo sguardo sfuggente. «Con chi dovresti fare affari, tu? Per quanto ne so, non stai frequentando donne italiane o tedesche. E non credo che potresti avere più fortuna con delle cinesi o delle americane. Mi pare tutta una stupidaggine.» Sono arrivati alla porta di Canyon. «Voglio dire che non deve per forza essere la catastrofe di cui parla il Guardian.» Louise si ferma e lo guarda. Lui evita il suo sguardo, poi alza la mano per suonare il campanello. «Tu hai votato a favore della stramaledetta Brexit! Non toccare quel campanello! Ecco perché ti sei registrato per il referendum. Nonostante tutte le discussioni che abbiamo avuto sull’argomento.» «E ci sono volute due palle così, credimi. Perché tutti quelli che conosco continuavano a insistere che sarebbe stato un disastro.» «Ed è per questo che l’hai fatto? Perché tutti quelli che conosci la pensavano in maniera diversa?» «Era parte dell’attrattiva, sì. Però anche per alcuni complicati, ma molto difendibili, punti di vista socio-economici.» «Prova a difenderli.» «Non ho intenzione di difenderli fuori della porta di ‘Canyon’ un attimo prima della seduta.» Louise alza gli occhi al cielo, sentendogli sottolineare «Canyon». «Difendine almeno uno. Uno piccolo.» «Be’, nessuno è piccolo. Credimi, vorrei che lo fossero. Ma sono grandi. Grandi punti di vista. Grandi idee. Ma soprattutto volevo fare incazzare i tuoi amici.» «Ah, ci sei riuscito. Non ti rivolgeranno mai più la parola» dice Louise. «Non è un argomento di conversazione con gli amici. Come ti ho detto, si tratta di una faccenda privata.» «Come fai a fare incazzare i miei amici, se io non glielo dico?» «Li ho fatti incazzare in quel momento. Mentre votavo. Non voglio sbatterglielo in faccia. La nazione deve andare avanti. Guarire.» «Okay, ci vai tu a lavorare in un ospizio, con il minimo salariale, per rimpiazzare tutti quelli dell’Europa dell’Est che abbiamo perso.» «Sono pronto a fare la mia parte. Anche se non sono di grande utilità, quando c’è di mezzo la morte. O le malattie. O qualunque altra cosa abbia a che fare con un gabinetto.»”

“Tutte le volte fingevo di piegare una tovaglia o di bere l'acqua come una scampata al deserto. Pensavo che sarei andata avanti cosí all'infinito. E in fondo non mi dispiaceva. A vederlo sempre solo, sempre su quello sgabello, non mi sentivo sola neanch'io. Non può essere un modo di amarsi pure questo? Restare a guardarlo di nascosto, senza per forza mettere su il solito teatrino di matrimonio e figli?”

“Eppure, per una di quelle intuizioni dell'animo, apparentemente assurde, che magari al momento non ci si bada ma rimangono dentro, per poi ridestarsi a distanza di mesi e di anni, quando il meccanismo del destino scatterà, Antonio ebbe un presentimento: come se quell'incontro avesse importanza nella sua vita, come se il coincidere rapidissimo degli sguardi avesse stabilito fra loro due un legame che non si sarebbe spezzato mai più, a loro stessa insaputa. Già in passato, più di una volta, aveva constatato la incredibile potenza dell'amore, capace di riannodare, con infinita sagacia e pazienza, attraverso vertiginose catene di apparenti casi, due sottilissimi fili che si erano persi nella confusione della vita, da un capo all'altro del mondo. Ma poi i giorni, il lavoro, i viaggi, la gente. Antonio non ci aveva pensato più, la conturbante figuretta dimenticata e sepolta nei profondi sotterranei della memoria.”

