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I Quotes

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“Il nostro pregiudizio antropocentrico ci fa credere, a torto, che una macchina superintelligente ragioni come noi e sia in grado di provare empatia verso la nostra specie o verso altre AI, ma questa è una strada pericolosa: un’intelligenza del genere sarà, in gran parte, imperscrutabile, come imperscrutabili saranno i suoi metodi e le strategie che essa porrà in atto per raggiungere i propri obiettivi. Forse, più che empatica, potrebbe essere psico-patica.”

“Il nous appartient de veiller tous ensemble à ce que notre société reste une société dont nous soyons fiers : pas cette société des sans-papiers, des expulsions, des soupçons à l'égard des immigrés, pas cette société où l'on remet en cause les retraites, les acquis de la Sécurité sociale, pas cette société où les médias sont entre les mains des nantis, toutes choses que nous aurions refusé de cautionner si nous avions été les véritables héritiers du Conseil National de la Résistance.”

“Il nous faut encore expliquer quels liens unissaient Tristana, car tel était le nom de la jolie jeune fille, au grand don Lope, seigneur et maître de ce groupe, qui ne constituait pas à proprement parler une famille. Dans le voisinage, et parmi les rares personnes qui débarquaient un moment chez don Lope pour faire une visite ou pour espionner, il y avait des versions pour tous les goûts. On voyait l’emporter tour à tour, sur ce point capital, telle ou telle opinion ; durant un laps de temps de deux ou trois moi on tient pour vérité d’Evangile que cette demoiselle était la nièce de notre personnage, et il se trouva que des voisins qui l’avaient entendu dire « papa », comme les poupées qui parlent.”

“Il passaggio al computer quantico, grazie al quale ogni calcolo potrebbe essere trilioni di volte più veloce, aprirà le porte a scenari fino a pochi anni fa fantascientifici, come la cura definitiva per il cancro o la prova che non siamo soli nell’universo.”

“Il Passato mi incuriosisce più del Futuro e non mi stancherò mai di sostenere che il Futuro è un’ipotesi, una congettura, una supposizione, cioè una non realtà. Tutt’al più, una speranza alla quale tentiamo di dar corpo coi sogni e le fantasie. Il Passato invece è una certezza, una concretezza, una realtà stabilita. Una scuola dalla quale non si prescinde perché, se non si conosce il Passato, non si capisce il Presente e non si può tentare d’influenzare il Futuro coi sogni e le fantasie. E poi ogni aspetto sopravvisuto al passato è prezioso perchè porta in sè un’illusione di eternità. Perchè rappresenta una vittoria sul Tempo che logora e appasisce e uccide, una sconfitta della Morte.”

“Il pastore augurò Buon Natale, il coro riprese a cantare e l’organo a suonare. Fu in quel momento che Maggie sentì che lui era vicino. Si girò appena e lo vide. Se ne stava in piedi nel corridoio centrale, a qualche passo da lei, lo Stetson fra le mani, un’espressione indecifrabile sul volto. Il sangue prese a correrle troppo veloce nelle vene e, per quanto faticasse ad ammetterlo, si sentì così felice che un sorriso le illuminò il volto, come se lui fosse tornato a casa dopo un lungo viaggio. Già, quale casa? Mitch, invece, rimase di pietra, come se la chiamata di Maggie non fosse che un’altra scocciatura da risolvere. Il sorriso si spense poco per volta sulle labbra di Maggie e gli occhi, prima ridenti, si strinsero in uno sguardo interrogativo. Se il cowboy preferiva che fra loro ci fosse il gelo, che gelo fosse. Non era obbligata a sorridergli, in fondo, né a far conversazione. Lo avrebbe solo ringraziato per il passaggio e poi, estranei come prima. Mitch le fece cenno con la testa di seguirla e, senza neppure aspettarla, ruotò su se stesso e si incamminò verso l’uscita del tempio. Maggie sentì il suo amor proprio reagire all’atteggiamento scostante di Mitch, ma decise di fingere un’indifferenza e una calma che non provava; si prese il tempo necessario per ringraziare i signori Curtis e per salutare le altre persone che, come lei, erano in fila verso l’uscita.”

“Il paziente, intanto, fece un bel respiro tutto da solo. Poi un altro. E un altro ancora. Poi quegli inquietanti occhi di diamante si posarono su di lei, e Jane smise di divincolarsi come soggiogata dalla sua forza di volontà. Ci fu un attimo di silenzio. Poi, in tono aspro, l'uomo a cui lei aveva salvato la vita pronunciò quattro parole che cambiarono tutto, cambiarono la sua vita, cambiarono il suo destino: «Lei. Viene. Con. Me.»”

