Quotessence
Home / Topics / Morte Quotes

Morte Quotes

Browse 209 quotes about Morte.

Morte Quotes

“L'unico scopo di una relazione è quello di inscenare, in miniatura, tutto lo stramaledetto dramma della vita e della morte. L'amore nasce come nasce un bambino. L'amore cresce come cresce un bambino. Un uomo sa bene che deve morire, ma non avendo conosciuto altre realtà che la vita non crede veramente nella propria morte. E poi, un giorno, il suo amore si raffredda. Il cuore dell'amore smette di battere. L'amore muore. In questo modo, l'uomo impara che la morte è la realtà: che la morte può esistere nell'essenza di una persona, la "sua" morte. La perdita di un animale domestico o di una rosa o di un genitore può farlo soffrire, ma non sono convincenti, non abbastanza. La morte deve avvenire nel cuore per essere creduta. Dopo la morte dell'amore, l'uomo riesce a credere nella propria morte.”

“Una betulla, innamorata di un maggiociondolo, attendeva che il vento la piegasse per andarlo a baciare, ma, per quanto il vento soffiasse forte, le mancavano sempre quei pochi centimetri per giungere al bacio agognato. Così, in attesa dell'evento impossibile, la betulla gli parlava senza speranza. Fu il Vajont che li unì. Strappati e trascinati via dall'acqua, si toccarono per un breve istante. Così, prima di morire, anche il maggiociondolo ebbe un po' d'amore”

“Levamos para o casamento uma infinidade de expectativas ro- mânticas. As vezes, também visões de míticos êxtases sexuais. E impomos à nossa vida sexual muitas outras expectativas, muitos outros "devia ser", que o ato quotidiano do amor não consegue realizar. A terra devia tremer. Nossos ossos deviam cantar. Fogos de artifício deviam explodir. O ser consciente — o eu — devia ser queimado na pira do amor. Devíamos alcançar o paraíso, ou um fac-símile razoável. Nós nos desapontamos.”

“Eu tinha tudo o que precisava para começar. O destino era cheio de ironias. Aprendíamos sobre a vida quando enfrentávamos a morte; revivíamos o amor quando o enterrávamos; e reconstruíamos sonhos quando eles já estavam despedaçados. Foi preciso perder o medo de machucar os outros para que eu encontrasse minha coragem em algum lugar escondida dentro de mim.”

“E' tempo che tu faccia ritorno nel futuro..." gli disse con un sorriso dolce. "No, non voglio." "Fallo per me, ti prego. Io credo in te. Il dolore più grande per un genitore è non poter salvare il proprio figlio che vuole morire". Per un genitore, un figlio resta un figlio per sempre. Senza mai aspettarsi nente in cambio, era solo una madre che desiderava la felicità per suo figlio e lo inondava d'amore. Yukio si era detto: "Se muoio, almeno finirà tutto." Aveva pensato che non avrebbe fatto soffrire Kinuyo perchè tanto lei era già morta. Ma si era sbagliato. Anche dopo la sua morte, lei restava sempre sua madre. "Avrei rattristato mia madre anche da morta". Quando rinvenne, nel locale c'era solo Kazu. La luce non era aumentata, eppure ogni cosa su cui posava gli occhi adesso aveva un aspetto più fresco e luminoso. La sua vita di disperazione era diventata una vita di speranza. Il suo modo di pensare si era radicalmente trasformato. "Non è il mondo ad essere cambiato, sono io...”

“Você não tem controle sobre como sua história começa ou termina. Mas por agora, você deve saber que todas as coisas têm um fim. Cada faísca retorna à escuridão. Cada som retorna ao silêncio. Cada flor retorna à terra. A viagem do sol e a lua é previsível. Mas a sua, é seu melhor.”

“Ah! Sei qui...» E mi prese per mano. Ma ancora si tormentava: «Hai avuto torto. Avrai dispiacere. Sembrerò morto e non sarà vero...» Io stavo zitto. «Capisci? E' troppo lontano. Non posso portare appresso il mio corpo. E' troppo pesante». Io stavo zitto. «Ma sarà come una vecchia scorza abbandonata. Non sono tristi le vecchie scorze...» Io stavo zitto. Si scoraggiò un poco. Ma fece ancora uno sforzo: «Sara' bello, sai. Anch'io guarderò le stelle. Tutte le stelle saranno dei pozzi con una carrucola arrugginita. Tutte le stelle mi verseranno da bere...» Io stavo zitto. «Sarà talmente divertente! Tu avrai cinquecento milioni di sonagli, io avrò cinquecento milioni di fontane...» E tacque anche lui perché piangeva.”

