Quotessence
Home / Quotes / I Quotes

I Quotes

Browse famous quotes beginning with I. This page is a child index of the full Popular Quotes A-Z directory.

All I Quotes

“Il bel far niente means 'the beauty of doing nothing'... [it] has always been a cherished Italian ideal. The beauty of doing nothing is the goal of all your work, the final accomplishment for which you are most highly congratulated. The more exquisitely and delightfully you can do nothing, the higher your life's achievement. You don't necessarily need to be rich in order to experience this, either.”

“Il bello è libero e davvero indipendente, non è una merce, non può essere consumato, non si fa pubblicità, non può essere posseduto, non provoca la noia e l’insoddisfazione che proviamo non appena compriamo qualcosa o ogni volta che scrolliamo la timeline dei social network e non troviamo niente che ci interessi. Ma in una società come la nostra, che ha paura della contemplazione e in cui tutto può avere un prezzo di mercato, come si fa anche solo a credere che esista una bellezza del genere?”

“Il biblico "Crescete e moltiplicatevi" è un'esortazione di altri tempi che andava bene sin quando sulle carte geografiche si scriveva hic sunt leones, qui stanno i leoni. Va ancora bene? Per Papa Wojtyla, sì; ma per le persone sensate non può andar bene. Il cupio multiplicandi è oramai una folle voluttà di autodistruzione, un cupio mortis. A che serve e a chi serve la nostra dissennata corsa alla moltiplicazione incessante? In Africa serve a far crescere il numero dei morti per denutrizione o in eccidi tribali; in America Latina e molte altre parti povere del mondo per cancellare la crescita economica con una ancor maggiore crescita di bocche da sfamare. Non sono mai stato in Cina (il solo paese intelligente che cerca davvero di limitare le nascite); ma sono stato in India, e il formicaio umano di esseri scheletrici che ho visto nel Gange e dintorni mi ha terrorizzato. Perché crescere? Perché moltiplicarsi? Per mal vivere e, alla fine, mal morire in un pianeta brucato sino all'ultimo cespuglio da miliardi e miliardi di uomini-capra?”

“Il bisogno d'una religione, d'una spiritualità, non è biologico e nemmeno fisiologico (come il dover andare a cagare e pisciare); possiamo, benissimo!, vivere senza credere: senza alcun tipo di religione e pseudoscienza - e vivremmo pure meglio, senza odiarci l'uno con l'altro!; ad avere problemi in un mondo senza religione e pseudoscienza sono i dittatori, i molto ricchi, il clero religioso, i mediocri in linea generale: si troverebbero infatti sprovvisti di stupidi ai quali rubare risorse.”

“Il cacciatore calò il pugnale, disegnando una falce di luna nell’aria, e colpì il torace, proprio al centro, scavandosi la strada tra le scaglie dai mille colori che impallidivano man mano che il sangue defluiva. Squarciò e lacerò. Ci fu dolore, così tanto dolore da riecheggiare oltre le montagne, fino al cielo, eppure il drago non si mosse. Continuò a fissarlo, mentre la terra sotto di loro tremava. L’uomo dovette spostarsi per mantenere l’equilibrio, quando il mondo intero fu travolto da un’onda potentissima. Il drago sentì quella marea trascinarlo fuori dal suo corpo. Poi la lama si fermò e il drago morì. Eppure non era davvero morto. Era ancora lì, esisteva, ma fuori dalla magnifica carcassa che aveva solcato per secoli i cieli. E vide ogni cosa, attraverso una specie di nebbia. La valle inondata di sole. L’essere odioso e meschino che gettava via il pugnale imbrattato di sangue scuro e denso. Il proprio corpo straziato. La coda squamosa che percuoteva il terreno un’ultima volta, prima di crollare inanimata. E nell’istante in cui il cacciatore estrasse con le mani avide il cuore pulsante, ogni luce si spense e il drago divenne leggenda.”

“Il Cambridge Dictionary definisce l’atto di viaggiare come “muoversi, di solito su una lunga distanza”. Nel metaverso, tuttavia, il concetto stesso di spazio non ha senso. Ecco perché la maggior parte degli addetti ai lavori è ancora scettica sulle applicazioni pratiche del metaverso in ambito turistico. Se si rimuove una parte essenziale (la distanza) dall’equazione travel, rimane solo il movimento. E resta, quindi, anche la domanda cruciale: viaggiare senza muoversi è ancora viaggiare?”

“Il che esercita il potere non è sempre quello stesso popolo sul quale il potere viene esercitato; e l' di cui si parla non è il governo di ognuno su se stesso, ma quello che su ognuno hanno tutti gli altri. Inoltre, volontà del popolo significa in pratica la volontà della parte più numerosa e più attiva del popolo : la maggioranza, ossia coloro che son riusciti a farsi accettare come maggioranza; ne consegue quindi la possibilità che il popolo desideri effettivamente opprimere una parte dei propri componenti: contro questo abuso di potere, non meno che contro qualsiasi altro abuso, occorre prendere delle precauzioni.”

