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L Quotes

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“La mia difficoltà permanente, che ritengo inerente al mestiere di fotografo viaggiatore, è trovare l'equilibrio tra il movimento e la stabilità perché questo mestiere non permette il giusto mezzo. Sviluppare uno spirito disponibile e creativo sul posto, aperto all'incontro, poi tornare e condividere le preoccupazioni quotidiane della vita in famiglia e in ufficio mi destabilizza così tanto che appena reintegrato e sistemato nuovamente all'interno dei miei riferimenti affettivi e familiari, devo pensare di nuovo a preparare i bagagli, accettare di lasciare i miei e casa mia per tornare a essere un nomade solitario...”

“La mia idea era di lasciare che la squadra di incatenati scomparisse alla vista prima di salire la collina. Sapete che non sono tenero in modo particolare; ho dovuto colpire e parare colpi. Ho dovuto difendermi e talvolta attaccare - il modo migliore per difendersi - senza calcolarne il costo esatto, secondo le necessità del genere di vita in cui ero incappato. Ho visto il demone della violenza, il demone della cupidigia, e il demone della bramosia bruciante; ma, per gli dèi!, erano demoni forti, vigorosi, dagli occhi ardenti, che scuotevano e trascinavano uomini - uomini, dico. Ma mentre ero su quella collina, previdi che nel sole accecante di quella terra avrei conosciuto un demone floscio, pretenzioso, dagli occhi smorti, di una follia rapace e spietata. Quanto insidioso potesse essere, dovevo impararlo soltanto dopo parecchi mesi e a mille miglia di distanza.”

“La mia infanzia sono quei muri grigi, quella minuscola porta. Sono cresciuto con la convinzione che a me spettasse sempre e comunque un’entrata laterale, un sottopassaggio buio e maleodorante, che mi dovessi infilare di soppiatto in una porticina per scappare dal resto del mondo, che invece rincasava a testa alta dall’ingresso principale. Basta poco per indirizzare una vita. Anche solo una porta sbagliata. Una scelta sbagliata.”

“La mia novella di Natale, Un Cuore nella Bufera, inizia così... Mi sveglio di soprassalto, gli occhi spalancati nel buio, la notte rischiarata dal bagliore della neve che fuori continua a cadere. Trattengo il respiro, quasi in preda al panico. Non oso muovermi. Qualcosa non va. Mi faccio coraggio e giro appena il viso. Qualcosa decisamente non va. C’è un uomo incollato alla mia schiena. Il suo braccio destro mi stringe la vita, la sua mano avvolge il mio seno e che io sia dannata se quello che sento premere contro la mia schiena non è il suo… Oh.Mio.Dio! Mi alzo di scatto, accendo la luce del comodino e sbalordita fisso l’intruso. Mugugnando, quello si volta dall’altra parte, innocente come un serafino. Il suo cane-orso, ai piedi del letto, apre un occhio, poi riappoggia il grosso muso sulle zampe e riprende a russare. Il mio sguardo passa da uno all’altro senza posa, mentre invano cerco di respirare. Finalmente un refolo d’aria s’infila lungo i bronchi e cede ai polmoni l’ossigeno necessario affinché io possa elaborare una domanda sensata. Che cavolo ci fa Kyle Hartson nel mio letto?”

“La mia testa è sempre invasa da una bufera di pensieri, di ricordi, di lampi, alcuni d'intelletto, altri più melanconicamente e quasi angosciosamente emozionali, soprattutto nei giorni di festa e in quei periodi in cui in passato ho subito dei traumi. Ora siamo in Aprile, il mese più crudele per Eliot, e siamo passati da una temperatura di 27 gradi, ad una di 7, in pochi giorni, quindi vale sempre il detto Aprile non ti scoprire. Per essere ancora più precisi oggi è il 25 Aprile del 2024, e per confermare la tradizione, ovvero quella del proverbio “Aprile Apriletto, tutti i giorni un goccetto”, ha appena smesso di piovere, infatti questi sono stati giorni molto bagnati, per il piacere delle infiltrazioni di acqua che abbiamo grazie alla guaina rovinata delle gronde dell’edificio in cui abito, ancora da riparare dopo ben 18 mesi dalla prima segnalazione al nostro amministratore, parola alquanto inadeguata per definire quella specie di coglione, che grazie ad un numero ancora più consistente di incapaci, fa finta di prendersi cura del nostro condominio. Già, è proprio vero, l'acqua non ha le corna, invece il nostro professionista, che ancora non si decide a far intervenire una ditta seria per porre rimedio alla problematica, deve essere proprio un grande cornuto.”

