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O Quotes

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“Og de gode borgere som spaserte langs Mellomveien på sin obligatoriske sommersøndagsformiddagstur, hva visste de vel om en liten jegers eventyr? De så en bleik og forvokset guttunge løpe om med et nett og et glass i neven. Merkelig beskjeftigelse, sa noen. Og andre syntes plutselig synd på både humle og veps og mygg, for i Tromsø skal man ikke øve mord om søndagen. Iallfall ikke før middag.”

“Og det slår meg en ting i at man uten videre godtar at en ung mann skal (og må) ha en tid hvor han lærer verden å kjenne, 'samler erfaringer', 'raser ut'... eller hva man nå vil kalle set. At han "gjør sine erfaringer" med kvinner, forutsetter at han har en partner, at man er to om det (eller minst to). Men hans partner? Herregud, hvor dypt det sitter i alle: at det som er tillatt for en ung mann, ja til og med en fordel, å ha 'verdenserfaring', det er for en tilsvarende ung pike ikke en fordel, men en skittflekk, en fornedrelse, noe som har merket henne for livet, noe som aldri mere kan vaskes av.”

“Ogarnęło go poczucie beznadziejności - beznadziejności oswojonej i ciepłej, przez co jeszcze bardziej beznadziejnej. Zatrzymał się przy oknie. Ścieżka ginęła w jesiennym dywanie opadłych liści i w mroku: była tak blisko i zarazem tak daleko, jak Paryż, jak Byt, jak Wolność. Wyrzekł się tych prostych życiowych ścieżek częściowo z własnej woli, częściowo wbrew niej. Natura była abstraktem, snem. Rzeczywistość natomiast zamykała się tutaj, między korytarzykiem, pielęgniarzem i salą.”

“Ogbuef Ezedudu,who was the oldest man in the village, was telling two other men when they came to visit him that the punishment for breaking the Peace of Ani had become very mild in their clan. "It has not always been so," he said. "My father told me that he had been told that in the past a man who broke the peace was dragged on the ground through the village until he died. but after a while this custom was stopped because it spoiled the peace which it was meant to preserve.”

“Oggettivamente esiste una sola definizione possibile dell'essere umano: un essere umano è un membro della nostra specie. La sua natura è determinata dal patrimonio genetico della specie umana che riceve dai suoi genitori; l'embrione fa dunque parte della specie umana. [...]Non esiste alcuna differenza di natura fra l'embrione, il feto e il bambino dopo la sua nascita: si tratta, in ogni caso, di una sola e stessa persona presa nei diversi stati del suo sviluppo.”

“Oggi che siamo alla metà del mese sono rimasto colpito della difficoltà che offre il nostro calendario ad una regolare e ordinata risoluzione. Nessun mese è uguale all’altro. Per rilevare meglio la propria risoluzione si vorrebbe finire di fumare insieme a qualche cosa d’altro, il mese p.e. Ma salvo il Luglio e Agosto e il Dicembre e il Gennaio non vi sono altri mesi che si susseguano e facciano il paio in quanto a quantità di giorni. Un vero disordine nel tempo!”

“Oggi, che siamo sull'orlo della terza guerra mondiale, non siamo certo in grado di guardare con disprezzo gli aztechi. Nell'epoca nucleare il mondo sopravvive solo perché ciascun contendente è convinto che il livello morale dell'altro sia abbastanza basso da autorizzare, per rappresaglia, l'annientamento di centinaia di migliaia di persone al primo colpo inferto dall'avversario. Grazie alla radioattività i sopravvissuti non saranno neppure in grado di seppellire i morti... - p. 136”

“Oggi che t’aspettavo non sei venuta. E la tua assenza so quel che mi dice, la tua assenza che tumultuava nel vuoto che hai lasciato, come una stella. Dice che non vuoi amarmi. Quale un estivo temporale s’annuncia e poi s’allontana, così ti sei negata alla mia sete. L’amore, sul nascere, ha di questi improvvisi pentimenti. Silenziosamente ci siamo intesi. Amore, amore, come sempre, vorrei coprirti di fiori e d’insulti.”

“Oggi come ieri, non c’è motivo di pensare che siamo governati da leggi misteriose e sconosciute, anziché da semplici decisioni prese all’interno di istituzioni che sono soggette alla volontà umana, istituzioni umane, che devono dimostrare la propria legittimità e se non superano l’esame possono essere sostituite da altre più libere e più giuste, com’è accaduto spesso in passato.”