“Aveva deciso di vedere il mare da vicino, alla luce della luna, e si tolse le scarpe per camminare sulla sabbia. Da quando il figlio era morto, non ci era quasi più andata. Continuava ad immaginarlo sull'altra riva, in attesa, come sono tutti i morti a cui il tempo non può più arrecare alcun danno né offesa. In realtà non sapeva dove fosse, se esistesse un luogo che lo stava ospitando o se non restasse più niente di lui, a parte forse le ossa che giacevano nel cimitero.”

“Voglio continuare a vivere dopo la mia morte! Perciò sono grata a Dio che mi ha fatto nascere con quest’attitudine a evolvermi e a scrivere per esprimere ciò che è in me. Scrivendo dimentico tutti i miei guai, mi rianimo e la mia tristezza svanisce. Ma, e questo è il problema, saprò scrivere qualche cosa di grande, diverrò mai giornalista o scrittrice? Lo spero, perché scrivendo posso fissare tutto, i miei pensieri, i miei ideali e le mie fantasie.”

“Já era altura de enfrentar novamente a sua pequena grande família, empilhada nos seus dois cubículos, compartilhando uma minúscula casa de banho. Era tempo de regressar novamente à vida do abrigo. Durante algum tempo. «E depois», disse de si para si, enquanto caminhava sozinho ao longo do corredor da clínica até à rampa que levava ao seu piso, ao seu piso de residência, «soarão as trombetas ― e ― desta vez erguer-se-ão não os mortos e sim os enganados. E sua carne não será incorruptível, é triste reconhecê-lo, mas altamente mortais, elimináveis. E ademais, os mortos ficarão loucos.»”

“Todos temos um lugar onde a vida se acerta. Cada mundo tem um centro. O meu lugar não é melhor do que o teu, não é mais importante. Os nossos lugares não podem ser comparados porque são demasiado íntimos. Onde existem, só nós os podemos ver. Há muitas camadas de invisível sobre as formas que todos distinguem. Não vale a pena explicarmos o nosso lugar, ninguém vai entendê-lo. As palavras não aguentam o peso dessa verdade, terra fértil que vem do passado mais remoto, nascente que se estende até ao futuro sem morte.”

“Immagino che siamo tutti come fiammelle di candele accese, scintillanti, tremule nell'oscurità e poi immagino l'ululato del vento, e nel silenzio della stanza sent dei passi che vengono a soffiare su di me e a ridurre la mia vita a un refolo di fumo grigio. Mi dissolverò nell'aria e nella notte. Ci spegneranno tutti, uno a uno, finchè non rimarrà altro che la loro luce, e solo quella vedranno. Dove sarò allora?”

“E ela jamais esqueceria a mão úmida da companheira, agarrada à sua, enquanto o rosto assustado lhe perguntava, com um fulgor de medo nas pupilas: -- Deus vai mandar me prender, Madalena? Ou eu já paguei minha conta, aqui na terra? Reze por mim. Vou deixar para você a minha Bíblia. E só o que eu tenho. Se eu chegar perto de Deus, vou dizer quem é você. Vou. Posso lhe fazer um pedido? Talvez seja o último. Já estou ficando sem forças. Pegue minha Bíblia, abra no Salmo 23. É aquele que diz que Deus é o meu pastor. Leia. Leia devagar. E quando Madalena ergueu o olhar, ao fim da leitura, deu com a outra imóvel, de olhos parados. Desceu-lhe as pálpebras, cruzou-lhe as mãos. E curvando-se sobre a figura magra, que o lençol parecia tornar mais ossuda e lívida, rompeu a chorar baixinho, certa de que Deus havia recolhido ao seu rebanho, naquele presídio, a melhor ovelha".”

“Ele chorou um pouco. Era um belo homem, com barba por fazer e abatidíssimo. Via-se que havia fracassado. Como todos nós. Ele me perguntou se podia ler para mim um poema. Eu disse que queria ouvir. Ele abriu uma sacola, tirou de dentro um caderno grosso, pôs-se a rir, ao abrir as folhas. Então leu o poema. Era simplesmente uma beleza. Misturava palavrões com as maiores delicadezas. Oh Cláudio, tinha eu vontade de gritar – nós todos somos fracassados, nós todos vamos morrer um dia! Quem? mas quem pode dizer com sinceridade que se realizou na vida? O sucesso é uma mentira”

“Venezia mi piace perché sembra un grande salotto disordinato in cui niente di realmente brutto può succedere. Un posto dove ci sono le idroambulanze non è un posto serio. In senso buono: non è un posto dove la gente soffre e muore, ecco. Ci sono le idroambulanze! È come se ti portassero in ospedale con il tappeto volante: è chiaro che quella storia della morte è tutta una fesseria.”