“La mia Venere è danneggiata oppure è in esilio, si dice così di un Pianeta che non si trova nel segno in cui dovrebbe essere. (...) Questa situazione fa sì, ritengo, che io abbia la sindrome della Venere Pigra. È così che chiamo questo Fenomeno. In questo caso abbiamo a che fare con un Essere umano che ha ricevuto molto dalla sorte, ma non ha assolutamente sfruttato il suo potenziale. (...) Una Venere così produce uno strano genere di pigrizia: le occasioni della vita ci passano sotto il naso perché si è dormito troppo, perché non ci si è voluti muovere, perché si è arrivati in ritardo, perché si è trascurato qualcosa. È l'inclinazione al sibaritismo, a una vita vissuta in un lieve dormiveglia, è la dispersione in piccoli piaceri, l'avversione per lo sforzo e la totale mancanza di tensione verso la competizione. Le mattinate lunghe, le lettere non aperte, gli impegni rimandati a dopo, i progetti abbandonati. L'avversione a ogni autorità e alla sudditanza, un silenzioso e pigro fare di testa propria. Si può dire che gente così non serve a nulla.”

“la milagrosa imagen, cuya historia conocía de antemano, me infundió más hondo respeto, me pareció más hermosa, más rodeada de una atmósfera de solemnidad y de grandeza indefinibles que otras muchas que había visto antes en retablos churriguerescos, muy cargadas de joyas ridículas, muy alumbradas de luces en forma de pirámides y de estrellas, muy engalanadas con profusión de flores de papel y de trapo. A usted, y a todo el que sienta en su alma la verdadera poesía de la religión, creo que le sucedería lo mismo. Bécquer, Gustavo Adolfo. Desde mi celda. Cartas literarias . Edición de Kindle.”

“La misantropia nasce dal riporre eccessiva fiducia in qualcuno senza una conoscenza tecnica, dal ritenere un uomo completamente veritiero, sano e affidabile, e dallo scoprire dopo poco tempo che è cattivo e inaffidabile, e così ancora con altri. E quando uno soffra molte volte per questa stessa esperienza, e soprattutto da parte di quelli che considera più vicini e più amici, allora, per i ripetuti colpi, finisce per odiare tutti e per ritenere che non ci sia niente di sincero in nessuno. Non ti sei accorto che è così che succede?". "Certo" risposi. "E questo - disse - non è brutto? e non è chiaro che chi agisce così cerca di trattare le persone senza una conoscenza specifica delle cose umane? Se infatti agisse con questa conoscenza, li giudicherebbe così come sono, alcuni estremamente buoni o cattivi, e la maggioranza mediocremente buona o cattiva".”

“La moarte te gândești doar când mori, Aleksy, abia când mori, și este o prostie, o mare prostie. Pentru că moartea este cel mai probabil lucru care i se întâmplă unui om în locul tuturor visurilor. De fapt, singurul care i se va întâmpla cu siguranță. De aceea, Aleksy, să nu faci niciodată lucrurile aiurea, cu gândul că mai ai timp să le îndrepți, pentru că nu vei avea. Timpul care va veni îl vei cheltui doar pentru a face și mai multe lucruri aiurea și pentru a muri și mai repede.". Mama a avut dreptate în acea seară și în altele câteva care au urmat. (...) Bineînțeles că nu am urmat niciunul dintre sfaturile ei apocaliptice, deși acum văd că unele ar fi putut într-adevăr să mă scape de niște cucuie. Regretele însă nu sunt pentru mine și sunt atâtea alte lucruri pe care le regret cu adevărat, încât pe lângă acestea, povețele mamei sunt ca și instrucțiunile de pe mâncarea congelată.”

“La modestia nos impide decirlo en voz alta, pero a veces pensamos, de nosotros mismos, que somos maravillosos. Entretanto, no queremos conquistar el cosmos, solo pretendemos ensanchar las fronteras de la Tierra. Unos planetas habrán de ser desérticos, como el Sáhara; otros gélidos, al igual que el polo; o bien tropicales, como la selva brasileña. Somos humanitarios y nobles. No aspiramos a conquistar otras razas, tan solo deseamos transmitirles nuestros valores y, a cambio, recibir su herencia. Nos consideramos caballeros de Santo Contacto. Esa es otra falsedad. No buscamos nada, salvo personas. No necesitamos otros mundos. Necesitamos espejos. No sabemos qué hacer con otros mundos. Con uno, ya nos atragantamos. Aspiramos a dar con nuestra propia e idealizada imagen: habrá planetas y civilizaciones más perfectas que la nuestra; en otras, en cambio, esperamos encontrar el reflejo de nuestro primitivo pasado. Mientras, al otro lado subsiste algo que no aceptamos, de lo que nos defendemos, ¡pero si de la Tierra no hemos traído más que un destilado de virtudes, la heroica estatua del Hombre! Hemos llegado aquí tal como somos en realidad y cuando la otra parte, la parte que silenciamos, nos muestra esa verdad, ¡no somos capaces de aceptarlo!”