“Il comprend une chose essentielle, c'est qu'il y a deux espèces de gens : ceux qu'on peut battre et ceux qu'on ne peut pas battre, et ceux qu'on ne peut pas battre, ce n'est pas qu'ils sont plus forts ou mieux entraînés, mais qu'ils sont prêts à tuer. C'est cela, le secret, le seul, et le gentil Edouard décide de passer dans le second camp : il sera un homme qu'on ne frappe pas parce qu'on sait qu'il peut tuer.”

“Il concetto di innovazione è una leggenda metropolitana, come gli alligatori nelle fogne di New York o le figurine all’LSD. Non esiste l’innovazione. Esiste l’evoluzione. È semplice techno-Darwinismo: se un imprenditore pensa di poter rimanere nel business per i prossimi vent’anni con carta e penna o è un tecnoluddista o è imprenditorialmente cieco.”

“Il continuo bombardamento di materiale selezionato ad hoc, praticamente privo di voci critiche o di passaggi analitici, instilla solidamente nei lettori i presupposti che ne stanno alla base, allineando la percezione del pubblico alla giusta dottrina più efficacemente di quanto potrebbe fare un ministero della Verità. Nel frattempo i media possono sostenere che stanno solo facendo il loro mestiere onestamente: il che è vero, anche se non proprio nel senso che intendono loro.”

“Il coronavirus ha trasformato lo smart working da movimento marginale, spesso ostracizzato dalle aziende, a “nuova normalità” e molti imprenditori si stanno rendendo conto, con loro sorpresa, che la produttività non è diminuita con il lavoro in remoto, anzi.”

“Il corpo è solo un involucro che dobbiamo portarci appresso tutta la vita, ma da cui prima o poi ci allontaniamo” rifletté. E così, anticipando i tempi, la Stefania dentro Stefania desiderava involare nella stratosfera e perdersi nel cosmo e diventare il cosmo. Prima ancora di rendersene conto, Stefania era scesa dal letto e aveva scostato le tende, che le ricaddero sulle spalle come la nube che separa il sogno dalla realtà. Il cielo a pastello, la mancanza di confine tra l’azzurro e il rosa e una meteora verde smeraldo che attraversò una costellazione le mozzarono il fiato, la placarono, infine la scossero di nuovo. “Stupide stelle” pensò, “perché brillate se tra poco vi spegnerete?”

“Il delinquente era una persona intelligente, coraggiosa, forte, d'età matura, si chiamava Legros. Ebbene, vi dico, che lo crediate o no, che mentre saliva al patibolo piangeva. È mai possibile, dico io? Non è un orrore? Via, chi può piangere di spavento? Che cosa succede all'anima in quei momenti? Fino a quali tormenti può essere spinta? È un oltraggio all'anima, niente altro che questo! È detto: "non uccidere", e allora, perché uno ha ucciso bisogna uccidere anche lui? No, non è lecito..... ....Il dolore essenziale, quello più forte, non è quello delle ferite, è il sapere con certezza che fra un'ora, poi fra dieci minuti, poi fra mezzo minuto, poi adesso, ecco, proprio ora, l'anima vola via dal corpo, e tu come persona non esisterai più, e questo ormai con certezza. La cosa più importante, ecco, è questa certezza. Io ci credo a tal punto, che vi dirò schiettamente la mia opinione. Uccidere per un'uccisione è una punizione incomparabilmente più grande dello stesso delitto. L'omicidio su sentenza è incomparabilmente più orribile dell'omicidio del delinquente. Voi potete mettere un soldato davanti a un cannone in combattimento, e sparargli addosso, e lui continuerà a sperare, ma leggete a questo stesso soldato una sentenza che lo condanna con certezza, e lui impazzirà o si metterà a piangere. Chi ha detto che la natura umana è capace di sopportare questo senza impazzire? No, non si può agire così con un uomo! "il principe Myskin sulla pena di morte”

“Il dialogo socratico, sia esso composto da Platone, Senofonte o Eschine di Sfetto, non mira a insegnarci una determinata dottrina - che Socrate, come tutti sanno e come infinite volte egli stesso ci ha detto non ha mai posseduto - ma intende evocare un'immagine luminosa del filosofo assassinato, intende difendere e perpetuare la sua memoria e quindi tramandarne il messaggio. Tale messaggio, essi ci dicono, è senza dubbio filosofico. Ma, se è vero che i dialoghi comportano un insegnamento, non si tratta dell'esposizione di una dottrina, bensì di una lezione di metodo. Socrate infatti ci insegna l'uso e il valore della definizione dei concetti che vengono impiegati nella discussione e nello stesso tempo ci dimostra come sia impossibile arrivare a possedere il concetto senza procedere preliminarmente ad una revisione critica delle nozioni tradizionali, delle opinioni presenti e operanti nel linguaggio. Il risultato apparentemente negativo della discussione è di grande valore. E' molto importante infatti sapere di non sapere, scoprire che le opinioni e il linguaggio comuni, pur formando il punto di partenza della riflessione filosofica, non costituiscono altro che questo e che la discussione dialettica tende proprio al suo superamento.”