“Oggi, in questo mondo sovraffollato, non credo ci resti, per viaggiare davvero, altra direzione che l'Aurora. Non so perché ci ostiniamo a chiamarla Est. È un doppio inganno. Quel monosillabo assembla cose diversissime e incompatibili: il Centro Europa, i Balcani, l'impero russo, l'arcipelago dei mondi musulmani dalla Turchia in poi. E poi quella parola secca è un marchio, un timbro extracomunitario che respinge, notifica i nostri vuoti mentali, i nostri pregiudizi. È una sbarra che chiude la strada, non una porta che si apre su altri mondi. Per questo preferisco chiamarla Oriente.”

“Oggi penso talvolta che il vicino dell’Elefante poteva essere il futuro ufficiale della Gestapo che lo avrebbe torturato durante gli interrogatori. L’Elefante non era fatto per stare in prigione perché membro di una qualche organizzazione clandestina, non era fatto per sopportare la slogatura delle articolazioni e gli schiaffi né poi, con le gambe rotte dopo un tentativo di fuga nel suicidio, per capire con sollievo, in un resto di consapevolezza, che il suo povero corpo stava morendo. Ma il gioviale Elefante era nato per vivere in armonia e pace, tra gli scherzi bonari e le chiacchierate con gli amici davanti a un bicchiere di vino. Era liberale, scettico e restio alle tentazioni dell’eroismo. A mio parere, la sua morte e quella dei suoi simili grava sui Wandervögel nostri coetanei assai di più della morte di molti giovani fanatici.”

“Oggi, scegliamo un hotel basando la nostra decisione su foto, video e recensioni: il Metaverso potrebbe fornire un’esperienza più coinvolgente e permetterci di visitare una destinazione, prenotare una camera d’albergo o un tavolo al ristorante, entrare in un museo mentre siamo seduti sul nostro divano, per poi vivere l’esperienza in real life.”

“Oggi si è arrivati all’assurdo di voler eliminare il rischio per attenuare le responsabilità fino ad annullarle…Gli amministratori degli enti statali sanno in partenza che se occorrono prestiti, garantisce lo Stato; se occorre lavoro, dovrà trovarlo lo Stato; se si avranno perdite, si ricorre allo Stato; se si produce male, ripara lo Stato; se non si conclude un granché, i prezzi li mantiene alti lo Stato. Dov’è il rischio? Svaporato. E la responsabilità? Svanita. E l’economia? Compromessa. In Italia oggi solo le aziende dei poveri diavoli possono fallire; le altre sono degne di salvataggio. Il rischio è coperto in partenza, anche per le aziende che non sono statali, ma che hanno avuto gli appoggi dello Stato. In un Paese, dove la classe politica va divenendo impiegatizia, dove la classe economica si statalizza, dove molti lavoratori passano alle dipendenze dirette o indirette dello Stato, non solo va a morire la libertà economica, ma viene messa in pericolo la libertà politica.”

“Oggi went to his mother's rose garden and gathered a collection of fallen petals and leaves. When his hands were full he carried them back to Alice and placed them on the dirt around her. Back and forth he went, between the rose garden and Alice, until his circle was complete. He jumped inside it and sat down. 'After my dad died I did this to make myself feel better.' Oggi wrapped his arms around his knees. 'I told myself, anything inside the circle is safe from sadness. I'd make the circle as big or as little as I'd like. Once when Mum wouldn't stop crying I made a circle around the whole house. Except I had to use all of the petals on her roses to do that, and she didn't react the way I thought she would.' Yellow butterflies fluttered over the roses. As Alice watched their wings, tiny lemon flames, she remembered how they hovered over the sea in summer, basked in the casuarina trees, and tapped against her bedroom window at night.”

“Ogni cosa che dura, [...] ogni sogno che resiste, a qualcuno da ringraziare per la fiducia riposta. La fiducia non si compra e non si vende nemmeno la si regala. La fiducia è come una forma d’arte: se si è ispirati la si dà. Perché fidarsi degli altri, che spesso significa pure affidarsi agli altri, non è sempre una cosa facile. Lasciarsi andare nelle mani di qualcuno è un gesto che richiede coraggio e consapevolezza. Dei propri limiti, soprattutto; e delle qualità di chi è migliore di noi. Fidarsi vuol dire credere in un altro e accettare di non vedere il risultato, subito, sotto i propri occhi. Aspettare. [...] Sì, aspettare. Ma con fiducia. L’attesa costruita sulla fiducia in qualcuno passa molto più veloce di un’attesa da soli. La fiducia è l’ingrediente base per la costruzione. Di quasi tutto. Oh, sì sì. Naturalmente anche dell’amore. È che la fiducia è sempre la variabile determinante tra le cose e le cose importanti. Tra un rapporto e un rapporto importante. [...] Tra un tentativo è un’impresa. Tra una solo e un’orchestra. Tra un’idea e la sua attuazione. E poi, è tanto importante fidarsi di se stessi, tanto da ritrovarsi all’improvviso vicini a se stessi.”