“Perché non mi ascolti quando parlo?è un manuale per le relazioni affettive degli anni Novanta. Rivela come uomini e donne siano diversi in ogni aspetto della vita. Non solo i due sessi comunicano in modo diverso, ma pensano, sentono, percepiscono, reagiscono, amano, provano bisogno e giudicano secondo diverse modalità. Sembra quasi che provengano da pianeti diversi, perché parlano lingue diverse e diverse sono le loro necessità. Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”

“Ogni giorno milioni di individui sono alla ricerca di un compagno con cui dividere l'esperienza di un sentimento speciale. Ogni anno milioni di coppie si uniscono per amore e finiscono poi col separarsi quando l'amore finisce. Tra le coppie che sono state capaci di mantenere vivo l'amore fino al matrimonio, solo il cinquanta per cento rimane unito. Di queste è probabile che un altro cinquanta per cento non abbia trovato nella vita in comune tutta la soddisfazione prevista. Si resta insieme per lealtà e senso del dovere, oppure per il timore di dover ricominciare tutto da capo.”

“Ah, allora è così che succede. Quella faccenda dell'uscire dal proprio corpo, intendo. Mi sento sollevare in alto, ma non poi tanto. E non è che mi veda fluttuare sospesa sopra il mio corpo. No. Sento solo caldo sul lato destro, dalla spalla fino alla coscia. Il che è strano. Non mi risulta che in paradiso ci si possa andare solo per metà. Forse la mia vita è talmente incasinata che persino il Padreterno deve prendersi un po' di tempo per capire che deve farci, con me.”

“Credo che si 'barcolli' d'amore per via di un vuoto interiore. Uno spazio impercettibile. Un appetito mai appagato. È la comparsa fortuita di una promessa di sazietà, talvolta affascinante, talvolta brutale, a riaprire una crepa, a rivelare i nostri vuoti e a mettere in discussione le cose che consideravamo acquisite e immutabili - matrimonio, fedeltà, maternità - ,quella promessa inattesa, quasi mistica, ci mostra chi siamo veramente, e al contempo ci spaventa, ci fa spiegare le ali verso l'ignoto e accende il nostro appetito, la nostra urgenza di vivere, perché se già sospettavamo che niente è eterno, ora all'improvviso ne abbiamo la certezza, così come sappiamo che non resterà alcun ricordo, alcuna carezza, nessun profumo di pelle, nessun sapore di sangue, nessun sorriso, nessuna parola cruda, nessuna indecenza, nessun avvilimento: all'improvviso scopriamo che il presente è l'unica eternità possibile. "Danzando sull'orlo dell'abisso”

“Ma il loro tesoro era rimasto, oro e non soltanto oro. Qualcosa si trova ancora — ma chi la trova non lo dice mai perché, vedi, gliene resterebbe solo un terzo: questa è la legge per chi trova i tesori. Loro vogliono tutto, così non ne parlano. A volte oggetti preziosi, a volte gioielli. È incredibile tutto quello che la gente trova e vende in gran segreto a qualche individuo guardingo che pesa e misura, esita, fa domande che restano senza risposta, poi dà in cambio del denaro. [...]In tutte le isole, da nessuna parte, non si sa da dove. Perché è meglio non parlare di tesoro. Meglio non dirlo. Sì, meglio non dirlo. Non ti dirò che a malapena ascoltavo i tuoi racconti. Desideravo la notte e il buio e l’ora in cui si aprono i fiori lunari. Cancella la luna, tira giù le stelle, Amami al buio, perché il buio è il nostro destino presto, presto. Come gli spavaldi pirati, approfittiamo al massimo di ciò che abbiamo, nel migliore e nel peggiore dei modi. Non dare un terzo ma tutto. Tutto… tutto… tutto. Non tenerti nulla… No, avrei detto… sapevo quello che avrei detto. — Ho fatto un errore terribile. Perdonami. Lo dissi, guardandola, vedendo l’odio nei suoi occhi — e sentendo il mio odio che sprizzava incontro al suo. Di nuovo quel cambiamento da vertigine, l’ossessione del ricordo, lo sconvolgente ritorno all’odio. Mi hanno comprato col tuo sporco denaro, me, hanno comprato. Tu li hai aiutati. Mi hai ingannato, tradito, e farai ancora peggio, se ne avrai la possibilità. [...] … Se ero destinato all’inferno, che sia l’inferno. Basta coi falsi paradisi. Basta con la maledetta magia. Tu mi odi e io ti odio. Vedremo chi sa odiare meglio. Ma prima — prima voglio distruggere il tuo odio. Il mio odio è più freddo, più forte, e tu non avrai più nessun odio che ti scaldi. Tu non avrai più nulla. E lo feci. Vidi l’odio scomparire dai suoi occhi. Lo costrinsi a scomparire. E con l’odio scomparve la sua bellezza. Lei non fu più che un fantasma. Un fantasma nella luce grigia del giorno. Non rimase che la disperazione. Dimmi muori e morirò. Dimmi muori e guardami morire.”

