Quotessence
Home / Quotes / U Quotes

U Quotes

Browse famous quotes beginning with U. This page is a child index of the full Popular Quotes A-Z directory.

All U Quotes

“Una no es tonta, me doy cuenta que en otros lugares a una la ven mal: si no trae una ropita de marca, no es nadie; si no trae carro, no es nadie; si trae carro pero no es del año, mal. Por un lado te dicen que le eches ganas, que mejores la raza, que no te quedes pobre, pero si le buscas, te dicen arribista, pinche arribista que te avergüenzas de los tuyos, pero si te quedas en donde dicen que es tu lugar, pues entonces luego luego se te nota lo india, lo quesdillera, lo verdulera, lo totonaca. Y si sí es cierto que estás morena, pues ya te chingaste, te quedas abajo, para que te pisoteen, ésa es la ley de la vida.”

“Una noche, cuando volvíamos de Buenos Aires más temprano de lo normal, una chica se levantó de uno de los asientos adelante de nosotras, se acercó al chofer y le pidió bajar. El chofer frenó sorprendido y le dijo que no tenía parada ahí. Estábamos atravesando el parque Pereyra. A mitad de camino entre Buenos Aires y nuestra ciudad está ese parque enorme que alguna vez fue una estancia de más de diez mil hectáreas y que Perón expropió a sus millonarios dueños; ahora es una reserva ecológica que parece un bosque algo siniestro, húmedo, en el que apenas entra el sol. El asfalto lo divide por la mitad. La chica insistió. Muchos pasajeros se despertaron; un hombre dijo: «Pero adónde querés ir a esta hora, querida». La chica, que era de nuestra edad y tenía el pelo atado en una cola de caballo, lo miró con un odio horrible que lo dejó mudo. Lo miró como una bruja, como una asesina, como si tuviera poderes. El chofer la dejó bajar y ella corrió hacia los árboles; desapareció en una nube de tierra cuando el ómnibus volvió a arrancar. Una señora se quejó en voz alta, «cómo la dejan sola a esta hora, le pueden hacer cualquier cosa». Ella y el chofer discutieron casi hasta que llegamos a la estación. Nunca nos olvidamos de esa mirada y de esa chica. Nadie le iba a hacer daño, de eso estábamos seguras: si alguien podía ser dañino, era ella.”

“Una nuova industria post-umana (e attenzione a chi afferma altrimenti: niente affatto dis-umana) grazie ai quali gli albergatori, finalmente liberati da compiti complessi e non scalabili, potranno tornare all’essenza della loro professione: prendersi cura dei propri ospiti.”

“Una oración sólo necesita que se haga con el corazón. Es sencillo. No debemos pensar que Nuestra Señora quiere de nosotros lo que no podemos hacer o no sabemos cómo hacer. Primero, debemos sentir a Dios como nuestro padre que siempre está cerca de nosotros y que nos ama. Sólo cuando nos sentimos así podemos orar. Debemos comenzar cada día con una oración, antes de ir a estudiar, a trabajar, lo que sea. Pide la ayuda de Dios durante todo el día y agradécele cada pequeña bendición que recibes. Todo viene de Dios.”

“Una pareja que realmente desea hacer las cosas bien, se dará tiempo para perdonarse y arreglar las situaciones que de un modo u otro les afectan. No es que sean ingenuos al creer que no habrá problemas, pero, buscarán de manera honesta poner fin a incidentes que los separen como pareja. Intentarán de todos los modos posibles ponerse de acuerdo y perdonarse y buscar la reconciliación que les dará paz y creará el contexto para la armonía.”

“Una parola specifica in norreno che dica 'mito' propriamente non esiste, potrebbe essere 'accadimento' oppure 'storia' o 'saga': per Snorri, ci sembra, quella che più si avvicina all'essenza del mito è la parola per 'ricordo', 'ricordare'. È sorprendente come riappaia più volte nella narrazione il 'ricordo' degli dèi: gli dèi si adunano e parlano e rammemorano quanto è avvenuto o quanto essi hanno compiuto, e questo par costituire agli occhi del narratore l'atto più proprio del loro sacro consesso. Il memorare, quasi che il ricordo costituisca un atto di vera e propria creazione, o forse, più pianamente, l'unico mezzo di conferma della realtà o verità cui riferirsi nella sconcertante poliedricità delle apparenze. Il ricordo è così l'unica vera esperienza del mito, il tempo del mito e la prospettiva della memoria secolare dell'uomo fino alla sua origine divina.”

