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P Quotes

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“Peppermint Whiskey? Hell, reindeer, keep up this niceness and I may have to take ya back home with us.” I lean close to him and whisper loudly, “You've already got a reindeer. You couldn't handle two of us.” He pours himself a shot before responding. “Ha! You obviously didn't know my rep in the North Pole before Randy or you'd never make such a ludicrous statement.”

“Peptides operate on multiple scales: they have feedback effects on the cells of origin that modulate activity patterning, and local effects on neighboring cells to coordinate the behavior of a population; and the hormone-like release of peptides from cell populations can have organizational effects on distant targets. It's a mode of communication quite different from neurotransmitter release. Oxytocin, as we have seen, by its priming actions, can affect how oxytocin cells communicate with each other. How common such priming actions are we don't know. But all peptides can affect gene expression and can alter the behavior of neurons by changing what receptors they express and what they secrete. These actions of peptides together underlie what we might see as a reprogramming of communication in the brain.”

“Pequeno Planeta na Pradaria (Hino da Nova Terra) A Nova Terra é uma arte de amor, não uma mancha de ignorância odiosa. A Nova Terra é uma terra de promessas, não de ganância e indiferença. A Nova Terra é uma tela em branco, temos que decidir o que pintaremos - uma obra-prima de um amanhecer inclusivo, ou uma lembrança sangrenta de dias simiescos. A Nova Terra é uma Terra melhor, não temos mais sede de sangue. Lutamos juntos sem divisão, para sermos um farol gentil como amante. Hijab, hábito, turbante, todos são iguais, É intolerância que é inaceitável. Em nossa Nova Terra o caráter é supremo, as tradições primitivas são dispensáveis. A existência aqui é uma arte de amor, em nosso planeta na pradaria cósmica. A Nova Terra é uma celebração da vida, não uma validação de uma rigidez ruinosa.”

“Pequeña sabandija, estamos en tu mente, pero no por eso somos ficción. Aprende esta enseñanza. Puede que no despiertes y te quedes muerto, en cuyo caso te joderemos. Puede que despiertes, en cuyo caso ya morirás y te joderemos. Puede que levantes y sigas tu vida, y créeme, los muertos aun así tenemos muchas formas de joderte. Y para redondear este sentido monologo sobre joder, pequeño Garric Odell, debería decirte que quizás no estamos muertos. Tal vez yo te estoy esperando.”

“Per a l'"Académie" barroca l'ortografia distingeix els lletrats dels ignorants... i de les dones... El desvelament del caràcter de les ortografies arbitràries com a reproductores de les relacions classistes/sexistes, com a causa de dualització social, com a enemigues de la cohesió social queda agudament, sarcàsticament enunciat per la veu d'Unamuno.”

“Per a la supervivència és molt important la comunicació. Podem pensar que el llenguatge pot ser inventat per ajudar a determinada gent a tenir el poder sobre altres éssers humans, i són precisament els éssers humans els que van inventar la forma de comunicar el record. En aquest àmbit, els generalitzadors van ser (i encara són) sostinguts per l'elit que els atorga un poder enorme. Contínuament s'inventen llenguatges compartits per "nosaltres" per excloure el terme "ells", i un mitjà efectius és fer molt grans les generalitzacions perquè tinguin fins i tot un poder diví; aleshores es converteixen en "llei de la naturalesa" o en "llei de Déu". Si agafem el tema de la dona, sempre es relaciona la diferència amb el sexe, i amb el llenguatge es consolida el poder dels homes sobre les dones. El llegat d'una generació acceptada té vigència com a veritat eterna i adquireix vida pròpia. El llegat de la generalització de gènere, estructurat i segellat en el llenguatge i en el costum, segueix assotant els éssers humans, encara avui, i distorsionant el pensament. Quan diem "ells són a classe", no sabem si és que tots són nois o també hi ha noies en el grup. Aquest tipus d'expressió, a la qual estem acostumats, construeix una idea de món on els homes són pensats com un model a seguir i les dones queden en un segon pla. Com veiem, en el llenguatge queda soldada la identitat de gènere, que polaritzar`els sexes i farà que es perdin les similituds humanes.”

“Per anni ho vissuto tra persone per le quali non contavo nulla. Ero la signorina Nessuno. Qui dentro sono la ragazza più potente. Per i miei clienti sono l’unica alla quale possano pensare. Non provo vergogna nel desiderare di essere in primo piano, né di stringere tra le unghie il mio momento di gloria sotto i riflettori.”