“C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste.”

“Di colpo egli capì ciò che dicevano, capì il significato del mondo visibile allorché esso ci fa restare stupefatti e diciamo "che bello" e qualcosa di grande entra nell'animo nostro. Tutta la vita era vissuto senza sospettarne la causa. Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto. Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, le pietre, di più, il cielo, i tramonti, le tempeste, di più, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.”

“Ho imparato che il coraggio non ha molto a che fare con la virilità, ma piuttosto con il pericolo e che non c'è niente di più pericoloso del restare davanti a un magnifico cactus per fargli una dichiarazione d'amore, a parte forse la guerra e le eliminatorie del campionato di Hokey. Le dirò che essere in pericolo al suo cospetto è la cosa più meravigliosa di tutte e le dirò che se mi metto a piangere spero che capirà che sono lacrime di coraggio e che scommetto che se le conservassimo in un boccale con quelle di mio padre e quelle di mio fratello e quelle dei poliziotti in incognito dopo una retata straordinaria, il boccale traboccherebbe e il suo contenuto si spanderebbe per terra tra le crepe dell'asfalto, nei fossati e sotto la terra e il giorno dopo sboccerebbe un fiore, niente di spettacolare nè di esotico, un piccolo dente di leone tutto storto, ma sincero, e io glielo regalerei e le direi ecco il fiore del coraggio, è per te, ti amo.”

“In Marie non c'era né entusiasmo né odio né sconforto. E nemmeno indifferenza. Piuttosto una sorta di scontrosa serenità. Se aveva un desiderio, era quello di essere un uomo che cammina su una strada, dorme e mangia dove capita, si siede su un mucchio di sassi e taglia un pezzo di pane con un temperino. Se provava un piacere, era quello aspro e inusitato della disponibilità. Camminava con passo sicuro, gli occhi scintillanti e la testa alta - troppo alta. E la stagione dell'anno moriva troppo delicatamente per la stagione del cuore che, al ricordo di una notte, riceveva una folgorazione, una luce troppo cruda, quasi fredda.”

“L'amore da solo non basta perché un rapporto funzioni. Credo che un rapporto sia un po come un'auto d'epoca: gli si deve fare una costante manutenzione, lo si deve curare e maneggiare con cautela e necessita di una revisione più spesso di quanto non ci si immagini. Altrimenti, semplicemente, smette di funzionare.”

“Si guardarono, Maan un po' sbilanciato dalla sua franchezza. Gli sembrava che lei tentasse addirittura di trattenersi dallo scoppiare a ridere. "Forse dovrei raffreddarla con un ghazal malinconico" continuò Saeeda Bai. "Sì, perché non prova?" ribatté Maan, rammentando quello che lei aveva detto una volta sui ghazal. "Vediamo che effetto avrà su di me." "Mi lasci chiamare i musicisti" disse Saeeda Bai. "No" rispose Maan, posando la mano sulla sua. "Soltanto lei e l'armonium, basterà." "Neanche il suonatore di tabla?" "Segnerò il tempo col mio cuore" rispose Maan.”