“Quando se morre, o que se debate ainda dentro em nós com fúria - é a quimera. O que me custa a deixar não é o corpo, é a alma inquieta. Com a morte agarrada a mim, porque é que cravo as unhas na vida, raivosamente? Porque quero sonhar, tirar da coisas, das árvores, da luz, das flores, materiais para ilusões. Ao que cada um se prende é às aspirações, às suas penas e não à matéria e ao corpo!...”

“Mi sentivo perduta, abbandonata, cacciata, sputata via, sepolta, gettata in un'enorme fossa. Piccola. Piccolissima. Consapevole, lì nel buio freddo, della mia esiguità, dell'assoluta impossibilità di essere grande. Briciola. Scheggia. Cosa perduta. Piccola cosa perduta. Ecco come mi sentivo. Qualcosa del genere. Ma non era tutto. Non ancora. Perché lasciata lì, da sola nei cumuli, mi sentivo come se fossi morta, totalmente morta, defunta, spacciata, destinata a non essere ricordata mai da nessuno, mai nemmeno esistita, ignota a chiunque e per sempre. Ecco, così.”

“Persone o morte, o comunque antichissime anche se vive ancora, perché partecipi di tempi lontani, di vicende remote, quando mia madre era piccola, quando aveva sentito dire «la sorella della mia cagna» e «de cosa spussa l’acido solfidrico»; persone che non si potevano incontrare ora, che non si potevano toccare, e che anche se si incontravano e si toccavano non erano però le stesse di quando io le avevo pensate, e che anche se vive ancora erano state tuttavia contagiate dalla vicinanza dei morti, con i quali abitavano nella mia anima: avevano preso, dei morti, il passo ir-raggiungibile e leggero.”

“Alma si sentiva terribilmente sola, affidò questo suo sentimento a una lettera. "Non ce la faccio più. Non sono mai riuscita a incontrare qualcuno che mi amasse. La vita mi è insopportabile!" e scrisse di seguito tutti i motivi per cui l'esistenza le appariva vuota e ingiusta. Era così sola che, ultimata la lettera, non seppe a chi mandarla. Aprì l'elenco telefonico, scelse un nome e un indirizzo a caso e spedì. La lettera venne ricevuta da Franco. L'uomo lesse tutto e decise di inviarle una risposta. "Non ce la faccio più nemmeno io" e proseguiva elencando tutte le ragioni per cui riteneva che la vita gli avesse fatto un torto. Alma, attraverso quello scambio, scoprì un'intimità che mai aveva conosciuto, Franco una confidenza che gli era sembrata irrimediabilmente perduta. Quando Franco morì, ad Alma sembrò di essere ripiombata nella sua vita precedente. Capì presto che sbagliava, perchè l'amore ricevuto illuminava comunque le sue giornate, anche se ora la luce era meno forte. Nei momenti in cui si sentiva particolarmente sola, affidava i suoi pensieri a una lettera. Gliel'aveva consigliato un'amica conosciuta in ospedale. "Scrivigli lo stesso, riuscirai sempre a trovarlo nelle tue parole, è lì che continuerà a vivere". Non aveva bisogno di spedirle a un indirizzo a caso, ora poteva finalmente custodire il suo dolore nel posto giusto.”

“Um rio, Kevin, está ao mesmo tempo na nascente e na foz. A vida também é assim, mas nós imaginamos que é um barco a descer o rio, um humilde pescador que por vezes tenta remar contra a corrente, mas é impossível vencê-la. Porém, nós somos o rio, que imagem tão gasta Kevin, mas deve ser isso que somos. Ao mesmo tempo na nascente e na foz, moribundos e nascituros ao mesmo tempo, no útero e enterrados ao mesmo tempo, e no entanto sempre diferentes de nós mesmos, porque a água é sempre outra, a nascente está sempre a mudar, a foz está sempre a mudar, o nosso passado também, o nosso destino também, somos esta imagem tão gasta pelos poetas, pelos cantores, é isso mesmo, Kevin, uma alegoria velha, somos o tal rio, o tal lugar-comum.”

“Na verdade, o deserto não existe: se tudo à sua volta deixa de existir e de ter sentido, só resta o nada. E o nada é o nada: conforme se olha, é a ausência de tudo, ou, pelo contrário, o absoluto. Não há cidades, não há mar, não há rios, não há sequer árvores ou animais. Não há música, nem ruído, nem som algum, excepto o do vento de areia quando se vai levantando aos poucos - e esse é assustador. Será assim a morte, também, Cláudia?”