“Per anni non ho pensato al passato, ma ho guardato sempre avanti, per vent'anni forse o anche di più. Ma perdere un genitore a quarant'anni fa più male che a venti. A venti è uno strazio, sei in corsa e corri. A quaranta è un dolore che non passa più: non potrai più decidere se andarlo a trovare o no, non potrai più fargli un regalo, spedirgli una cartolina, fargli una sorpresa telefonando ad un'ora insolita, non potrai più far felice nessuno con così poco. Con nessuno ti sentirai più te stesso come con lui.”

“Per chi fa parte del bel mondo, la distrazione è l'arte di usare gli altri al solo scopo di soddisfare i propri bisogni e dissimulare la noia. Quando ci sono in ballo gli affetti, però, questa meccanica non può essere confessata né a se stessi né agli altri. Ecco perché i personaggi di Proust si nascondono, fingono e si tradiscono a vicenda. Mentono a se stessi e agli altri, celando le loro reali motivazioni [...]. Lasciati a se stessi, e con ampia disponibilità di denaro e tempo libero, i membri dell'alta società hanno un solo desiderio profondo: essere protetti dalla vacuità dell'esistenza e trarre dalla sterile e inquietante sostanza della vita una maschera che sia rassicurante e compiacente [...]. Non vogliono né comprendere né sapere, solo adornarsi e svagarsi.”

“Per comprendere la realtà, bisogna tornare alla maieutica socratica. Il sapere di non sapere come unico sapere possibile. Solo quando ci si libera dall’arroganza delle sovrastrutture mentali (il sé, l’ego) allora ci si riallinea con il divenire e si accetta, senza temerlo, il cambiamento.”

“Per dirla con un paragone: l'organismo umano isola il proiettile che non si è riusciti a estrarre, formandogli intorno uno strato di calcio, in modo che non costituisca più un fastidioso elemento estraneo, ma finisca semplicemente per sparire nel suo involucro protettivo. L'anima umana funziona allo stesso modo: crea gradualmente intorno ai nostri errori, alle nostre delusioni e ai nostri dolori gli strati protettivi dell'oblio, isolandoli così dalle azioni e dai pensieri della vita quotidiana.”

“Per fotografare, talvolta cammino ore per raggiungere una cresta e trovare una vista che mi soddisfi. Poi aspetto ancora per ore la luce giusta: una foto riuscita dipende dal tempo che le si dedica. Amo quei lunghi momenti di marcia, di attesa, di speranza, che mi permettono di entrare in comunione e di ricevere l'immagine come una grazia. Quando alla fine, nell'attimo divino della confluenza dei tre “gioielli" - luogo, luce e soggetto - premo il tasto per scattare, provo un sentimento d'amore.”

“Per lei era importante non tanto che lui potesse leggere o fare sport, ma che la riconoscesse per quella che lui stesso aveva voluto che lei fosse. Il che forse equivaleva, nella concezione della vita di mia madre, a un disgraziato atto d’amore. Questo in generale credo fu un o dei grandi fraintendimenti fra i miei genitori: lui voleva che lei fosse niente per potere lui essere qualcosa, e lei voleva essere niente perchè essere niente era almeno qualcosa. Il che più che un fraintendimento fu in qualche maniera un patto mai espresso, il loro segreto. Il risultato fu che lei si annullò per davvero e che lui con quel niente seduto sul divano impilò astio, disprezzo e disperazione, allo stesso modo in cui settimana dopo settimana si impilavano sul tavolo le parole crociate che sarebbero poi finite dentro il secchio dell'immondizia.”

“Per liquidare i popoli (..) si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un'altra cultura, inventa per loro un'altra Storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta”

“Per lui siamo diventati narratori. Dal primo sbocciare in lui del linguaggio abbiamo incominciato a raccontargli delle storie. Era un talento che ignoravamo di avere. Ma il suo piacere ci ispirava, la sua felicità ci dava le ali. Per lui abbiamo moltiplicato i personaggi, concatenato gli episodi, raffinato gli accorgimenti. Come il vecchio Tolkien con i suoi nipotini, gli abbiamo inventato un mondo. Al confine fra il giorno e la notte, siamo diventati il suo romanziere. Se invece non abbiamo avuto questo talento, se gli abbiamo raccontato le storie degli altri, e anche piuttosto male, cercando le parole, storpiando i nomi propri, confondendo gli episodi, unendo l'inizio di un racconto con la fine di un altro, poco importa... E anche se non abbiamo raccontato affatto, se ci siamo limitati a leggere a voce alta, eravamo il suo romanziere, il narratore unico grazie al quale ogni sera lui si infilava nel pigiama del sogno prima di scomparire sotto le lenzuola della notte. O meglio eravamo il Libro. Ricordatevi di quell'intimità così ineguagliabile.”