“Una recente statistica diceva che le donne forniscono 45 miliardi di ore di lavoro domestico contro i 43 miliardi di ore di lavoro salariato. Il volume del lavoro domestico supera dunque di gran lunga il lavoro salariato. Se la società dovesse pagare quel lavoro è evidente che ciò aumenterebbe enormemente tutte le sue spese. È un grandissimo vantaggio per la società avere donne che fanno questo enorme lavoro per niente. Come ottenere allora che la donna faccia questo lavoro? Bisogna condizionarla. Dato che è difficile convincerla che essa ha la vocazione di lavare i patti, si è trovato qualcosa di meglio. Si esalta la maternità, perché la maternità offre il modo di tenere la donna in casa e di farle fare le faccende domestiche. Invece di dire alla bambina di due, tre o quattro anni: «Sei destinata a lavare i piatti» le si dice «Sei destinata ad essere madre»; le regalano bambole, si esalta la maternità, in modo che quando diventa una ragazza non pensa ad altro, pensa soltanto a sposarsi e ad avere bambini. La si è convinta che non sarà una donna completa se non avrà bambini. Quando una donna non ha figli, si dice: «Non è una vera donna», ma quando un uomo non ha figli non si dice: «Non è un vero uomo». Bisogna dunque che la donna sia asservita alla maternità. Se almeno avesse la libertà di essere madre quando vuole, nella misura in cui lo vuole, pianificando le nascite dei figli, avrebbe molta piú libertà in tutti i campi. Potrebbe rivaleggiare con l’uomo sul piano professionale, non sarebbe per tutta la vita inchiodata in casa; e cosí si porrebbe il problema di perché non debba essere l’uomo a lavare i piatti. Per evitare che ciò avvenga, bisogna dunque imporre la maternità alla donna e imporgliela suo malgrado. Per questa ragione da quando esiste la possibilità di controllare le nascite, non si è mai cercato di facilitarne la messa in pratica, al punto che in Francia attualmente c’è solo il 7 per cento di donne che si servono di metodi anticoncezionali. È anche per questo che il governo, in questo momento, sta ritirando tutte le sovvenzioni alla Pianificazione familiare, la sola organizzazione che si è occupata di informare le donne. Il governo, tuttavia, riconosce di non avere alcuna soluzione di ricambio; ed è una cosa molto grave. Non solo si sopprime la Pianificazione familiare e le si tolgono le possibilità di agire, ma non si prevede niente al suo posto. Si impedisce dunque alle donne di difendersi dal concepimento quando non lo desiderano. E cosí rimangono incinte loro malgrado. Non resta allora altro che procurarsi l’aborto, e cosí fanno un milione di donne francesi ogni anno, malgrado questa legge che di fatto non impedisce niente e che quindi non ha alcun senso. Ogni tanto si dà ad essa un’apparenza di esistenza, accusando qualche donna, sempre scelta tra le piú diseredate, perché non si è mai vista la moglie di un magistrato, di un ministro o di un grande industriale seduta al posto in cui stanno le accusate di oggi. Eppure si può essere sicuri che ci sono altrettanti aborti in quegli ambienti come negli altri. La legge opprime tutte le donne, anche quelle che sono privilegiate. Nella mia vita ho visto arrivare a casa mia in lacrime non solo operaie o impiegate, ma donne borghesi che avevano denaro; una volta ho perfino aiutato la moglie di un grande direttore di banca. Nonostante tutto, le donne sono isolate; anche col denaro, non si hanno sempre gli indirizzi che occorrono e non si sa a chi rivolgersi. Come dicevo in principio, si è inculcato nell’animo delle donne un tale senso di colpa, che l’aborto diviene per loro qualcosa di traumatizzante, mentre non lo sarebbe affatto se avvenisse in condizioni legali.”

“Una red efectiva es aquello que, cuando andas por la cuerda floja y caes, evita que te mates. Literalmente. Es aquel lugar esponjoso que amortigua la caída al vacío, que se come el golpe contigo, que atenúa el derrumbe haciendo de las piedras, plumas. Que te permite resoplar, levantarte, sacudirte el polvo enganchado a la ropa, y seguir. Sin sangre irrecuperable, sin fracturas inviables, sin vísceras deterioradas para siempre. En esta parte del libro quiero dar cuenta de los nudos que he aprendido a hacer para tejer una red afectiva. Ningún nudo es un invento así salido de la nada, sino casi una sorpresa que hemos ido encontrando por el camino, a partir de intuiciones, de no fliparnos con ideas marcianas sino de aterrizar las cosas, respirar hondo, meterle mucho humor y mucha ironía al asunto, e ir haciendo entre todas. Ir andando. Y de seguir el consejo que le daba Lola Flores a su hija Lolita: «tira para adelante, pero cuando estés al borde del precipicio mira hacia abajo y retrocede tres pasos». Tira para adelante, pero antes de caerse o de tirar a alguien por el precipicio, tres pasitos para atrás. Desde ahí hablo. Por si en alguna playa, en algún puerto, alguien recoge esta botella y le es de utilidad, aunque solo sea para llenarla de ron.”

“Una regina non possiede niente che la distingua da una donna qualsiasi! Un identico simbolo la incatena allo stesso dovere, alla stessa soggezione... L'anello è il simbolo del matrimonio, e tanti anelli in fila formano una catena. Portatelo in dono al vostro signore. Non è ancora una catena, non mi lega ancora ma potrà tramutarsi nel cerchio che mi terrà prigioniera.”

“Una religión vaga —el hecho de sentir a Dios en la naturaleza, etc., — resulta tan atractiva porque es todo emociones y ningún trabajo, como mirar las olas desde la playa. Pero jamás llegaréis a Terranova disfrutando de ese modo del Atlántico, y no conseguiréis la vida eterna simplemente sintiendo la presencia de Dios en las flores o en la música. Tampoco llegaréis a ningún sitio estudiando los mapas sin echaros al mar. Y tampoco estaréis muy seguros echándoos al mar sin un mapa. En otras palabras: la teología es práctica, especialmente ahora.”

“Una revolución comienza con una amplia difusión de ideas de libertad, igualdad, etc. Después viene el crecimiento de una oligarquía que está tan interesada en aferrarse a sus privilegios como lo está cualquier otra clase dominante. Tal oligarquía necesariamente será hostil a revoluciones en otros lugares, las cuales inevitablemente despiertan de nuevo las ideas de libertad e igualdad.”

“Una ricerca del prestigioso National Institute of Environmental Health Sciences, ha rilevato rischi di cancro al seno più alti del 9% tra un campione di donne che utilizzava coloranti permanenti e addirittura del 18% tra chi usava prodotti per lisciare la chioma, e l'uso più frequente di queste sostanze, ogni 5-8 settimane, è stato associato a un incremento dei rischi di neoplasia della mammella di ben il 31%. [..] lo studio è stato sviluppato negli Stati Uniti, dove la la legislazione, differente da quella dell'Unione Europea, consente l'utilizzo di sostanze che in Europa non sono permesse.”