“La moneda permanece estable en cuanto los especuladores van a un campo de trabajo. Tuve igualmente que hacerle comprender a Schacht que los beneficios excessivos deben retirarse del ciclo económico. Todas estas cosas sos simples y naturales. Lo fundamental es no permitir que los judíos metan en ellas su nariz. La base de la política comercial judía reside en hacer que los negocios lleguen a ser incomprensibles para un cérebro normal. Al que no comprende nada se la calífica de ignorante! En el fondo, la única razón de la existencia de tales argucias es que lo enredan todo. Sólo los profesores no han comprendido que el valor del dinero depende de las mercancías que el dinero tiene detrás.”

“La monnaie est souvent mythifiée, conçue comme magique et obscure. Son ambivalence fondamentale favorise l'émergence dans les esprits du sentiment d'un mystère : le dieu monnaie est, par ses modes de création et de gestion, à la fois public et privé. Banques commerciales et banques centrales contribuent à son apparition, à son mouvement, à sa destruction. Face à cette ambivalence qui ne peut être éliminée, parce qu'elle exprime dans ce domaine technique la nécessaire dualité individu-collectivité, la théorie politique classique, libérale ou autoritaire, ne peut proposer que des représentations partielles. Le libéralisme anglo-saxon n'arrivera jamais à masquer complètement l'action de l'État, définisseur et garant des règles, acteur majeur de la gestion monétaire au jour le jour. Il ne peut que tenter d'oublier l'expérience innommable d'un dollar échappant entre 1980 et 1985 à toute pesanteur économique par la grâce de l'État. Il est frappé de cécité devant une évidence majeure : les marchés financiers, lieu d'agitation des libres individus, n'en finissent pas de spéculer sur les obligations d'État, dont la rentabilité est assurée par l'existence de l'impôt, c'est-à-dire la capacité d'un État à extraire de sa société la richesse par un mécanisme non marchand de contrainte. La théorie allemande de la monnaie ne pourra quant à elle jamais imposer la réalité d'une monnaie fixant a priori un ordre social et échappant complètement aux acteurs décentralisés de la vie économique. Les banques créent de la monnaie par le crédit. Reste qu'au-delà de cette ambivalence, indépassable, chacune des deux traditions idéologiques, libérale ou autoritaire, adore l'un des deux visages du Janus monétaire. Au moment même où les États-Unis définissaient une conception pragmatique monétaire, selon laquelle un équilibre des pouvoirs doit assurer l'émergence d'une monnaie accompagnant les évolutions et rythmes naturels de la société, l'Europe occidentale accouchait, par étapes, d'une conception radicalement opposée, dominatrice, castratrice, de plus en plus souvent désignée dans le monde anglo-saxon, par l'expression sado-monétarisme. L'euro doit réformer la société, mieux, créer un nouveau monde européen. Chacune des sociétés réellement existantes, chaque nation, doit s'adapter, transfomer ses structures et ses rythmes naturels en fonction d'impératifs monétaires décidées d'en-haut, a priori. Tel est le sens idéologique des critères rigides de Maastricht et des punitions de Dublin qui fixent des règles monétaires et budgétaires auxquelles les individus devront se soumettre dans l'éternité. Cette monnaie autoritaire est le reflet d'un autre système de culture, fondé par d'autres structures anthropologiques. La conception anglo-saxonne de la monnaie reflète les valeurs libérales de la famille nucléaire absolue ; la conception autoritaire du continent européen les valeurs autoritaires de la famille souche. Face à la monnaie, l'individu est comme face à toute institution, libre ou soumis. L'émergence de conceptions opposées de la monnaie n'est que le dernier avatar d'une opposition pluriséculaire entre libéralisme anglo-saxon et autoritarisme continental. Mais comment la France, lieu de naissance de l'une des deux grandes traditions libérales, décontractée dans sa gestion monétaire jusqu'au début des années 80, a-t-elle bien pu changer de camp, abandonner l'individualisme du monde atlantique pour suivre les disciplines de l'Europe centrale ?”

“La monogamia no es una práctica: es un sistema, una forma de pensamiento. Es una superestructura que determina aquello que denominamos "nuestra vida privada", nuestras prácticas sexo-afectivas, nuestras relaciones amorosas. El sistema monógamo dictamina cómo, cuándo, a quién, y de qué manera amar y desear, y también qué circunstancias son motivo de tristeza, cuáles de rabia, qué nos duele y qué no.”

“La moral y la religión son cosas distintas. El problema es que hemos vivido durante años con la idea de que la moral está supeditada a la religión, como pretenden los curas. Pero lo cierto es que desde el obispo hasta el párroco de lo que hablan es de religión, un asunto muy respetable para quien crea, pero sólo para quien crea. Mientras que la auténtica moral es algo que vale para los creyentes y los no creyentes, y apela a la capacidad de raciocinio de cualquier persona del mundo.”