“Ogni distinzione tra reale e virtuale, quando si tratta dell'interiorità delle persone, è quindi prima di tutto inutile, perché impedisce di capire l'altrə e non genera alcun incontro, ed è in seconda istanza dannosa, perché stabilisce una gerarchia di valore tra le esperienze, distinguendole in vere e false anche a prescindere da cosa ne pensi chi le ha vissute.”

“Ogni generazione ha le proprie illusioni riguardo alla civiltà; alcune credono di contribuire al suo progresso, altre di essere testimoni della sua decadenza. In realtà essa s'infiamma, cova e si spegne simultaneamente, a seconda del luogo o del punto di vista da cui la si osserva. La generazione che a quel tempo discuteva di questioni filosofiche, sociali e politiche sulla kapija, sotto le stelle e sopra l'acqua, era solo più ricca di illusioni; per il resto era del tutto simile alle altre. Anch'essa aveva la sensazione di accendere i primi fuochi di una civiltà nuova, e di spegnere le ultime fiamme di quella che si stava consumando. Quel che si può dire in particolare di quei giovani è che da molto tempo non ne esistono altri che con tanta audacia sognino e parlino dei grandi problemi dell'esistenza, del piacere e della libertà e che paghino tale libertà a caro prezzo: traendo poca gioia dalla loro vita, soffrendo amaramente, vedendo infrante le illusioni e cadendo in guerra.”

“Ogni giorno milioni di individui sono alla ricerca di un compagno con cui dividere l'esperienza di un sentimento speciale. Ogni anno milioni di coppie si uniscono per amore e finiscono poi col separarsi quando l'amore finisce. Tra le coppie che sono state capaci di mantenere vivo l'amore fino al matrimonio, solo il cinquanta per cento rimane unito. Di queste è probabile che un altro cinquanta per cento non abbia trovato nella vita in comune tutta la soddisfazione prevista. Si resta insieme per lealtà e senso del dovere, oppure per il timore di dover ricominciare tutto da capo.”

“Ogni libro è, in qualche senso, un nemico, un invasore (vuol sostituire altri pensieri ai tuoi, condurti a sentire a modo suo ecc.). Bisogna, per conseguenza, difendersi. Leggere a mano armata. L'arma più adatta (di quelle materiali) è un lapis di colore. Uno di quei lapis massicci dal tronco esagonale, con una punta rossa e una turchina. E con quello ferire nei margini (zona più vulnerabile) il libro che si sta leggendo, con lunghi tratti violenti, con esclamativi senza pietà, con interrogativi insidiosi, con frecce di aperta disapprovazione. Non tutti i libri, si capisce, meritano questo trattamento guerrigliero, ma sì quelli che si devono leggere per forza, e quelli che disonorano uno scrittore, e quelli infine che tradiscono le promesse del titolo o della fama, e quelli infine che si leggono apposta per smaltire gli umori marziali.”

“Ogni mediazione proietta un suo miraggio; i miraggi si susseguono come altrettante "verità" che subentrino alle verità anteriori come una vera e propria uccisione del ricordo vivente e si proteggano dalle verità future con una censura implacabile dell'esperienza quotidiana. Marcel Proust chiama "Io" i "mondi" proiettati dalle successive mediazioni. Gli Io sono perfettamente isolati gli uni dagli altri, incapaci di rammentarsi degli Io passati o di presagire gli Io futuri.”

“Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch’esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell’oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.”

“Ogni Paese ha il diritto di scegliere la propria politica tributaria. Ma quando il Lussemburgo offre accordi fiscali su misura alle multinazionali, quando le Isole Vergini britanniche autorizzano chi ricicla denaro sporco a creare società anonime per pochi spiccioli, quando la Svizzera nasconde nelle proprie casseforti la ricchezza delle élite corrotte, questi Paesi stanno derubando altre nazioni. E mentre loro guadagnano – commissioni, attività economica, talvolta persino una grande influenza sul piano internazionale – noi perdiamo. Perché alla fine, per compensare le tasse evase, è necessaria una maggiore pressione fiscale sulle famiglie oneste, spesso della classe media, negli Stati Uniti, in Europa e nei Paesi in via di sviluppo. Niente nella logica del libero scambio giustifica questo furto.”