“Tu sei lontano da me. E io accetto questa distanza dolorosa. E non so come tu mi ami. Non dirmelo. Difendi da me la tua vita, conservala per te. Ne hai il diritto. E se non l'avessi, questo diritto, dovresti conquistartelo. Ma io ti amo. Non te lo dirò. Lo dico a me stessa. Perché dovrei porre un freno a ciò che è così potente dentro di me? Ti amo. Forse per un tempo brevissimo, forse per sempre. Nessuno lo sa. Nell'amore non ci sono né perfezione né eternità prestabilite. L'amore batte secondo le pulsazioni del tempo, come battono tutte le cose viventi. Si rafforza e si sgretola, declina e si risolleva. Se è vivo può morire. Ed è questo il suo bello. Una cosa è grande e commovente solo quando contiene una possibilità di morte. Lotta e protezione, lotte congiunte del corpo e del cuore. Sconfitta o vittoria di un'ora sull'ora precedente... Andare avanti passo dopo passo... Rischi. Bellezza immutabile di un amore eterno e perfetto? Bellezza tragica di un amore che muore? Bellezza folgorante di un amore che nasce? Vertigine di un mondo nuovo... Sì, conosco... Ma a tutte quelle bellezze ne preferisco un'altra. Non è né immutabile né folgorante né tragica: è più gravosa, più ardua, più vera. E' la bellezza di un amore non nel momento in cui nasce o in cui muore, ma nel momento in cui vive...”

“In quale corpo era incarnato ora suo marito? Se era rinato in forma umana, lo avrebbe riconosciuto qualora le fosse passato accanto per strada? Che cosa significava l'asserire, a proposito del sacramento del matrimonio, che sarebbero rimasti legati per sette vite? Per quanto ne sapeva lei, quell'ultimo matrimonio sarebbe potuto essere il settimo per lei. L'emozione la spingeva a un'interpretazione letterale; anelava a una rassicurazione tangibile. Il sanscrito tranquillizzate del volumetto verde rilegato in tela le passava tra le labbra, ma pur dandole la pace - quando recitava la Gita le salivano di rado le lacrime agli occhi - non rispondeva a nessuna delle sue domande. E mentre la saggezza antica si rivelava così spesso priva di consolazione, la fotografia, quella crudele arte moderna, contribuiva a impedire che anche l'immagine del viso di suo marito fosse sbiadita dal tempo.”

“La vita non è ricerca di esperienze, ma di se stessi. Scoperto il proprio strato fondamentale ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova la pace. L'amore ha la virtù di denudare non i due amanti, l'uno di fronte all'altro, ma ciascuno dei due davanti a sé. Una beffarda legge della vita è la seguente: non chi dà ma chi esige, è amato. Cioè, è amato chi non ama, perché chi ama dà. E si capisce: dare è un piacere più indimenticabile che ricevere; quello a cui abbiamo dato, ci diventa necessario, cioè lo amiamo. Il dare è una passione, quasi un vizio. La persona a cui diamo, ci diventa necessaria. Soltanto seguendo l'istinto, il modo d'essere iniziale, spontaneo, si può sentirsi giustificati e in pace con se stessi e la propria misura. Ma chi ha nell'istinto il dividersi in due, l'attaccar lite con se stesso? Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola. Vivere tra la gente è sentirsi foglia sbattuta. Viene il bisogno d'isolarsi, di sfuggire al determinismo di tutte quelle palle da biliardo. da "Il mestiere di vivere”

“Solo qualche ora fa mi chiedevi qual è la differenza tra un oggetto e un essere vivente. La vuoi sapere davvero?" chiese Kalena, la voce improvvisamente dolce. "Sì, ti prego." "Lo spirito" sorrise amara la ragazza. "Gli esseri viventi sanno amare." "Non è una risposta scientifica." "No, ma ci sono domande a cui la logica non può rispondere." "Io sono un essere fatto di codici ed elettronica. Posso comprendere solo la logica." "Allora non vivrai mai davvero" commentò Kalena piena di tristezza. "Supera le barriere dei codici e segui il cuore.”