“Il pensiero che mi aveva quasi fatto svenire - che anche chi aveva ucciso Gigi non era solo un assassino - era diventato una certezza. Che diritto avevo io , allora, di relegare i responsabili della morte di mio marito a quell'unico ruolo, a quell'unico istante della loro esistenza? Quegli uomini erano stati anche altre cose, sicuramente buone. Il periodo orribile della loro vita in cui avevano immaginato, organizzato e poi realizzato l'omicidio di Gigi non poteva definirli per sempre. Mi sono resa conto che quello che stavo facendo con loro era l'esatto contrario di quello che loro avevano fatto con mio marito. Mentre loro avevano disumanizzato Gigi, con gli slogan, gli articoli, le scritte sui muri, riducendolo a un simbolo da abbattere, io staccavo le loro figure dall'album della storia, le mettevo nella vita, nel mondo, nelle relazioni con gli altri. Li rendevo, e vedevo, esseri umani.”

“Il pensiero etico consiste in un esame sistematico dei rapporti che gli esseri umani intrattengono fra loro, delle concezioni, degli interessi e degli ideali da cui scaturiscono i comportamenti degli uomini nelle loro relazioni reciproche, e dei sistemi di valori su cui si fondano i fini assegnati alla vita. Queste convinzioni sul modo in cui la vita dovrebbe essere vissuta... quando sono riferite a gruppi e nazioni e, addirittura, all'umanità nel suo insieme, danno luogo a quella che si chiama filosofia politica, che è poi etica applicata alla società.”

“Il pianeta appresso era abitato da un ubriacone. Questa visita fu molto breve, ma immerse il piccolo principe in una grande malinconia. «Che cosa fai?» chiese all'ubriacone che stava in silenzio davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione di bottiglie piene. «Bevo», rispose, in tono lugubre, l'ubriacone. «Perché bevi?» domandò il piccolo principe. «Per dimenticare», rispose l'ubriacone. "Per dimenticare che cosa?» s'informò il piccolo principe che cominciava già a compiangerlo. «Per dimenticare che ho vergogna», confessò l'ubriacone abbassando la testa. «Vergogna di che?» insistette il piccolo principe che desiderava soccorrerlo. «Vergogna di bere!» e l'ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo. Il piccolo principe se ne andò perplesso. I grandi, decisamente, sono molto, molto bizzarri, si disse durante il viaggio.”

“Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz’obbiezioni, il destino. Piangevo perchè perdevo il padre per cui ero sempre vissuto. Non importava che gli avessi tenuto poca compagnia. I miei sforzi per diventare migliore non erano stati fatti per dare una soddisfazione a lui? Il successo cui anelavo doveva bensì essere anche il mio vanto verso di lui, che di me aveva sempre dubitato, ma anche la sua consolazione. Ed ora invece egli non poteva più aspettarmi e se ne andava convinto della mia insanabile debolezza. Le mie lacrime erano amarissime.”

“Il più solido piacere di questa vita è il piacere vano delle illusioni. Io considero le illusioni come cosa in certo modo reale state ch’elle sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti gli uomini, in maniera che non è lecito spregiarle come sogni di un solo, ma propri veramente dell’uomo e voluti dalla natura, e senza cui la vita nostra sarebbe la più misera e barbara cosa. Onde sono necessari ed entrano sostanzialmente nel composto ed ordine delle cose.”

“Il "popolo" che esercita il potere non è sempre quello stesso popolo sul quale il potere viene esercitato; e l'"autogoverno" di cui si parla non è il governo di ognuno su se stesso, ma quello che su ognuno hanno tutti gli altri. Inoltre, volontà del popolo significa in pratica la volontà della parte più numerosa e più attiva del popolo : la maggioranza, ossia coloro che son riusciti a farsi accettare come maggioranza; ne consegue quindi la possibilità che il popolo desideri effettivamente opprimere una parte dei propri componenti: contro questo abuso di potere, non meno che contro qualsiasi altro abuso, occorre prendere delle precauzioni.”

“Il popolo è una bestia varia e grossa, ch’ignora le sue forze; e però stassi a pesi e botte di legni e di sassi, guidato da un fanciul che non ha possa, ch’egli potria disfar con una scossa: ma lo teme e lo serve a tutti spassi. Né sa quanto è temuto, ché i bombassi fanno un incanto, che i sensi gli ingrossa. Cosa stupenda! e’ s’appicca e imprigiona con le man proprie, e si dà morte e guerra per un carlin di quanti egli al re dona. Tutto è suo quanto sta fra cielo e terra, ma nol conosce; e, se qualche persona di ciò l’avvisa, e’ l’uccide ed atterra.”